Cavaliere, a che gioco giochiamo?

Berlusconi 3 febbraioNel 2013, per adesso, ci siamo occupati relativamente poco di politica. C’è una ragione precisa per cui questo è avvenuto, ed è da ricercare nel mio particolare rapporto con le campagne elettorali: mi piace seguirle e mi piace parlarne con gli amici al bar, ma non amo scriverne. Quel che di solito provo a fare -per il mio puro diletto e senza la presunzione di giungere a conclusioni trascendentali- è infatti cercare di analizzare, al di là della singola notizia, la situazione politica per quella che è e per come credo che potrebbe dipanarsi nell’immediato futuro, e questo (a parte rari casi, come quello di oggi) non lo trovo possibile nella battaglia della campagna elettorale. Voglio dire: non sono un giornalista, non voglio fare il giornalista e non voglio spacciarmi come tale, quindi non provo piacere nel riportare pedissequamente le dichiarazioni giornaliere dei vari leader come un bollettino di guerra e, inoltre, odio il concetto di endorsement.  Continua a leggere

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TOP 5 – Propaganda elettorale televisiva

Fantozzi politica

Ringrazio (di esistere) innanzitutto il sito-archivio www.archivispotpolitici.it, del quale mi sono avvalso per creare questa TOP 5 e che, con il cuore in mano, vi invito a visitare nei vostri pomeriggi di noia e/o durante le notti di insonnia. Gli spot che ho scelto sono stati selezionati tra quelli che sono riuscito a vedere (cioè praticamente tutti causa recenti pomeriggi di noia e notti insonni) e il criterio di selezione è stato uno solo, cioè l’involontaria ilarità che certa retorica stimola in me, soprattutto se osservata con il famoso senno di poi.

Giuro che ero partito con l’idea di rispettare la par condicio, ma, dato il materiale, non mi è proprio stato possibile. Continua a leggere

Ecco la nuova Agenda Bankitalia.

VISCO, TERZO GOVERNATORE LAUREATO IN ECONOMIA ALLA SAPIENZA

Come tutti sapete, due giorni fa Bankitalia ha pubblicato i dati delle previsioni per il 2013. Prima di parlarne, vediamoli, postulandone naturalmente la veridicità e la buona fede: le stime sulle crescita del 2012 indicano un tasso del -2,1% (quelle definitive arriveranno nella seconda metà di marzo, ma dovrebbero attestarsi intorno a questa cifra) e anche le previsioni per quest’anno solare hanno segno negativo (-1% di PIL, con un picco  di disoccupazione vicino al 12%, cioè qualcosa come 7milioni di persone), il tutto a dispetto di quelle di dodici mesi fa, che parlavano di un potenziale +1,3%. Ahinoi, invece, per rivedere un “+” davanti al dato della crescita annua, dovremmo (e dovremo) aspettare il 2014, per il quale si parla di un +0,7% (dato comunque piuttosto basso, ma se non altro di segno inverso rispetto ad oggi).

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Il Pallone è una bolla di sapone

Picture 2Dalla scorsa stagione, il campionato di calcio – commercialmente – definito Serie A Tim porta una squadra di club in meno alla fase di qualificazione della Champions League, ma fatemelo dire: Meno Male! La situazione del calcio italiano è una limpida metafora della mentecatta condizione politica del paese. Ma quel che è peggio, è che non si intravedono nemmeno le basi per una ripartenza. Tant’è che per non lasciare speranze, su quelle poche zone fertili che erano rimaste sul campo è stato sparso il sale della rielezione di Abete a Presidente della Lega Calcio. Gli stadi vuoti, le qualità tattico-tecniche latitanti, il giornalismo inesistente e una cultura popolare dello sport estremamente bassa e con scarsa identità: tutti questi fattori (e altri) contribuiscono al lento e inevitabile declino del calcio in Italia; quello di cui tutti parlano, ma che nessuno vuole scongiurare veramente.

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Boris Johnson e le domande dei londinesi

Boriscatolone

La stazione della London Overground di Dalston è ricoperta da opuscoli pieghevoli che recitano la scritta “Want to be an Hipster? Make yourself at home in Hackney!” Si tratta di una serie di consigli che una non-specificata autorità del borough di Hackney e Islington ha raccolto in un vedemecum per aiutare i nuovi hipster della zona a condurre un’esistenza in santa pace: la nuova emergente Londra del nord-est rimane ancora pericolosa, ma sempre più modaiola. Una di queste avvertenze consiglia di seguire l’adesivo col ‘baffo’ che viene esposto dai locali Hypster-friendly di Shoreditch. Una decina di chilometri a est, per la precisione a Stratford, diverse centinaia di persone – tra cui il sottoscritto – aspettano all’esterno della Stratford Old Town Hall, dove Boris Johnson, il sindaco di Londra, sta per parlare alla cittadinanza in occasione del People’s Question Time.

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La terza via di Monti

mario-monti4Mario Monti, qualche giorno fa, ha promesso che entro Natale avrebbe sciolto la riserva circa il suo futuro, decidendo se sarebbe sceso in campo o meno in vista delle prossime elezioni (che, tra l’altro, dovrebbero svolgersi il 17 febbraio o giù di lì). La settimana scorsa, avevamo analizzato la questione in termini di una doppia possibile alternativa: da una parte un Monti in campo come federatore dei moderati e, dall’altra, un Monti senatore-tecnico a vita che avrebbe potuto puntare al Quirinale. Ricordo solo che le due alternative, ponevano il Premier di fronte ad un bivio, tra la scelta togliersi la “macchia” di non-eletto giocandosi il suo futuro ruolo di fronte agli elettori (ma rischiando di non vincere) e quella di restare per sempre un nominato, ma con il vantaggio di non poter perdere. Continua a leggere

La “Generazione Carter” e le Ricandidature Acrobatiche

JimmyCarter

“Le crisi energetiche non ci hanno ancora sopraffatto, ma lo faranno se non agiremo rapidamente. È un problema che non risolveremo nei prossimi anni, e probabilmente è destinato a peggiorare progressivamente per il resto del secolo. Non dobbiamo essere egoisti e timorosi se speriamo di avere un mondo decente per i nostri figli e nipoti.”

Jimmy Carter, presidente degli Stati Uniti d’America, 1980

Così parlava Jimmy, presidente democratico che espletò un unico mandato arrivando dall’ombra e andandosene al crepuscolo, verso l’ombra. E fu quello del presidente Carter il mandato con il quale l’America usciva dall’era Nixon (doppio con dimissioni, uniche nella storia degli Usa). Cosa c’è di simile tra quell’epoca e quella che stiamo vivendo noi ora, inetta epoca di poche idee? Nulla, se non il fatto che la classe dirigente di oggi è frutto di quell’epoca. Indolente e autoreferenziale in molti ambiti sociali. Io ho paura quando i miei genitori vanno a votare.

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