Top5 – Bar di Milano

mieux vaut boire iciIl bar è il luogo in cui qualunque persona di buon senso spende buona parte del suo tempo, e praticamente tutti i suoi soldi. Al bar ci si incontra, ci si ritrova. Al bar si litiga. Si passano le giornate ad attraversare discussioni che partono dall’inutilità di Pato e giungono ad analizzare la figura storica di Danton. Il bar è un luogo in cui d’estate si celebra la vita, e in cui d’inverno si raccolgono le forze in vista di nuove imprese. Che sia il caffè mattutino, la Coca Cola pomeridiana, il franciacorta prima della cena, o il liquore serale, il bar è questo: un momento della giornata staccato da tutti gli altri momenti della giornata, in cui ci si riposa, ci si rilassa, si svestono i panni del milanese, e si indossano i panni dell’essere umano. Continua a leggere

Taccuino del gallerista italiano.

Lia Rumma MIlano

C’era una volta una generazione chiamata avanguardia. C’era una volta una cosa chiamata militanza. Due parole faticose e molto idolatrate, agognate. Ma quegli anni sono passati, e chi ne fa parola ora può essere un nostalgico che ha vissuto – ma non imparato – oppure un giovanotto che poco ha a che farne. In ogni caso citarle, se non per riferircisi in termini storici, ha poco senso. Innanzitutto per la distanza, ed anche per l’approssimazione che non si può che avere nella contemporaneità rispetto a concetti che fondevano necessità ideologica a prassi metodologica. Oggi nessuno milita più: è una caratteristica dei nostri anni.

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La vernice di Milano.

Nuova apertura di Galleria a Milano? Pensaci bene.

Nuova apertura di Galleria a Milano? Pensaci bene.

L’Italia dell’arte contemporanea non è poi tanta cosa. Sotto l’arco alpino, divisa dal Po, aristocratica, c’è Torino. La città è regale, con la piccola bomboniera del centro che custodisce le sue gemme ordinate. Qui esiste uno strano modo, in fondo tutto piemontese, di fare arte contemporanea. È alternativo ma non manifestato all’eccesso. E così, sotto al cappello dell’autoreferenzialità per eccellenza della Fondazione Sandretto, nascono gallerie come Franco Noero, ereditiere dell’esperienza boheme sabauda per eccellenza del Persano anni Novanta. Nella capitale dei Savoia per avere una galleria devi contemplare il parquet in legno, le finestre e gli scuri in massello e puoi metterci pareti alte sei metri o, se hai stucchi sulle sovrapporte, puoi concederti una bella distesa di resina calpestabile. Poi tutto lo fa la tua programmazione: un colpo al cerchio esterofilo e un colpetto ai grandi vecchi piemontesi. Molto più a sud c’è Roma.

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Alberto Garutti a Milano. Didascalie.

Alberto Garutti. Piante e foglietti volanti.

Si parla spesso dell’ingombranza di Alberto Garutti nell’arte contemporanea e nel contesto italiano. Molti artisti intelligenti sono ingombranti. E tuttavia chi lo conosce, lo ha sentito parlare, è solito aggiungere che questa nota d’ingerenza esiste. Non a caso i grandi detrattori hanno l’abitudine a mettere in relazione l’abuso con quello di un altro maestro del Novecento italiano cui Garutti deve molto, Luciano Fabbro. Accade sovente, adesso che gli orizzonti economici – parola non casuale – del sistema si stanno restringendo ancora, che le persone si ritrovino a sottolineare le presunte tendenze sociali degli artisti. Come se Merz fosse stato un uomo semplice. Ecco perché l’idea migliore su Alberto Garutti è parlare del lavoro.

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Il tuo primo bacio a Milano? Scatta una foto e partecipa a PixMi

Un’immagine scattata per Pixity Pisa

Abiti a Milano, ci hai vissuto, ti capita di trascorrerci alcuni periodi per lavoro o piacere?
Allora sicuramente di sarà capitato di flirtare in una delle mille serata della MIlanodabere.
Magari nella tua vita il primo bacio in assoluto l ‘hai dato proprio qui – oppure ci sarà stata occasione di dare un bacio in quel di Milano, per la prima volta. Qualunque sia la tua storia, per scoprire nuovi luoghi della città e sapere come le persone si muovono nel tessuto urbano oggi parte PixMi, un gioco fotografico urbano cui ti chiediamo di partecipare.

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Cyprien Gaillard per la Fondazione Trussardi

Un’opera del 2011.

Uno dei grandi meriti della Fondazione Trussardi è quello di aprire agli occhi dei milanesi degli spazi che neanche loro, che la città la vivono, o dovrei dire la subiscono, possono conoscere. Questa volta è stato il turno della Caserma XXIV Maggio di via Mascheroni. E’ arrivata dopo Palazzo Litta, Palazzo Citterio, il Cinema Cavour, per citarne a memoria alcuni.

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Mercati della Terra: Fast food & fast life

Direttamente dall’orto

Molti, forse non di persona, ma attraverso le proprie famiglie, si recano al mercato a fare la spesa. Per mille ragioni diverse: prezzo, qualità, divertimento, comodità, freschezza, varietà, simpatia. Ma oltre ai mercati rionali, in cui Milano è ben fornita ma – vi assicuro – mai come Torino, esiste un secondo tipo di mercato, che avviene ogni terzo sabato del mese:  Mercato della Terra di Via Procaccini 4 (Fabbrica del Vapore).

Non un mercato qualunque. Continua a leggere