Film belli – Zero Dark Thirty, Kathryn Bigelow (recensione)

Zero Dark Thirty 590La dicitura “Film Belli” non vi deve trarre in inganno. Certo, dal punto di vista della fruizione e della realizzazione, siamo sicuramente davanti ad un buon film, ma anche (per tutto il resto) ad un’opera a metà, che fondamentalmente non convince del tutto. La signora Bigelow, infatti, è brava e dimostra (di nuovo) di saperci davvero fare dietro alla cinepresa, girando un film che, nonostante tutto, dopo oltre due ore e venti riesce ancora a tenerci incollati allo schermo per gli ultimi quaranta minuti (cosa che quest’anno, per esempio, non è eccezionalmente riuscita al buon Tarantino). Ancor più efficace il montaggio della coppia Tichenor-Goldenberg, per i quali sento puzza -o profumo- di Oscar. Continua a leggere

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Isabeau consiglia: A CASA, di Toni Morrison

Marrison-Obama Grande 590Consiglio e recensione di Isabeau D.

Toni Morrison, premio Nobel per la Letteratura nel 1993 e vincitrice del premio Pulitzer nel 1988 con Amatissima, è la più importante scrittrice afroamericana contemporanea. Nel 2012 il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, le ha consegnato la Medal of Freedom, la massima onorificenza civile negli USA.
Nel suo nuovo romanzo, A casa, la Scrittrice ci racconta un altro pezzo di storia americana con la sua voce profonda e potente, che sa entrare nelle pieghe più nascoste dell’animo dei suoi personaggi e del loro mondo, per svelarne il dolore che li percorre, ma anche capace di rivelare una gioia di vivere che pare inesauribile, oltre ogni atroce violenza della storia. Continua a leggere

Cavaliere, a che gioco giochiamo?

Berlusconi 3 febbraioNel 2013, per adesso, ci siamo occupati relativamente poco di politica. C’è una ragione precisa per cui questo è avvenuto, ed è da ricercare nel mio particolare rapporto con le campagne elettorali: mi piace seguirle e mi piace parlarne con gli amici al bar, ma non amo scriverne. Quel che di solito provo a fare -per il mio puro diletto e senza la presunzione di giungere a conclusioni trascendentali- è infatti cercare di analizzare, al di là della singola notizia, la situazione politica per quella che è e per come credo che potrebbe dipanarsi nell’immediato futuro, e questo (a parte rari casi, come quello di oggi) non lo trovo possibile nella battaglia della campagna elettorale. Voglio dire: non sono un giornalista, non voglio fare il giornalista e non voglio spacciarmi come tale, quindi non provo piacere nel riportare pedissequamente le dichiarazioni giornaliere dei vari leader come un bollettino di guerra e, inoltre, odio il concetto di endorsement.  Continua a leggere

Isabeau consiglia: UNA DONNA SPEZZATA, di Simon de Beauvoir

Simon de beauvoir che guevaraConsiglio e recensione di Isabeau D.

Una donna spezzataSimone De Beauvoir, scrittrice, filosofa e femminista francese, con Una donna spezzata ci conduce in un universo borghese in cui tre donne vivono un’esistenza all’apparenza normale e scevra da qualsivoglia problema. Il libro, uscito nel 1967 (traduzione italiana del 1969), comprende tre racconti distinti, le cui protagoniste sono chiamate ad affrontare tre difficili situazioni. Le donne sono, appunto,tre, ma il titolo ne indica una soltanto: Una donna spezzata. Eppure si tratta di tre personaggi molto diversi tra loro: una casalinga, una celebre studiosa di letteratura francese, una madre abbandonata a se stessa e alla sua solitudine durante la notte di capodanno. Quello che le tre protagoniste dei tre racconti hanno in comune, e che le rende in un certo senso “una”, è di essere colte in un momento di crisi e al tempo stesso di verità, decisivo per la propria vita. Che dopo quel momento sarà diversa. “Donne non si nasce, lo si diventa” è forse la frase più famosa della De Beauvoir. E le va riconosciuto che nella sua vita (1908-1986) si mostrò capace di diventare, come amava dire, “madre di se stessa”. Continua a leggere

Film belli – Lincoln, Steven Spielberg (recensione)

Lincoln Day Lewis 590Dal ritmo altalenante (a tratti avvincente quasi come un thriller, in alcuni momenti un po’ lento e dispersivo) il film non comincia benissimo e ci mette tra i quindici e i venti minuti a rendere la visione interessante. A rompere l’imbarazzo ci pensa l’eccezionale Daniel Day-Lewis che, con il primo dialogo-monologo del film, ci fa comprendere che non abbiamo a che fare con un banale film su quanto era alto, quanto era buono e quanto era bravo Abramo Lincoln, ma con una pellicola ambiziosa, che cerca di ragionare -per lo meno apparentemente- sul significato della democrazia e sul tema della guerra civile. Continua a leggere

TOP 5 – Propaganda elettorale televisiva

Fantozzi politica

Ringrazio (di esistere) innanzitutto il sito-archivio www.archivispotpolitici.it, del quale mi sono avvalso per creare questa TOP 5 e che, con il cuore in mano, vi invito a visitare nei vostri pomeriggi di noia e/o durante le notti di insonnia. Gli spot che ho scelto sono stati selezionati tra quelli che sono riuscito a vedere (cioè praticamente tutti causa recenti pomeriggi di noia e notti insonni) e il criterio di selezione è stato uno solo, cioè l’involontaria ilarità che certa retorica stimola in me, soprattutto se osservata con il famoso senno di poi.

Giuro che ero partito con l’idea di rispettare la par condicio, ma, dato il materiale, non mi è proprio stato possibile. Continua a leggere

Isabeau consiglia: LA PRIMA VERA BUGIA, di Marina Mander

la prima vera bugia 590

Consiglio e recensione dell’amica Isabeau D.

La prima vera bugia è un breve romanzo, pubblicato nel 2011 dalla casa editrice “et al.”, che comincia come una storia di ordinaria infelicità, ma che si trasforma ben presto nella cronaca dell’inimmaginabile. Luca, il piccolo protagonista del romanzo, ha una storia infelice: gli manca la figura paterna e descrive questa mancanza “come portare sempre un cappotto senza maniche”. Una mattina la mamma, a cui i sonniferi hanno rubato i sogni, non si sveglia: l’orrore è inaffrontabile. Agghiacciante è il senso di colpa che, istantaneamente, prende piede nella mente del bambino (“Forse non sono stato capace di farla restare nella mia vita, di farla vivere almeno per me”) e, all’incubo di essere diverso, subentra il pericolo reale di finire in un orfanotrofio. Allora Luca sceglie la prima vera bugia: fare come se non fosse successo niente. Continua a leggere