Film carini – Argo, Ben Affleck (recensione in anteprima).

Ci sono due piccole precisazioni che vorrei fare prima di iniziare a parlare di questo film: la prima è che mi piace sempre molto quando il cinema parla di se stesso, non solo in capolavori come Effetto notte, ma anche in film semplicemente piacevoli (come Hollywood Ending  o Hollywood, Vermont) e perfino in pellicole bruttine, come Disastro a Hollywood (in cui si poteva davvero fare di più); la seconda annotazione riguarda l’odio profondo che provo per Ben Affleck come attore, un odio fisico e inspiegabile, ma profondo, alimentato dal fatto che, comunque, sono costretto a stimarlo e a dargli credito per via del meritato Oscar per la sceneggiatura di Will Hunting. Continua a leggere

Film carini – Reality, Matteo Garrone (recensione).

Il titolo del film, Reality, non è soltanto riferibile al format televisivo che sullo sfondo guida l’intreccio, ma anche il marchio di fabbrica del regista Garrone, sempre attento a inserire i suoi personaggi e le storie che ci racconta dentro ambienti e realtà allo stato naturale, prive di qualsiasi mediazione ammiccante (come avviene, invece, in quello che mi piace chiamare il realismo cool di Audiard). Nel film, l’incarnazione di questo modello cinematografico è l’eccezionale Aniello Arena, una specie di Sylvester Stallone napoletano che somiglia grossolanamente a Daniel Auteuil (ricordiamoci sempre che Stallone è un metro e settanta scarso): i suoi muscoli e il suo corpo descrivono un uomo immerso nella realtà da sempre; combattivo, verace, forte (ma non scolpito nel marmo), legato alla famiglia, non necessariamente un luminare, ma certamente onesto con se stesso e con i suoi -un po’ meno con il resto del mondo, visto che arrotonda truffando vecchiette in combutta con la moglie.

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Film carini – Ted, Seth MacFarlane (recensione in anteprima)

Recensione di Emiliano Dal Toso.

Da un certo punto di vista, Seth MacFarlane assomiglia al grande pittore espressionista Mark Rothko. Sai sempre che cosa aspettarti, eppure sei sempre felice di apprezzarne la familiarità. Guardando un episodio di Family Guy, notiamo che i comportamenti di Peter Griffin non sono distanti da quelli che potrebbe assumere un Homer Simpson, ciononostante non è assolutamente possibile trattenere le risate. A un primo approccio, potrebbe sembrare che in Ted  il regista abbia preferito virare verso un’ironia e un ritmo comico adatto alle famiglie. L’orsacchiotto è una versione in miniatura di Peter Griffin; Wahlberg è una versione più giovanilista di Peter Griffin; Mila Kunis è la versione gnocca e snella delle insofferenti mogli dei capofamiglia di Family Guy e di American Dad. Sfortunatamente per i detrattori di MacFarlane, Ted si rivela essere un grandioso hoot, un sicuro best seller in vista degli incassi al botteghino. Continua a leggere

Film belli – Candidato a sorpresa, Jay Roach (recensione).

Recensione di Emiliano Dal Toso.

Viene intelligentemente servito alle porte delle elezioni presidenziali americane Candidato a sorpresa di Jay Roach, regista che ha da sempre filtrato con i registri della commedia e del demenziale, a partire dalla serie di Austin Powers per arrivare a quella non troppo riuscita di Ti presento i miei. Questa volta si serve di una sceneggiatura cinica, scritta benissimo, brillante e di una coppia di attori davvero fenomenale, Will Ferrell e Zach Galifianakis. Il primo non ha mai davvero sfondato in Italia ma negli Stati Uniti è una garanzia di successi. E’ un attore che personalmente adoro, assolutamente completo, capace di interpretare ruoli meravigliosamente idioti (indimenticabile, ad esempio, il personaggio del giornalista televisivo Ron Burgundy in Anchorman o quello dello stilista Mugatu in Zoolander), ma anche di essere una perfetta maschera malin-comica, come ha dimostrato in Melinda e Melinda di Allen o nel bellissimo Vero come la finzione (film che non smetterò mai di consigliare). Il secondo è diventato, invece, immediatamente celebre anche da noi, in modo particolare per i suoi ruoli in Una notte da leoni e in Parto col folle. Ha la stessa fisicità di John Belushi e di John Candy ma ha la particolarissima capacità di dare ai suoi personaggi una tutta sua impronta lunatica, disadattata ed effervescente.  Continua a leggere

Film belli – E’ stato il figlio, Daniele Ciprì (recensione).

Recensione di Emiliano Dal Toso.

Daniele Ciprì debutta in solitaria alla regia con E’ stato il figlio, dopo una vita in coppia con Franco Maresco dedicata non soltanto alla Settima Arte, ma anche alla televisione e lasciando alla Storia alcuni dei film più provocatori e intensi del cinema italiano degli ultimi vent’anni, leggere sotto la voce Totò che visse due volte e Lo zio di Brooklyn. Continua a leggere

Film carini – Margin Call, J.C. Chandor (recensione)

Gianni Morandi, Umberto Tozzi, Enrico Ruggeri.

In tempi non sospetti, nel 1987, Umberto Tozzi, Enrico Ruggeri e Gianni Morandi cantavano un motivetto che riassume bene ciò che penso del film: «si può dare di più». Il senso di questo commento va inteso in due direzioni, da una parte sottolinea le inevitabili mancanze di un film d’esordio – ricordiamo che J.C. Chandor è sia regista che sceneggiatore -, dall’altro una grande fiducia per il futuro un autore che sembrerebbe aver davvero qualcosa da dire. Continua a leggere

Film belli – Hunger, Steve McQueen (recensione).

Non c’è molto da dire su Hunger di Steve McQueen (a volte i genitori hanno senso dell’umorismo, o ottimi spacciatori, o entrambe le cose). Bisogna prendere un bel respiro, cercare di non pensare al doppio cheeseburger appena mangiato, armarsi di pazienza ed entrare in sala pronti a sospendere il giudizio, senza avere la smania di dire “sì” o “no” una volta usciti dal cinema. Continua a leggere