Mario Balotelli, Umberto Previti, Salamon e la medina del calciomercato milanista

"Se vuoi giocare nell'attacco del Milan devi avere la cresta"

“Se vuoi giocare nell’attacco del Milan devi avere la cresta”

Fu così che finimmo in un vicolo cieco quando eravamo altresì convinti di aver percorso  la strada esattamentea ritroso. Eravamo usciti da uno studio dentistico di Fes che avevamo visitato per capire come poteva essere uno studio dentistico all’interno di una medina marocchina delle più famose. Percorremo la strada a ritroso per tornare al punto di partenza, eppure ci trovammo di fronte un muro e alle spalle alcuni ragazzetti che se la ridevano di gusto. Sù per giù è questa la sensazione che ho provato alla chiusura di questa sessione invernale di calcio mercato, meticcia di politica e marketing, zeppa di dispetti e pettegolezzi, come fosse stata gestita dal parrucchiere tra una messinpiega e l’altra.

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Messi e i quattro Telegatti

riveradoro

Tra quelli che hanno messo piede in campo almeno una volta, chi lo ha fatto per gloria e chi per piacere, ci sarà sicuramente qualcuno che vi confermerà la tesi secondo la quale il rettangolo verde è un luogo libero e leggero in cui quello che la tecnica può fare è lontanamente paragonabile a quanto possa stupire il libero arbitrio di andare di qua o di là, tirare, passeggiare, fare una finta e cacciare un urlaccio, fare gol oppure mancare clamorosamente il segno: tutto dipende dalle decisioni che si prendono. Per questo motivo si dice che il calcio è metafora perfetta della vita, sport democratico in cui non sempre il più forte, tantomeno il più corretto è destinato a vincere. Questa è la qualità tanto antidemocretica quanto giustissima che contraddistingue ogni fatto che capita nella vita di un individuo.

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Una Diaspora Calcistica (ma anche no)

E’ presto detto, subito scritto e in pochi giorni è diventato un caso internazionale scottante. Tutto è cominciato durante lo scorso turno di Europa League, quando Lazio e Tottenham si sono affrontate all’Olimpico: qualche ora prima del fischio d’inizio, un gruppo di tifosi del club inglese sono stati assaltati da un manipolo di laziali irriducibili che ha fatto irruzione nel pub per il gusto di darle. Peccato che i tifosi della Lazio siano degli incorreggibili simpaticoni neonazisti e i tifosi del Tottenham conosciuti per essere, a loro volta, in maggioranza di origine ebraica – che non vuol dire che sono tutti Rabbini o israeliani.

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Zlatan Ibrahimovic e Stephan El Shaarawi: la semplicità del gioco di piede

C’è da ammeterlo, la partita di Ibrahimovic contro l’Inghilterra a Stoccolma, alla Friends Arena (il più brutto nome che uno stadio abbia mai avuto, come se un ring per la boxe si chiamasse Candy Shop), è stata fenomenale. I quattro gol che il fuoriclasse svedese ha rifilato alla scalcinata formazione britannica si portano dietro il retaggio della sua esperienza calcistica che è cresciuta varcando i confini di molte nazioni europee aggiungendo frecce alla faretra. Zlatan Ibrahimovic è un fuoriclasse genuino, che abbia vinto o meno quello per cui ha partecipato in Europa non conta – solo nel suo caso, per altri giocatori conta eccome. La scorsa estate, quando venne ceduto dal Milan al Paris Saint Germain, designò come suo erede in maglia rossonera Stephan El Shaarawy, e il Faraone ha iniziato la stagione da capicannoniere.

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Top 5 – Calciatori sopravvalutati della Serie A – Da non comprare al Fantacalcio

Metto subito le mani avanti e chiarisco fin da ora che in questa classifica rientrano unicamente i tesserati per la stagione 2012-2013. E’ forse un peccato, perché in testa ho abbastanza materiale per stilare una classifica degli ultimi vent’anni, ma in tempi di pausa per le nazionali mi è sembrato più corretto cavalcare l’hype crescente in vista del prossimo turno dello sport nazionale: il fantacalcio. Pertanto i riferimenti riguardano giocatori attualmente impegnati nella stagione in corso. Sempre campione di maniavantismo, mi permetto di suggerire un’ulteriore chiave di lettura: sopravvalutato non vuol dire brocco. Anzi, nella maggior parte dei casi si tratta di giocatori buonissimi, se non campioni di fama internazionale. Quello che qui viene dibattuto è se mai il loro valore in termini di efficienza, credito da parte della stampa nazionale e salario siano realmente compatibili con il loro impatto reale sul torneo e sulla squadra di appartenenza. E se sia il caso di puntarci al fanta…

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Top5 – Derby di Milano

Domani si gioca il Derby di Milano, la partita più importante della stagione, la partita che, se vinta, può rappresentare, per le due contendenti, il coronamento di una stagione di successi, o il punto luminoso di una stagione altrimenti anonima. Continua a leggere

La Dolorosa Indifferenza Del Tifoso

Via Marghera, incrocio con Corso Vercelli

Che Allegri e Stramaccioni siano due giovani allenatori che si trovano oggi a dover dare forma e carattere ad un’accozzaglia di atleti che stanno insieme col filo di lana e un poco di sputo è cosa appurata. Che le rispettive società in cui operano versino in condizioni amministrative ed economiche differenti è altrettanto risaputo. Milan e Inter “sono sulla stessa barca, ma navigano in un mare di merda“, direbbe un giornalista sportivo di altri tempi, oggi dimenticato.

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