Scrittori della domenica. Prova di prologo.

Gli scrittori della domenica

A loro piaceva così. Le stanze chiamarle sale. Le candele, incensi. Le cameriere, servitù. La porta d’ingresso di un legno mogano, sempre lucida di cera, non si intravedeva se non dopo quattro rampe di scale di marmo bianco, lindo sulle estremità e lievemente logoro nel centro dei gradini, testimonianza dei mille e più tacchi che lo avevano calpestato.Sul pianerottolo, solitamente dopo un’attesa di qualche secondo nel vedere aprirsi la porta, una brezza portava un piacevole profumo di viole, o di qualche altra essenza.

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Scrittori della domenica – Amis

Gli scrittori della domenica

Non era altro che il solito inanellarsi delle incombenze lavorative. non era altro che il lento incurvarsi della vita sulle fatiche che, ogni giorno, non si sottraevano dal far provare dolore.  eppure, in quel giorno di così tanta insofferenza verso la scrivania, la grafite, il pennino, ogni arnese d’ufficio e d’ufficiosa morte routinaria, ogni voltarsi, accucciarsi, sporgersi, era decretare un ascendente involuzione della esistenza sino al suo punto zero: la morte. Era così che aveva appreso essere il quotidiano Amis,  figlio Serafini.

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Scrittori della domenica – Terza Centuria, in anno di vita 2003.

Gli scrittori della domenica

I bossi del giardino sotto ai quali pulsavano le arterie della terra. I cuori sanguinolenti dei morti e dei sepolti. Le macchine che inondavano la strada come figurine mal attaccate allo sfondo. La pioggia, che imperversava oltre i segnali della metro all’orizzonte della finestra, batteva le pietruzze e le scaglie di terra penetrando ogni organismo e scurendolo di molto. L’Inghilterra.

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Scrittori della domenica – Testamento di un musico.

Gli scrittori della domenica

«…Quel che della musica classica non si può apprendere e’ la nota, carpirne il suo invincibile e inviolabile codice,  decifrarla con l’orecchio, senz’occhi ne’ bocca». Così pensavo la musica. Così pensavo, alquanto, che fosse la vita. Intrappolare le emozioni, tenerle vicine con una punta d’egoismo. Mai liberarle,se non nascoste. Dove? Nelle parole. Nelle note. Nei gesti. In quei viatici verso il mondo così inaccessibili da sorprendere che possano essere stati creati. Che cos e’ forse la musica se non un narcisismo artistico e privato? Intimo a tal punto da non poter essere compreso. La musica scorre, si slancia, invade il cielo fumoso ma non s’apre, non si fa cogliere. Per questo componevo. Scrivevo sentimenti che solo da me sarebbero stai compresi. Ma ora interrompo questo flusso di pensieri. Anche nei pensieri più disparati l’ordine è il sottile filo che tiene unito il tempo alle parole.

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Scrittori della domenica – Suddenly it’s spring.

Gli scrittori della domenica

SETA. VELLUTO. CACHEMIRE.

Ovvero: Good Golly Miss Molly.

Non era molto tardi, sarà stata mezzanotte, mezzanotte e mezza al massimo, ma questo non potevo saperlo, dal momento che avevo dimenticato il mio telefono a casa. Quando finalmente incrociai un orologio dell’ora elettrica, riuscii finalmente a capire che era l’una meno un quarto. Era l’una meno un quarto e io camminavo verso casa, un lunedì notte come tanti, un paio di pinte e John Coltrane sull’Ipod a far compagnia a quella strana roba che scendeva dal cielo, in quella notte di metà gennaio. Non potevi chiamarla pioggia: sembrava che il cielo si fosse misteriosamente dotato di uno di quei nebulizzatori per condimento, quelle cose con le quali spruzzi il condimento sull’insalata, invece che versarlo da una bottiglia o da un’ampolla. Non avevo mai sopportato quei nebulizzatori, in un modo o nell’altro mi era sempre sembrato di spruzzare del deodorante sull’insalata, e la cosa non mi era mai piaciuta nemmeno un po’.

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Scrittori della domenica – Destinatario non pervenuto

Gli scrittori della domenica

Ogni passo del Secco lascia sull’erba una chiazza scura, cammina guardandosi le punte dei piedi, come un pirata che misura le distanze alla ricerca di un tesoro nascosto. Lara lo segue poco da presso, con le braccia conserte e le guance tirate per il freddo. Hanno quattordici anni, in futuro il Secco salirà a Milano per lavorare nella ditta di costruzioni di uno zio e Lara resterà in Toscana, a fare la maestra d’asilo. Ma si tratta di un’altra vita e adesso hanno solo quattordici anni e dei vestiti fuori della loro misura, troppo larghi lui, troppo stretti lei. Sembrano trovare un senso solo uno accanto all’altra, incompatibili con il resto del paesaggio.

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Scrittori della domenica – In gloria di alcuno

Gli scrittori della domenica

È l’odore di ACE.

Le bolle schiumano affogando l’acqua nell’eccesso incontrollato del tensioattivo. E la sabbia, le incrostazioni violacee, la polvere, impregnano la spuma sintetica del detergente, ammassandosi in grumi che fioccano nel secchiello. Così, dalle fessure della pietra, dai pertugi tra i vasi, nel terriccio delle piante o nella plastica delle fioriere grette e finte, si concentrano le dosi e gli effluvi di quel sapone industriale.

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