Nomination Oscar 2012: The Tree of Life, Terrence Malick (recensione)

È sicuramente il film di maggiore qualità, tra quelli candidati all’Oscar. Terrence Malick non è solo un regista eccellente, ma è anche un autore che ha qualcosa da dire, che utilizza il cinema per comunicare ciò che ha dentro, e già questa è merce rara. Detto questo, visto che siamo in ambito Oscar, debbo sottolineare che la mia stima per la rassegna hollywoodiana non è sufficiente per farmi credere davvero che questa pellicola vincerà l’Oscar come Miglior Film. Vedo leggermente più probabile, tutt’al più, un riconoscimento alla persona tramite una statuetta per la Miglior Regia (ma anche su questo non sarei così ottimista). Continua a leggere

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Nomination Oscar 2012: Molto forte…incredibilmente vicino, Stephen Daldry (recensione in anteprima)

Bambino problematico, di cui abbiamo una diapositiva.

Non nascondo di aver sempre detestato i film sui bambini problematici. Eppure proprio Daldry mi aveva stupito con lo splendido Billy Elliot, in cui tra lezioni di balletto e minatori in sciopero ci si concedevano quattro risate e ben più di una lacrimuccia. Pensavo che il taglio di Molto Forte, Incredibilmente Vicino fosse simile: protagonista accattivante, linea comica all’altezza, qualche momento in cui fare lauto uso di fazzolettini. Purtroppo ho trovato qualcosa di completamente diverso.

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Nomination Oscar 2012: Paradiso Amaro, Alexander Payne (recensione)

George Clooney e Shailene Woodley

George Clooney e Shailene Woodley in una scena del film.

Finalmente sono uscito dal cinema di buon umore. Non mi succedeva dallo scorso Dicembre, ai tempi di The Artist. Paradiso Amaro, grottesca traduzione di The Descendants – gli eredi – è un film valido anche se non perfetto. Ho sempre adorato George Clooney davanti e dietro la macchina da presa, anche quando fa la pubblicità del caffè. E’ uno dei pochi attori che per me, studente di Lingue e Letterature Straniere, mantiene lo stesso fascino anche in un idioma non suo, grazie alla voce ruvida del nostro Francesco Pannofino. Non mi ha tradito neanche oggi, guadagnandosi con merito la candidatura alla statuetta come Miglior Attore Protagonista. Continua a leggere

Nomination Oscar 2012: War Horse, Steven Spielberg (recensione)

Spielberg con cappello

Steven Spielberg travestito da Francesco DeGregori.

Iniziamo dalle note positive. Steven Spielberg in questo film si dimostra un eccellente regista – non che dovesse qualcosa a qualcuno, ma diverse volte ha palesato di saper fare anche cose molto brutte. La varietà e la qualità delle inquadrature, aiutate da un buon montaggio, fanno del regista mosaico il protagonista assoluto della prima parte del film.

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Nomination Oscar 2012: The Help, Tate Taylor (recensione)

Bello, quasi molto bello. Sullo sfondo di una apparentemente banale storia di cameriere di colore nel profondo sud americano degli anni cinquanta, c’è ben di più. Indipendentemente dalla netta e fissa divisione tra bianchi e neri, tra bene a male, tra buoni e cattivi, più che un film già visto sul razzismo post-schiavista, sembrerebbe un film più ampio sulla condizione femminile di quegli anni, con all’interno una critica generazionale alla rigidità della tradizione culturale.

Ci sono due tipi di dramma, in questa commedia: uno fattuale e storico, che è quello della condizione della classe sociale disagiata; l’altro psicologico e sociale, ed è quello delle donne “padrone”, ansiose di mantenere il loro status con il solito meccanismo di esclusione tipico della borghesia paesana, per cui indicare nell’altro il diverso e il malvagio consente di mantenersi normali, buoni e rispettati.

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Nomination Oscar 2012: Hugo Cabret, Martin Scorsese (recensione)

“Va bene Biglia, ce la giochiamo ai rigori. Chi vince fa la recensione di The Help, chi perde si guarda Hugo Cabret.” Ho accettato con entusiasmo, non vedendo lo spavaldo Mazzetti alle prese con un pallone dalla quinta elementare. Ricordo che durante le ore di educazione fisica vagava per il campo raccogliendo margherite. Al torneo della scuola fu convocato in una sola occasione, grazie a un’epidemia di morbillo e a una sorprendente catena di infortuni che coinvolse anche due femmine e il bidello Salvatore. I quali, nelle gerarchie della gloriosa sezione D, venivano prima del piccolo Giancarlo.

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Nomination Oscar 2012: L’arte di vincere, Bennett Miller (recensione)

Brad Pitt e Jonah Hill

Brad Pitt e Jonah Hill in una scena de "L'arte di vincere"

Ancora una volta il mondo dello sport diventa metafora del mondo. Gli statunitensi sono sempre molto attenti allo sport e al significato che esso assume nella società: palestra di vita, vetrina di valori morali e sociali, specchio di una società in cui la competizione deve connotarsi in un’accezione totalmente positiva; la realtà sportiva ben si presta a stereotipare le diverse classi sociali. Il giocatore, l’allenatore, il manager.

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