Il Professor Monti tra destra, sinistra, teoria e pratica.

Gad Lerner

Gad Lerner, giornalista.

Non sono d’accordo con quel che ha scritto Ilvo Diamanti oggi sulle colonne di Repubblica, soprattutto nei passaggi in cui afferma la forte connotazione politica del Governo di Monti. Non sono totalmente d’accordo neanche con le parole di Gad Lerner, quando assegna un «segno» di matrice politica all’operato dell’Esecutivo.

Non credo abbia davvero senso chiedersi se Monti è di destra o di sinistra, così come non credo che si debba catalogare politicamente ogni azione del suo Governo.

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Genesi, Gestazione e Morte di un Discorso Politico

La prendo dal corner. L’identità europea, in termini di politica, economia e società, nasce in epoca moderna. Durante questo periodo si verificarono i più significativi sviluppi del pensiero sociale oggi conosciuti (religione, stato/nazione, proprietà). In età contemporanea, dunque, ogni considerazione generalizzata a livello sicio-economico deve essere giustificata dai fatti storici scaturiti ed evoluti in epoca moderna. Chissà cosa direbbe ora Orwell del suo 1984, che era tanto verosimile e apocalittico nel 1948 quanto fantascientifico oggi.

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La pillola delle 13. Liberalizzazioni.

Non sono le 13, eppure scrivo alle 13. Un po’ come per il telegiornale. Le 13 sono orario di notizie, di approfondimenti poco seri. Louis de Funès in L’ala o la coscia?

Sciopero+Liberalizzazione+Roma
Legalización. No, quella era degli Ska-P.

Sono giorni, forse decenni, che in Italia si parla di liberalizzazioni. Parola strana, molto invocata, che in queste ore infiamma le pagine dei giornali e le bocche della gente. Si devono liberalizzare le licenze dei taxi, alcune mansioni dei notai, la vendita di farmaci, l’accesso a molti beni non di sussistenza che tuttavia impattano la qualità della vita dell’uomo nella società contemporanea e che tutt’oggi per i soliti o gabelli incomprensibili sono fuori dalla portata economica di molti. Quale non libertario consociativista che non sia il politico standard italiano, si opporrebbe a questo?

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Giorgio Napolitano: analisi e commenti sul 2011

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un fotogramma della diretta da Palazzo ChigiCome sapete, anche quest’anno il Presidente della Repubblica ha salutato la nazione con un messaggio a reti unificate; il collegamento è avvenuto alle 20.30, per circa venti minuti.

Il discorso di Napolitano – che inizia con un ringraziamento agli italiani per aver risposto con prontezza ed entusiasmo al suo richiamo per le celebrazioni del centocinquantesimo anniversario dell’Italia – è molto ben articolato e si muove agilmente tra passato, presente e futuro, alternando analisi, proposte ed esortazioni.

Personalmente, parto sempre dal presupposto per cui ogni discorso è un interpretazione del mondo. Continua a leggere

Considerazioni di Poco Conto

In Aula Magna, Ieri.

Nel lontano 2002, un corteo sgangherato di ragazzi appartenenti ad un movimento ‘politesco’ giovanile, che si faceva chiamare Azione Giovani, sfilava davanti alle finestre della mia scuola, urlando insulti all’indirizzo di un collettivo studentesco che aveva ottenuto il permesso di indire un’assemblea sociale in aula magna per consentire ad un politico di sinistra – mi sembra fosse un pesce piccolo di Rifondazione Comunista – di esprimere le proprie idee su un qualche concetto riguardo all’importanza dell’impegno politico dei giovani proprio nelle scuole. La mia classe aveva disertato a causa di una versione di LatinoTacito, robetta da poco. All’esterno della scuola sfilavano i ‘Fascisti’ che cercavano di disturbare l’assemblea in svolgimento nell’aula magna, gremita di ‘Comunisti’. Com’è ovvio, le ragazze erano tutte per questi ultimi. Al tempo di politica m’intendevo tanto quanto potrei intendermi oggi di ragazze: quindi me ne fregavo, concentrato al banco tentando di far dire ad Agricola quello che doveva dire, senza saperlo tradurre. A un bel punto, il corteo fuori, stanco di non riuscire ad attirare l’attenzione come avrebbero voluto, si mise a dar fuoco ad una banderuola – rubata in chissà quale gloriosa battaglia – che raffigurava il viso di Ernesto Guevara nella classica versione chiaroscuro come si trova spesso anche oggi su maglie e bandane. Io ero vicino alla finestra e buttai l’occhio. Lo stavano facendo proprio di fianco al mio vespino azzurro che sapevo benissimo perdeva benzina per via di una guarnizione fannullona. Quando uscivo da scuola c’era sempre una chiazza oleosa sul lato sinistro. Preso dall’ira mi misi alla finestra a urlare contro di loro. Chiamandoli ‘Squadristi da Merenda’ li insultavo a mia volta. Loro risposero chiamandomi ‘Compagno Roncioso’ e allora fui costretto a scendere di corsa. Ci fu una zuffa, gliene diedi un paio, ma ne presi anche molte. La vespa fu salva e io sospeso per tre giorni. Questo fu il mio approccio alla politica.

