Weekend con il Morto – Carmelo Cappello

Carmelo Cappello. Un pessimo artista.

Carmelo Cappello. Un pessimo artista.

Ogni volta che si prevede un morto tocca fare un’agiografia. Sempre. Muore questo, muore quello; tocca parlarne bene. Altrimenti sono dolori. Se uno muore vale la pena solo raccontarne le «gesta eroiche». E quando mai muoiono sempre persone «eroiche»? Questa settimana ne erano morte, comunque. Era morto Steinbeck, per esempio. Poi era morto Gianni Brera. Sempre per il calcio di altro morto ci stava il mitico mundial di Enzo Bearzot.

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Weekend con il morto – Averroè

averroe011Il 1492 è la data che la maggioranza dei libri di storia indicano come inizio dell’Età Moderna. Alla scuola elementare ci spiegano che il motivo per cui questo avviene è ché a quell’anno si fa risalire la “scoperta” dell’America; poi, con il tempo, impariamo che in quei 366 giorni (era un anno bisestile) sono successe anche un paio di altre cose: la morte di Lorenzo il Magnifico, l’espulsione -dalla Spagna- degli Ebrei che rifiutavano di convertirsi al Cristianesimo, la morte di Innocenzo VIII e, soprattutto, la caduta di Granada, l’ultima roccaforte Araba sul continente europeo. Continua a leggere

Weekend con il Morto – Freddy Mercury

In prima elementare, nel 1990, era ancora costume per i miei genitori portarmi in montagna a Champoluc per la settimana bianca. Un anno dopo e spiccioli si separarono ufficialmente, con le idee più chiare sul futuro, mentre io avevo ben chiaro in mente che la montagna e lo sci mi facevano proprio cagare. Ma fino all’anno prima insomma, andare a Champoluc era un rito. Bagagli in macchina insieme ai piumini, Piazza Kennedy, Milano-Torino, sosta per Rustichella, Alpi in vista sullo sfondo prima di affrontare i tornanti per Gressoney. Mio padre nel mangianastri ascoltava soltanto due cose: Rispetto di Zucchero Sugar Fornaciari e soprattutto il Greatest Hits Vol.2 dei Queen, quello con la copertina blu, dei quali riuscivo a cantare maccheronicamente ogni canzone, tanto sul lato A che sul B.

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Weekend con il morto – Gottfried Wilhelm von Leibniz

La Stepped Reckoner: calcolatrice meccanica costruita da Leibniz nel 1671.

Quando parliamo di pensatori poco famosi, oppure di grandi menti che consideriamo sottovalutate (come ci è già successo), è bene presentare il pensiero del personaggio in questione per sottolinearne gli aspetti rilevanti. Con Leibniz questo passaggio non è necessario, perché -anche se sono in molti a ignorare i motivi per cui il suo pensiero è incredibilmente importante- la sua grandezza è riconosciuta e conosciuta da chiunque abbia proseguito gli studi dopo la terza media. Continua a leggere

Weekend con il Morto – David Foster Wallace

David Foster Wallace. •1962 – † 2008

Chi può negare lo straordinario, forse eccessivo talento di D. F. Wallace per la scrittura. Quello ampiamente dimostrato sia nel suo capolavoro Infinite Jest, che nel racconto contenuto in Interviste a uomini schifosi nel quale per liberarsi di un oggetto un uomo è costretto a mettergli un prezzo, a dargli un valore economico. Sarebbe inutilmente pretestuoso mettersi a demolire la qualità della scrittura di quest’uomo che nella letteratura americana corrisponde ad un indiscusso faro, che si staglia con discreta solitudine sia per le scelte stilistiche, sia per la decisiva disomogeneità della forma. La crescente e ora maestosa fama di cui gode il suicida americano è quindi qualcosa che non deve essere attaccato in quanto tale, ma solo affrontato a fini digestivi.

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Weekend con il morto – Ludovico II il Germanico.

Ludovico il Pio, padre di Ludovico II il Germanico.

Figlio di Ludovico il Pio – e nipote di Carlo Magno – il Germanico è spesso considerato da noi (ex) studenti un personaggio minore della Storia, ma credo che sia invece una figura determinante, non tanto per qualche suo particolare merito personale, quanto semplicemente per il suo modus agendi, poiché tramite i suoi atti riusciamo a leggere lo spirito del suo tempo (e forse della Storia in generale) come per pochi altri accade.

Alla morte di Carlo Magno, Ludovico il Pio – il suo unico erede – aveva compreso, per primo, quanto la concezione patrimoniale dell’Impero – per cui lui, come il padre, possedeva l’Impero, non si limitava ad amministrarlo – avrebbe portato, prima o poi, alla sua frantumazione. Per questa ragione, nell’817, compose la Ordinatio imperii in cui, tra le altre cose, si dichiarava l’Impero quale res sacra (in quanto voluta da Dio e consacrata dal papa), la cui divisione avrebbe comportato sacrilegio. Continua a leggere

Weekend con il morto – Elio Romano

Elio Romano. Un pittore.

Elio Romano era un pittore. Nella banalità di questa affermazione sta molto della sua vita – e della tipologia di persona che era. Accade nell’estistenza di chi dipinge, chi scrive, chi canta, che arriva un istante che cambia le cose. È di fatto una barriera di rumore bianco sottile e chiarissimo, che ci impedisce di fare quello che si è fatto fino a quel momento. La penna, lo strumento, si incarta e si assottiglia, e ci svuota da quella spensierata libertà di movimento che si è sempre avuta. È un gradino abbastanza normale e verificato, una di quelle prove che chi detiene la vocazione di essere un artista deve saper superare. Perché arriva un momento dal quale ci si stacca dai primi tentativi ingenui e passionali, furibondi, che hanno fagocitato e divampato gli anni selvaggi della giovinezza.

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