Massimiliano Gioni. L’intelligenza intermittente.

In uno dei tanti brevi monologhi delle Invasioni Barbariche, Pierre Courzi dice: L’intelligenza non è una caratteristica individuale. È un fenomeno collettivo, nazionale e intermittente.

Massimiliano Gioni, re delle relazioni umane, in una posa intelligente.

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Vedere l’arte e non riconoscerla (più).

Quest’opera ti piace perché ?

Ho incontrato di recente un mio caro amico curatore. Dopo i primi minuti di musi lunghi e di radicata frustrazione sono iniziati i tempi delle idee. E’ così che mi ha parlato di un progetto* che trovo attuale non solo per la scelta degli artisti ma anche e soprattutto per la visione che dell’arte si ha in questo momento storico e, sempre di più, nella bislunga e particolare sezione geografica denominata Italia.

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L’ Atto Creativo – Parte I e Parte II

Beato+Angelico+Cristo+Deriso+Atto+Creativo+Arte+pittura

L’ultima volta che ho avuto un’idea per un racconto è stato camminando nervosamente lungo la banchina della stazione di Maciachini. Non è un bel posto, quello. L’aria è pesante, anche se non quanto quella che percorre la linea 2. Ed è un ambiente generalmente più angusto rispetto a quello della linea 1. Lo schermo digitale per gli avvisi segnava 3 minuti ed in quel preciso istante, del quale potrei ricostruire ogni minuzioso elemento, dalla carta penzola del cartellone pubblicitario, alle scarpe rosa e argento della quindicenne strizzata in un paio di jeans che avrebbero potuto garantire attenuanti se non ad un reato di stupro per lo meno ad un abbordaggio manifesto, alla cartellina trasparente di plastica gialla della professoressa a fine giornata dai capelli ricci e unti, ho avuto un’idea. Non tutto il racconto, quello capita raramente, ma la sensazione che avrei potuto scriverlo; e che se avessi ragionato, pensato al suo riguardo con la dovuta ossequiosità per il pensiero della sua venuta alla luce, forse sarei anche riuscito a scriverlo. E questo è sempre un inizio. E’ un ambito di azione, una sorta di sentiero verso l’opera.

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Weekend con il Morto – Jean Paul Getty

Jean Paul Getty. Un piccolo fottuto genio.

Jean Paul Getty era un uomo tirchio. Non un avaro; ma un tignosissimo e maledetto braccino. Era attento a tutto. E forse per questo, in un periodo di forti cambiamenti, e di grandi cannibalizzazioni economiche, sociali, naturali – gli anni Venti – diventò uno dei più straordinari miliardari del mondo. Getty rinunciò di pagare la somma di due miliardi di lire come riscatto per il rapimento del nipote all’n’drangheta. E solo un orecchio tagliuzzato e ben incartato via posta lo convinse all’esborso. Quando il nipote tornò a vedere la luce della costa ovest degli States, tuttavia, glieli chiese indietro, i due miliardi. Eppure quell’esserino di un metro e cinquantanove centimetri, spesso ritratto in doppio petto più che gessato, a striature di due centimetri l’una, aveva uno dei nasi più fini e maledettamente accursti di tutto l’ecosistema di squali e affaristi dell’interno pianeta. Qualsiasi libro di storia economica potrà raccontare del suo impero energetico, dei suoi investimenti immobiliari, della sua vena anti-libertaria e piuttosto ostativa, oligarca. Moltissimi economisti parleranno delle sue trattative poco ortodosse e molto rapide per il controllo e lo sfruttamento dei territori ed in particolare dell’Alaska.

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Il Cinema al Tempo dei Greci

Pittura+Medusa+Caravaggio

La Medusa nella raffigurazione del Caravaggio.

Di Clarissa Oloferne

Il fascino dell’arte antica è cosa indubbia. La sua irrazionale dose di merce riesumata. Il classicismo e la perfezione di certi tratti. L’imponenza orgogliosa dei nostri avi. L’equilibrio sapiente di ogni dimensione. L’arte greca è pervasa dalla forza di tutto ciò che appare smisurato e contenuta nella sua “apollineità”.  Il frontone del tempio di Artemide in Corfù, risalente al 580 a.C., è una possente esecuzione che raffigura il mito della Gorgone e vive di ognuna di queste fascinose componenti. Esso si compone dell’immensa Gorgone centrale e di due massicci leoni posti simmetricamente ai suoi fianchi, (basterà sapere questo, l’intento non è quello di antologizzare). Probabilmente si tratta di uno dei primi esempi di frontone ,di una decorazione architettonica di quello stampo. L’aspetto rilevante di un’opera di tale genere, tuttavia, non si trova nel suo marmo seppur ben levigato, o nelle sue superfici nette e sicure o nel suo valore mitologico, che ha comunque radici fondamentali, bensì nel movimento scultoreo e artistico, nell’avvolgente costituzione dei piani su cui si svolge la storia narrata.

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Architettura. Il seme d’inizio.

Il palazzo di Cnosso. Labirinti e affreschi.

di Clarissa Oloferne.

Arte antica

Il concetto di arte, che cercheremo di isolare come unico e indivisibile, ha subito deformazioni, cambiamenti, e diversificate interpretazioni. L’arte nel suo intrinseco ,tuttavia, rimane invariata , e con lei ogni sua espressione, semplicemente, nei secoli è cambiato il rapporto dell’uomo  con essa, il modo di interpretarla e vederla, la formulazione di giudizi estetici e  la vera e propria sua definizione. Il rapporto dell’umano con l’arte ,ad ogni livello, è stato un binomio ad elastico, a volte ellissoide a volte timida circonferenza. I primi approcci dell’uomo con la rappresentazione artistica di sé stesso o dell’universo ,il mondo era assimilabile all’empireo sia per l’innumerarietà della specie umana che per l’ignoranza geografica, sono stati lussureggianti e coraggiosi. Il trattamento di una materia nuova come la possibilità di riprodurre la realtà per perpetrarla era ,di per sé, argomento complesso e fu supportato da un debito e necessario appoggio sistematico alla realtà, stampella salvifica. La mancanza di innesti fantastici è la equa contropartita per la devastante portata del gesto compiuto.

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Catacombe e Mosaici.

 E’ necessario confrontarsi con una forma architettonica che si è evoluta e sviluppata a partire dal II secolo nella penisola italiana e nell ‘Africa settentrionale: le  catacombe. Questi cimiteri sotterranei cristiani sorgono in corrispondenza a fenomeni sociali acuiti dalla sensibilità e dall’ orientamento escatologico dell’epoca, per i cristiani c’erano da una parte le persecuzioni che decimavano i fedeli e dall’altra il viscerale bisogno di inumazione sacrale, di raccoglimento estremo. Le catacombe si pongono ,pertanto, come singolare e fondamentale punto d’incontro tra la disperata necessità di pace eterna contrapposta al vorace turbine delle persecuzioni e la vena escatologica della dottrina cristiana. La ragnatela di loculi che si dipana instancabile per chilometri ,in particolare sotto le mura di Roma ed in corrispondenza delle basiliche, riassume confacilità espressiva notevole la vastità della popolazione cristiana.

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