Elezioni Regione Sicilia: risultati e brevi considerazioni.

Prima i dati ufficiali e definitivi, quelli che cioè rappresentano il risultato puramente numerico di queste Elezioni per l’Assemblea Regionale di Sicilia. Poi qualche considerazione. Il primo numero ufficiale che emerge, anche temporalmente, è il 47,43% dei votanti, che nella parte mezza vuota del bicchiere significa 52,57% di astenuti (se la matematica mi assiste): più della metà dei siciliani con diritto di voto. Alle ultime elezioni (regionali e politiche insieme) i votanti, in Sicilia, erano al 66,68%; alle comunali di Palermo votò il 66,88%. Lascio a voi le considerazioni.
La vittoria, comunque sia, va a Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela, che appoggiato da Pd, Udc e Api ha collezionato il 31% dei suffragi validi; secondo classificato Musumeci (25%), terzo Miccichè (15%), quarto il Cinquestelle Cancellieri e, poi, Giovanna Marano (6%). Continua a leggere

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Storia dell’Unione Europea (Nobel per la Pace 2012).

Come tutti coloro che sono forniti di almeno due strumenti tra occhi, orecchie, internet, radio e televisione sanno, il Premio Nobel per la Pace, nel 2012 (cioè quest’anno) è stato assegnato all’Unione Europea. Dopo la molto discussa premiazioni di Obama nel 2009, ora tocca all’Europa in crisi essere radiografata perché il mondo possa valutare se si è meritata o meno questo premio. Cogliamo l’occasione per raccontare per sommi capi la Storia di questa istituzione (in due puntate, di cui questa è la prima) per poi fare qualche considerazione in merito, sperando che questi due articoli possano fungere da punto di partenza per un ulteriore (vostro personale) approfondimento del tema. Continua a leggere

Primarie: Bersani modifica l’Articolo 18.

Dopo una vigilia travagliata, il parlamentino del Partito Democratico si è riunito sabato per stabilire le regole che dovranno essere seguite nello svolgimento delle primarie. Quella parte di nomenklatura-PD che, a detta di alcuni, avrebbe voluto porre degli ostacoli alla corsa di Renzi non ha avuto la meglio, e l’unica norma di cui è stato modificato il testo è l’articolo 18 (comma 8), quello che indicava nel segretario l’automatico Candidato Premier del partito e che adesso, invece, recita: «alle primarie per la premiership potranno candidarsi più esponenti del PD». Insomma, porte formalmente aperte al piccolo sindaco di Firenze Matteo Renzi. Continua a leggere

Film belli – E’ stato il figlio, Daniele Ciprì (recensione).

Recensione di Emiliano Dal Toso.

Daniele Ciprì debutta in solitaria alla regia con E’ stato il figlio, dopo una vita in coppia con Franco Maresco dedicata non soltanto alla Settima Arte, ma anche alla televisione e lasciando alla Storia alcuni dei film più provocatori e intensi del cinema italiano degli ultimi vent’anni, leggere sotto la voce Totò che visse due volte e Lo zio di Brooklyn. Continua a leggere

Top 5 – Campagne Elettorali Americane

5° Posto – Dwight Eisenhower

Durante la seconda Guerra Mondiale il Generale Dwight D. Eisenhower se la vide brutta quando dovette fare da paciere e mediatore tra il generale George Patton, una sorta di vulcano in eruzione continua, e il piccolo pignolo Bernard Montgomery – entrambi istrionici uomini di polso – quando in qualità di comandante in capo della forza d’invasione alleata dovette decidere a chi dei due affidare il compito di entrare in Parigi liberata. Fu per queste doti da mediatore che venne scelto per rappresentare il partito Repubblicano – allora molto diverso da oggi – per succedere a Harry Truman e aprire la strada ad un controverso John F. Kennedy. Vinse in 39 stati su 48 grazie a quell’unico slogan, una vittoria schiacciante soprattutto dal punto di vista mediatico, perché il suo avversario, Adlai Stevenson, ebbe poca visibilità e pochi mezzi di propaganda. Eisenhower fece il giro delle capitali degli stati a bordo di un dirigibile che recava la scritta “I Like Ike“, mentre Adlai Stevenson si era assicurato il retro dei cartoni del latte. Continua a leggere

Top 5 – Inaugurazione delle Olimpiadi

La cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici è sempre una manifestazione lunga e seguirla fino all’ultimo istante è prova ardua. La sfilata degli atleti è seconda solamente alla parata del 2 giugno a Roma, in termini di inutilità e tedio diffuso tra gli spettatori. Ma tralasciando l’aspetto più istituzionale della manifestazione (di cui comunque non si può fare a meno), la cerimonia di inaugurazione è spesso il momento in cui il paese organizzatore, la nazione che ospita i giochi, mette in mostra agli occhi del mondo la propria cultura e la propria tradizione. Storicamente, solo un’olimpiade è stata pubblicamente censurata dai mezzi di comunicazione, quella di Berlino 1936, dove il nazismo si trasformò in agonismo (ma grazie a Jesse Owens ora possiamo ricordare qualche fardello di umanità in un periodo storico buio triste e vergognoso anche per lo sport).

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Olimpiadi – Londra corre da sola

Camminando per Whitechapel Road, di fronte alla East London Mosque, sembra che le Olimpiadi, la loro mastodontica organizzazione e tutto il seguito mediatico che si portano appresso sia lontano quantomeno un continente intero. È venerdì e il Ramadan inizia oggi. Il quadretto è singolare, perché esattamente di fronte all’entrata – per uomini – della moschea c’è il dehors del pub Indo, sulla porta del quale un rabbino di due metri incluso il cappello si sta bevendo una birra alla sua salute. La cucina di questa public house, atipica per le tradizioni britanniche, prepara soltanto pizza, seppur farcita con qualsiasi genere commestibile. Dunque su Whitechapel Road, alle 14.35 di un pomeriggio di luglio, è tutto perfettamente normale. Un isolato più a ovest, all’incrocio tra Brick Lane e Handbury, è tutto diverso.

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