Film belli – Lincoln, Steven Spielberg (recensione)

Lincoln Day Lewis 590Dal ritmo altalenante (a tratti avvincente quasi come un thriller, in alcuni momenti un po’ lento e dispersivo) il film non comincia benissimo e ci mette tra i quindici e i venti minuti a rendere la visione interessante. A rompere l’imbarazzo ci pensa l’eccezionale Daniel Day-Lewis che, con il primo dialogo-monologo del film, ci fa comprendere che non abbiamo a che fare con un banale film su quanto era alto, quanto era buono e quanto era bravo Abramo Lincoln, ma con una pellicola ambiziosa, che cerca di ragionare -per lo meno apparentemente- sul significato della democrazia e sul tema della guerra civile. Continua a leggere

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Film molto belli – Django Unchained, Quentin Tarantino (recensione in anteprima).

Di caprio 590Recensione di Emiliano Dal Toso

Non posso certamente definirmi un tarantiniano. Se si eccettuano Le iene e Pulp Fiction (che considero due tappe fondamentali del cinema postmoderno per il modo di raffigurare e ridicolizzare la violenza sul grande schermo) e Bastardi senza gloria (un eccezionale e funambolico tributo alla forza del Cinema) la filmografia che va da ‘Jackie Brown’ a ‘Grindhouse’ non mi convince affatto. In modo particolare, i fortunati volumi di ‘Kill Bill’ non sono altro che un programmatico divertissement, concepito per diventare oggetto di culto sin dal momento della sua realizzazione. Questo per mettere immediatamente in chiaro che il mio non può essere considerato un giudizio di parte, dettato dalla venerazione nei confronti di Quentin Tarantino. Detto ciò, Django Unchained è un inno alla bellezza del Cinema inteso come la più alta forma di arte in grado di avere una forza popolare e universale. Non saprei esprimermi in altra maniera. Ma, probabilmente, non c’è molto altro da dire. C’è soltanto da godere. Continua a leggere

Film belli – La migliore offerta, Giuseppe Tornatore (recensione in anteprima).

la-migliore-offerta1Parlare di questo film facendo trasparire che è un bel film, ma senza svelare ciò che non va svelato, non è impresa semplice. Iniziamo con il dire che, indipendentemente da quel che ci racconta, Tornatore gira un film esteticamente bellissimo, ricco di dettagli e girato con un precisione quasi manieristica (che in questo film non è mai un difetto, come ho sentito dire da qualcuno fuori dalla sala). Continua a leggere

Film Belli – La Sposa Promessa, Rama Burshtein (recensione)

La diciottenne Shira, figlia di un rabbino di Tel Aviv e in cerca di marito, viene destinata al cognato quando la sorella maggiore muore di parto. Sembra la trama di un mattone di quattro ore sulla condizione della donna in Israele, con lei che piange in camera da letto e il padre che la picchia alla maniera dei Capuleti. E invece non c’è nulla di tutto questo, perché La Sposa Promessa, anche se dalla locandina non si direbbe, altro non è che una commedia romantica.
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Film belli – E’ stato il figlio, Daniele Ciprì (recensione).

Recensione di Emiliano Dal Toso.

Daniele Ciprì debutta in solitaria alla regia con E’ stato il figlio, dopo una vita in coppia con Franco Maresco dedicata non soltanto alla Settima Arte, ma anche alla televisione e lasciando alla Storia alcuni dei film più provocatori e intensi del cinema italiano degli ultimi vent’anni, leggere sotto la voce Totò che visse due volte e Lo zio di Brooklyn. Continua a leggere

Film belli – Bella addormentata, Marco Bellocchio (recensione)

Come molti già sanno, il film – presentato alla 69ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia – gira intorno alla vicenda di Eluana Englaro (di cui, tra l’altro, il nostro Ceccarini aveva parlato qualche tempo fa). Si tratta infatti di una serie di storie separate tra loro che si svolgono nel febbraio 2009, contemporaneamente agli ultimi giorni di vita di Eluana (che morì il 9 febbraio).

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Film belli – La faida (recensione)

Recensione del buon Emiliano Dal Toso

Joshua Martson, regista de “La faida”

Joshua Marston è uno dei registi americani più anomali e interessanti del cinema contemporaneo. Losangelino di origine ebree, debuttò nel 2004 dietro la macchina da presa con un bellissimo film, Maria Full Of Grace, che raccontava la drammatica storia di una giovane mula, ovvero di una ragazza costretta a trasportare droga dalla Colombia agli Stati Uniti, ingerendola nello stomaco sotto forma di capsule. Malgrado la durezza del soggetto, Marston compì un piccolo miracolo, bilanciandosi perfettamente tra denuncia e sensibilità, tra opera realistica e racconto di formazione. Continua a leggere