Isabeau consiglia: A CASA, di Toni Morrison

Marrison-Obama Grande 590Consiglio e recensione di Isabeau D.

Toni Morrison, premio Nobel per la Letteratura nel 1993 e vincitrice del premio Pulitzer nel 1988 con Amatissima, è la più importante scrittrice afroamericana contemporanea. Nel 2012 il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, le ha consegnato la Medal of Freedom, la massima onorificenza civile negli USA.
Nel suo nuovo romanzo, A casa, la Scrittrice ci racconta un altro pezzo di storia americana con la sua voce profonda e potente, che sa entrare nelle pieghe più nascoste dell’animo dei suoi personaggi e del loro mondo, per svelarne il dolore che li percorre, ma anche capace di rivelare una gioia di vivere che pare inesauribile, oltre ogni atroce violenza della storia.

a casa (copertina)Frank Money, ventiquattro anni, è un reduce della Guerra di Corea, ed è continuamente preda di attacchi di ansia e di rabbia incontenibili. I fantasmi del passato irrompono all’improvviso nella sua vita di tutti i giorni; le immagini terribili della guerra e degli amici d’infanzia feriti a morte lo svegliano di notte e non gli danno pace. Il suo equilibrio psichico è precario.

Un giorno Frank riceve una lettera dalla Georgia, sua odiata terra d’origine, dove ha giurato di non tornare mai più per nessuna ragione al mondo. La lettera riguarda sua sorella minore Ycidra (da lui chiamata amabilmente Cee), l’unica persona di cui si era sempre occupato. Solo la sorella in pericolo gli permetterà di uscire dal torpore della mente: il protagonista, che non è riuscito a salvare i suoi amici in guerra, torna a casa per salvare la sorella, vittima di un medico che pare faccia esperimenti di eugenetica. Inizia così un viaggio lungo l’America diffidente e cinica degli anni Cinquanta che riporterà Frank a casa, costringendolo ad affrontare gli incubi del passato e del presente. Il libro  riporta “a casa” i due protagonisti e “la casa” ha una collocazione fisica, a Lotus, in Georgia, «il posto più brutto del mondo», e una metaforica, all’interno della loro essenza umana. Ysidra, aiutata dalla forza vitale delle donne che la curano, riacquista la coscienza di sé come essere umano, con valori propri e qualità essenziali, in grado così di proiettarsi verso il futuro. Frank, riporta alla coscienza quello che aveva rimosso e traslato in un falso ricordo dei fatti accaduti, si muove verso una ricostruzione realistica del passato: solo facendo i conti con se stesso può riemergere, perdonare i torti subiti, quasi mai quelli commessi. Entrambi i protagonisti ritroveranno la pace interiore proprio nella loro casa : non c’è niente e nessuno da cui ritornare, né materialmente né affettivamente, è solo la fine di un viaggio, il ritorno consapevole al luogo di partenza. La particolarità stilistica del libro è l’inserimento di capitoli in corsivo, in cui la voce narrante è quella di Frank, il quale, non solo ci dà il suo racconto dei fatti e il suo punto di vista, ma intesse un intimo, eppure distaccato, dialogo con la narratrice, correggendola, contestando la sua visione dei fatti, o svelandole segreti che ribaltano improvvisamente la trama. La sua voce rafforza la narrazione della storia, la personalizza e la drammatizza, quasi mettesse in dubbio la capacità della scrittrice di rendere adeguatamente la sua storia, come a dire:“Se non hai vissuto queste cose da “dentro” non puoi capirle, né renderle in tutta la loro drammaticità”; ma la Morrison le ha vissute da “dentro” e gira il dubbio di Frank a noi lettori, mettendoci all’erta.

A casa è la storia brutale e toccante di due vite lacerate e perdute che trovano redenzione nella ricerca di se stesse e della propria strada. Sbaglieremmo, però, se giudicassimo questo meraviglioso libro come un’allegoria radicata in un mondo dai confini ben determinati; come ci rivelano i versi dell’epigrafe: «Di chi è la casa? A chi appartiene?», la risposta non consiste tanto nel trovarla, quanto nel cercarla, pagandone un prezzo.

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