Film Belli – Il Sospetto, Thomas Vinterberg (recensione)

lucas
Lucas è un mite maestro d’asilo in un paesello danese dove tutti si conoscono. E’ reduce da un divorzio difficile, e aspetta che il figlio adolescente si trasferisca da lui per ricominciare da capo. I genitori lo rispettano e i bambini lo adorano, in particolare la piccola Klara, figlia del suo migliore amico: un giorno Klara regala al maestro un cuoricino e lo bacia candidamente sulla bocca, incassando un rifiuto che non perdonerà: poco dopo la vediamo nell’ufficio della preside mentre accusa Lucas di averle mostrato le sue vergogne. Il poveretto non ha fatto nulla, ma appena la voce si diffonde il villaggio mostra il suo lato meno gradevole: l’asilo lo caccia, il direttore del supermercato gli comunica che non è più gradito, il padre di Klara minaccia di sparargli un colpo. E questo è solo l’inizio.

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Film carini – Reality, Matteo Garrone (recensione).

Il titolo del film, Reality, non è soltanto riferibile al format televisivo che sullo sfondo guida l’intreccio, ma anche il marchio di fabbrica del regista Garrone, sempre attento a inserire i suoi personaggi e le storie che ci racconta dentro ambienti e realtà allo stato naturale, prive di qualsiasi mediazione ammiccante (come avviene, invece, in quello che mi piace chiamare il realismo cool di Audiard). Nel film, l’incarnazione di questo modello cinematografico è l’eccezionale Aniello Arena, una specie di Sylvester Stallone napoletano che somiglia grossolanamente a Daniel Auteuil (ricordiamoci sempre che Stallone è un metro e settanta scarso): i suoi muscoli e il suo corpo descrivono un uomo immerso nella realtà da sempre; combattivo, verace, forte (ma non scolpito nel marmo), legato alla famiglia, non necessariamente un luminare, ma certamente onesto con se stesso e con i suoi -un po’ meno con il resto del mondo, visto che arrotonda truffando vecchiette in combutta con la moglie.

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Film belli a Cannes 2012- Paradise: Love, Ulrich Siedl (recensione)

Teresa è una signora austriaca un po’ tracagnotta con figlia malmostosa a carico. Nella prima scena, che ha il duplice scopo di illuminarci sulla sua professione e farci capire che vedremo cose molto brutte, monitora una ventina di disabili durante una battaglia sugli autoscontri. Dopodiché, parcheggiata la figlia a casa di una parente/amica, parte per il Kenya. E’ proprio un viaggio da crucchi: compagnia di anziani mollicci con sandali e camicia hawaiana, animatori fastidiosi, stessa spiaggia per un mese. Una vacanza che non farei mai, neanche dopo la pensione. E invece, complice un’amica lussuriosa, l’iter di Teresa sarà molto diverso. Continua a leggere

Film belli al Festival di Cannes 2012 – Post Tenebras Lux, Carlos Reygadas (recensione)

A quanto mi risulta, una delle prima cose che insegnano alle scuole di cinema per rendere la vita più semplice agli aspiranti registi recita qualcosa del tipo: «niente bambini, niente animali: troppo difficili da gestire». Il film di quel sacramento di Carlos Reygadas, invece, inizia con una bambina – che, nella vita, mi dicono essere sua figlia – in mezzo a un campo pieno di pozzanghere, con cani e cavalli che si rincorrono e rientrano in stalla al calare della sera. Probabilmente una delle scene più belle e complesse che io abbia mai visto al cinema (sonoro compreso). Continua a leggere

Film belli al Festival di Cannes 2012 – Amour, Michaele Haneke (recensione)

Anne e Georges, due arzilli ottuagenari uniti dalla passione per la musica classica, conducono una vita serena nel loro appartamento di Parigi. Li vediamo a teatro mentre assistono al concerto di un ex allievo, ormai pianista di successo, che li saluta calorosamente. Il mattino dopo lei ha un piccolo mancamento e viene ricoverata per un’operazione, il classico intervento a basso rischio di complicazioni che sembra già una condanna a morte. Infatti va male, Anne torna a casa in sedia a rotelle e chiede al marito di non portarla mai più in un ospedale, per nessun motivo. Da questo momento Georges la assiste nel suo rapido declino. Continua a leggere

Film carini al Festival di Cannes 2012 – De Rouille et d’os, Jacques Audiard (recensione).

Prima di entrare al cinema, conoscendo (come quasi tutti) Audiard, ero pronto per vedere un film eccezionale. Il film effettivamente è molto interessante sotto diversi punti di vista, ma i due-tre difetti che ho riscontrato sono un po’ troppo presenti nella pellicola, per lo meno per i miei gusti. Continua a leggere

Festival di Cannes: vince Haneke e (misteriosamente) anche Garrone

Poche sorprese quest’anno dalla Croisette, dove quasi tutti i vincitori erano già stati premiati nel passato recente. Per evitare l’ira di Mazzetti, fiero oppositore degli elenchi romanzati, vi diamo subito la lista nuda e cruda dei riconoscimenti. Sotto troverete le nostre considerazioni. Continua a leggere