Top 5 – musiche balcaniche dell’oggi

L'escalier Richelieu di Odessa, 1890-1900 foto photographium.com

L’escalier Richelieu di Odessa, 1890-1900 foto photographium.com

Sono appena tornata a casa dopo aver visto Moni Ovadia al Teatro Grassi e il suo nuovo Adesso Odessa. La città schifosa. Il racconto di una città che forse non esiste più, attraverso la vita dei più grandi musicisti, scrittori, sognatori ebrei aschenaziti di tutti i tempi. Sull’entusiasmo e la curiosità di questo spettacolo, perchè non dedicarvi una top 5 di musica balcanica più che contemporanea. Senza pretese di volerne sapere più di voi, ma con l’idea di potervi far scoprire una melodia nuova: da sentire verso le 18.30 col pensiero di una birra, quando vi vengono le voglie di oriente e di balli sfrenati, quando avete un sacco voglia di fare all’amore. Volià. Continua a leggere

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TOP 5 – Propaganda elettorale televisiva

Fantozzi politica

Ringrazio (di esistere) innanzitutto il sito-archivio www.archivispotpolitici.it, del quale mi sono avvalso per creare questa TOP 5 e che, con il cuore in mano, vi invito a visitare nei vostri pomeriggi di noia e/o durante le notti di insonnia. Gli spot che ho scelto sono stati selezionati tra quelli che sono riuscito a vedere (cioè praticamente tutti causa recenti pomeriggi di noia e notti insonni) e il criterio di selezione è stato uno solo, cioè l’involontaria ilarità che certa retorica stimola in me, soprattutto se osservata con il famoso senno di poi.

Giuro che ero partito con l’idea di rispettare la par condicio, ma, dato il materiale, non mi è proprio stato possibile. Continua a leggere

TOP 5 – Stati insignificanti sulla cartina geografica.

Tutto il mondo

Ammetto di camminare sulle uova qui, e di trattare di argomenti spinosi. Parlare di luoghi insignificanti sulla cartina geografica può rivelarsi un’impresa più ardua di quanto sembri: da un lato mi sono riproposto di non nominare nemmeno una città stato, sarebbe troppo facile; dall’altro mi toccherà menzionare alcuni paesi di cui ho soltanto una conoscenza indiretta. Poco male, l’obiettivo non è certo una valutazione morale della storia storiografica di alcuni stati indipendenti o delle loro popolazioni. Al contrario è quello di menzionare alcuni posti che se cancellati dalla faccia della Terra, non procurerebbero alcuna ripercussione negativa sulla mia vita.

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Top 5 – Dei migliori posti a New York per un boccone (ristoranti e non solo).

Schiller's non è in classifica. Ma un salto per un drink fatecelo.

Schiller’s non è in classifica. Ma un salto per un drink fatecelo.

Mangiare a New York è una cosa seria. Come ogni città che si rispetti offre molto e di ottimo livello. Chiunque voglia parlare di cucina nella Mela, poi, non può prescindere dalla Zagat, rigorosamente in formato cartaceo. Tutta inadeguata con le sue recensioni citazionistiche e costretta in una rilegatura bordeaux oggi rinforzata e ispessita. Pat Bateman la usava per i numeri di telefono dei suoi locali notturni, sognando il Dorsia. Il ristorante lì per davvero, dove andava il suo mito Donald Trump. Mangiare a New York non è (solo) una questione di gusti, perché la cena risente anche dell’atmosfera e della gente che hai attorno. Molto più che qui in Italia. E allora ecco la classifica dove si deve andare. Per mangiare. Per un boccone veloce. Per un gusto superlativo.

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Top5 – Bar di Milano

mieux vaut boire iciIl bar è il luogo in cui qualunque persona di buon senso spende buona parte del suo tempo, e praticamente tutti i suoi soldi. Al bar ci si incontra, ci si ritrova. Al bar si litiga. Si passano le giornate ad attraversare discussioni che partono dall’inutilità di Pato e giungono ad analizzare la figura storica di Danton. Il bar è un luogo in cui d’estate si celebra la vita, e in cui d’inverno si raccolgono le forze in vista di nuove imprese. Che sia il caffè mattutino, la Coca Cola pomeridiana, il franciacorta prima della cena, o il liquore serale, il bar è questo: un momento della giornata staccato da tutti gli altri momenti della giornata, in cui ci si riposa, ci si rilassa, si svestono i panni del milanese, e si indossano i panni dell’essere umano. Continua a leggere

Top 5 – Migliori luoghi per correre a Milano

Jogging a Central Park, New York. foto Patrick Gruban

Jogging a Central Park, New York. foto Patrick Gruban

Appena il tempo diventa un po’ meno rigido e le giornate iniziano ad allungarsi, allora vedi che completini attillati e leggins mezza gamba con reggiseni super tecnici escono nuovamente allo scoperto. E’ l’esercito di joggers milanesi femmine, che, appena leggono aprile sul loro ical entrano in panico per la prova costume. Se a correre, ma correre vero, ci andate anche voi, sapete bene come le scarpe a dire il vero siano un requisito imprescindibile per fare un buon esercizio e tutto il resto, in qualche modo, può essere recuperato, trovato, mischiato. Indubbiamente ammetto che indossare qualcosa di tecnico fa sentire più performanti e, anche se ci accorgiamo di correre alla velocità di un bradipo per via della bandelletta che si ostina a darci fastidio, beh, ci si fa comunque guardare più volentieri. Ebbene, in una delle città più inquinate e più puzzolenti d’Italia, dove andare a farsi una corsa? Eccovi serviti.

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Top 5 – automobili maschiali (che quasi ti puoi permettere)

Forse c’è una fase della vita che si è nostalgici o ci si cerca bambini nel panorama d’intorno. Una cosa di regressione o omeopaticamente di fanciullini pascoliani, vai a capire.
Comunque quello che volevo dire è che non vedo più ragazzini dico dieci-dodicenni che si avvicinano alle automobili, ci guardano dentro, e con la mano a cucchiaio per evitare il riflesso del vetro cercano di sbirciare nel quadrante del tachimetro per rispondere all’amichetto che da dietro gli chiede: “quanto fa?”

improvvisamente una madeleine:

10 anni:
appoggiàti al finestrino guardavamo dentro le macchine:
quanto fa?
200 sta scritto
la mia arriva a 220
sì, ma di contachilometri
e che vuol dire?
se sta scritto 220 sul contachilometri non è che fa 220 all’ora
e allora perché ce l’hanno scritto?
perché se poi ci arriva?
allora ci arriva! se ci arriva li fa!
no, non è che li fa, li può fare.
se li può fare allora li fa.
ma mica sempre!
e che significa? se acceleri sulla strada di Foggia, quella, la macchina, accelera?
(la strada di Foggia: dieciotto chilometri di rettilineo; i test drivers le preferirono più tardi la strada per Campobasso, più breve ma più nuova, più larga e in alcuni tratti in discreta pendenza)
eh! e quanto fa sulla strada di Foggia?
220
e dàlle!
scusa, sta scritto 220? se tiri, quello arriva e si chiude, il contachilometri.
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