Alla camera, oggi.

L’opposizione politica al governo di tecnici ha causato l’interruzione della seduta di ieri. Le immagini che ho visto in tv hanno del comico. I deputati della Lega sventolano i cartelli di contestazione ai provvedimenti fiscali presi dall’esecutivo. C’è una sequenza molto divertente in cui quel beone di Calderoli tiene il foglio in alto per non farselo portare via dagli uscieri e scappa lentissimo da una donna che, senza troppa veemenza, tenta di prenderlo. Come un gruppo di bulli che si passa gli occhiali del secchione e lui che non ci vede più cerca a tentoni di recuperare la vista. Intanto, basito, il consiglio dei ministri è stato costretto ad abbandonare l’aula. Le abitudini politiche non sono cambiate, i membri dell’esecutivo sì. Non sappiamo ancora se giustamente o ingiustamente, correttamente o meno, non sappiamo se i risultati di questo cambio di seggiole saranno positivi o negativi. Non sappiamo nulla. Perché, sapevamo qualcosa prima, quando lì c’erano i politici? Quanto può essere conveniente questa situazione? Può funzionare un paese governato da ‘tecnici’ ma tenuto per le palle da politici? La politica è stata accantonata. Perché le forze politiche non approfittano di questo momento di cambio al vertice per riorganizzarsi e ripulirsi dalla ruggine, mentre i meccanici sistemano l’ingranaggio? Qualcuno dovrebbe spiegare loro che non c’è stato alcun colpo di stato. Nessuno ha preso potere illegalmente. Se in Italia c’è un governo di tecnici è perché i politici sono incapaci di governare. A nessuno piace essere rappresentato da qualcuno che non è stato eletto – come nel caso dell’attuale governo -, ma chi avremmo dovuto votare? Chi ci dovrebbe governare secondo loro? 

Repubblica Tecnico-Parlamentare Italiana

Sono un amante dei governi tecnici, tutti quelli che mi conoscono lo possono confermare. Trovo giusto affidare il Governo, in momenti particolari, a dei traghettatori che sappiano capire ciò che va fatto e siano in grado di farlo; trovo ancor più giusto che a limitare il potere di questi tecnici rimanga il substrato parlamentare per cui, come sta scritto, il Governo «emana» e il Parlamento, espressione del voto dei cittadini, «approva». Nulla di più di quel che definiamo Repubblica Parlamentare.

Ora, però, vorrei dire due cose; una sul Governo attuale e una sul Parlamento per come si compone oggi. Continua a leggere

Ooops I did it again

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Mentre la nostra Italia viene commissariata dalla Bocconi, grazie al nuovo governo tecnico tecnicamente più anziano della storia della Repubblica (63 anni di media) che promette di non farci divertire per un po’, oltre oceano continuano le primarie per il partito Repubblicano, in cerca della personalità giusta da contrapporre a Mr Obama, nel caso decida di ricandidarsi.

Facendo un piccolo recap di come sta procedendo la corsa, mi fa piacere ricordare come siano tre le personalità di spicco della destra americana che si contendono la nomination:

1 – Mitt Romney, il super consulente (Boston Consulting Group, Vice President di Bain & Company), ex senatore dello stato del Massachussetts e soprattutto mormone convinto.

2 – Rick Perry, attuale Governatore del Texas e degno successore di G.W. Bush

3- Proprio lui, Herman Cain, altresì noto come the Herminator o Pizzaman, di cui ci siamo già occupati.

Per quanto riguarda il primo, persona istruita (Harvard) e di successo, le cose vanno sempre meglio. A differenza degli altri concorrenti Romney è una persona seria e tranquilla che ha l’unica colpa di essere un mormone convinto. E nelle ultime due settimane si è trovato la strada spianata verso la vittoria, grazie ad alcune clamorose gaffe degli altri due.

Che andremo ad analizzare nello specifico.

Partiamo da Pizzaman, l’uomo di cui sono invaghito:

– Prima viene accusato di sexual harrassment ai danni di tre donne diverse, ai tempi in cui era a capo della National Restaurant Association, ed e’ costretto a mostrare in pubblico la Moglie Gloria per la prima volta (Le accuse, tra l’altro, rimangono anonime, perche’ lo stesso Cain ha patteggiato un accordo di non divulgazione con tutte e tre per una cifra tra i 35k e 45k dollari).

– Al Cafe Versailles di Miami (ci sono stato, cibo buonissimo e da 50 anni il cuore dell’anticastrismo della Florida) sostiene che a Cuba si parli il Cubano.

– Nel corso di una video intervista, gli viene chiesto un’opinione sulla Libia. “Per Lybia intendi quella di Gheddafi?”

Vi invito a guardare il video qui….

Concludiamo con Rick Perry, autore suo malgrado di una sola gaffe, ma apparentemente suicida.

Nel corso di un dibattito televisivo nazionale, con tutti i suoi concorrenti, Ricky Boy sostiene in maniera audace di voler tagliare tre agenzie governative.

 

“Commerce (!), Education (?!?) and….”

No, non ce la fa, la terza non gli viene proprio in mente.

Buona visione

Agostino Iori