Weekend con il morto – James Joyce

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James Joyce non è solamente un uomo dal pennino raffinato, uno scrittore tra i più grandi della letteratura Mondiale e un irlandese (elemento che rappresenta un vantaggio ragguardevole). È soprattutto una vera e propra istituzione culturare e un punto di riferimento per il suo popolo. Nel 1954, in occasione del 50 anniversario della pubblicazione di Ulysses, venne istituita in Irlanda la festività del Lá Bloom, meglio conosciuta come il Bloomsday, che si celebra il 16 giugno per onorare Leopold Bloom, il protagonista del romanzo.

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Weekend con il morto – Primo Levi.

Gabriele Croppi. Shoah e postmemoria.

La vita più che la morte di Primo Levi è scritta in ognuna delle nostre menti indelebilmente. In modo coatto per via delle sue letture, spesso obbligate nelle scuole dell’obbligo. In modo automatico per l’eredità che l’esperienza nazista del genocidio è sepolta in noi, nel nostro ambiente culturale d’appartenenza europea. Di Primo Levi ho letto molto, le posie e i romanzi; e ricordarlo significa innanzitutto suggellare nuovamente, infuocare il marchio che lega tutti alla circostanza necessaria delle memoria come metodologia della salvezza. Come strada principale per non permettere il fiorire di sentimenti disumani massificati. Parlare di lui adesso significa innanzitutto levare un ricordo a quello cui è impossibile comprendere e imprescindibile conoscere.

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Eternit. La Legge è uguale per tutti – La sentenza.

Il Logo dell'azienda della Morte

Casale Monferrato si è svegliata con un pensiero diverso. Non è tornato indietro il tempo. Non sono tornati indietro i morti. E purtroppo non si arresteranno i dolorosi cicli del mesotelioma in quei polmoni infettati, in quelli che verranno travolti. E questo bisogna dirselo. Ripeterselo. Vivremo ancora nel silenzio delle camere ardenti e delle corsie d’ospedale, nel’ovattata solitudine che si trascina nei momenti che avvicinano la fine – che tutti noi abbiamo sperimentato nella nostra vita. Esisterà ancora, aggrovigliato e poroso, il momento della diagnosi , quello dell’acqua nei polmoni. Ma oggi, a pochi giorni di distanza da quella sentenza, faccio una domanda innanzitutto ai casalesi che leggeranno e al resto del mondo poi:

Quanto è distante il dibattito sui soldi della transazione?

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Eluana Englaro. Tre anni fa.

Eluana Englaro. Lecco, 25 Novembre 1970 - Udine 9 Febbraio 2009)

Udine. 9 febbraio 2009.

Eluana Englaro muore. E lascia un’eredità infinita e interminabile di riflessioni, come un cassetto di stringhe sfuse che non ha modo di chiudersi nel mobile di legno massello che lo alloca. Avrebbe potuto morire sul colpo, su quella strada ghiacciata tra Pescate e Lecco. Ma avremmo avuto altre Eluana, altre Englaro. Perché il limite invalicato tra la vita e la morte, l’ultima domanda posta, l’inafferrabile considerazione sulla foresta della notte, sono pressanti averni sulla condizione umana.

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Questioni di vita e di morte

Tipico esempio di corpi sottratti alla natura all'infinito ciclo naturale in favore della cementificazione nei limitati spazi umani

Quando nel 1806 l’Editto napoleonico di Saint-Cloud venne esteso all’Italia, Ugo Foscolo s’infuriò e compose il carme Dei Sepolcri. Pur partendo dal concetto per cui “se ascoltiamo solo la ragione, il sepolcro è inutile”, il poeta – ribaltando alcune sue stesse parole contrastanti con la riaffermazione dei valori del culto cristiano da parte di Ippolito Pindemonte – ne sottolineò l’importanza affermando che “se ascoltiamo il sentimento, il sepolcro è necessario”.

Io non sono religioso, e non credo nell’esistenza dell’anima. Credo però che ci sia un modo fisico per sopravvivere dopo la morte: diventare concime, essere nutrimento per altri organismi. Continua a leggere

Meno Internet, più Cabernet

Anche Gesù, una volta nella sua vita ha pronunciato la frase ‘stasera ho una cena alla quale non posso mancare’.

L’altro pomeriggio stavo veleggiando sulle onde della rete come fossi il capitano Acab in cerca del mio balenottero maledetto, quand’ecco comparirmi agli occhi una  notiziola di quelle succulente. Gela: ottantacinquenne cade dal sagrato della chiesa e muore in seguito alle contusioni riportate. Il giornalista dell’Eco di Sicilia raccontava minuziosamente la grottesca dinamica dell’accaduto sviluppando in seguito un dibatto sulle condizioni drammatiche in cui versano le strutture della Chiesa ai giorni nostri: la vegliarda, a suo avviso, sarebbe stata vittima di una sciagurata gestione e manutenzione dell’edificio ecclesiastico.

Leggendo la notizia mi immaginavo la scena: una povera vecchina, appena dopo aver recitato una quindicina di rosari, si avvia verso l’uscita della chiesa. Sta pensando probabilmente alla sua anima, alleggerita da un’ora di preghiere, ma ancora ricoperta dei peccati di una vita intera.

Un piede avanti all’altro si avvia, sotto il sole tiepido dell’inverno siciliano, senza sapere che il primo gradino della scalinata sarà anche l’ultimo di una lunga vita. Il passo falso è fatale: di colpo si ritrova giovincella con la famiglia nei campi a raccogliere i frutti della terra; in un secondo è sotto le bombe di una guerra lontana e dimenticata; d’un baleno è coinvolta nelle storie sanguinose di una terra malata e omertosa; eccola sconfiggere una grave malattia salutando la morte con un sorriso. Molti dicono che il momento della morte sia infinito. Così probabilmente è stato per la sventurata vecchiola.

Una vita intera a destreggiarsi tra i pericoli e le peripezie di un’esistenza infingarda per raggiungere una vecchiaia meritatamente serena. Senza peccato. Ma un passo falso è un passo falso. La scalinata fatale sarà ripercorsa dalla salma inscatolata verso la pace eterna. In seguito ho ripensato alla faccenda. Mentre camminavo per strada mi sono chiesto cosa sarebbe successo se fossi inciampato sulla banchina della metropolitana, se avessi dimenticato di spegnere il gas, se mi cadesse in testa un aereo o più semplicemente se durante il sonno mi venisse un attacco di asma – ascoltando California Sun dei Ramones, il drammatico diventava grottesco. Ho concluso che sarebbe potuto capitarmi veramente di tutto, ma non avrei mai consegnato i miei ultimi istanti al sagrato di una chiesa per rispetto nei confronti della vecchina. Mi sono anche ripromesso che se dovessi malauguratamente sentirmi morire sulle scalinate di una Chiesa mi sarei trascinato con le ultime forze via da quel posto.