Isabeau consiglia: UNA DONNA SPEZZATA, di Simon de Beauvoir

Simon de beauvoir che guevaraConsiglio e recensione di Isabeau D.

Una donna spezzataSimone De Beauvoir, scrittrice, filosofa e femminista francese, con Una donna spezzata ci conduce in un universo borghese in cui tre donne vivono un’esistenza all’apparenza normale e scevra da qualsivoglia problema. Il libro, uscito nel 1967 (traduzione italiana del 1969), comprende tre racconti distinti, le cui protagoniste sono chiamate ad affrontare tre difficili situazioni. Le donne sono, appunto,tre, ma il titolo ne indica una soltanto: Una donna spezzata. Eppure si tratta di tre personaggi molto diversi tra loro: una casalinga, una celebre studiosa di letteratura francese, una madre abbandonata a se stessa e alla sua solitudine durante la notte di capodanno. Quello che le tre protagoniste dei tre racconti hanno in comune, e che le rende in un certo senso “una”, è di essere colte in un momento di crisi e al tempo stesso di verità, decisivo per la propria vita. Che dopo quel momento sarà diversa. “Donne non si nasce, lo si diventa” è forse la frase più famosa della De Beauvoir. E le va riconosciuto che nella sua vita (1908-1986) si mostrò capace di diventare, come amava dire, “madre di se stessa”.

Il primo racconto, “Una donna spezzata” è scritto sotto forma di diario.
Monique è una donna felicemente sposata con un medico, madre di due figlie già adulte. La sua vita non ha macchie, il suo matrimonio è solido, fino a quando la realtà non bussa alla porta. Suo marito la tradisce. Monique viene descritta come una donna che ha basato tutta la sua vita sul matrimonio, e sull’uomo che amava, arrivando persino ad annullare se stessa. Suo marito rappresenta per lei tutto e, quando questo tutto viene a mancare, lei si ritrova in mano il nulla. A un certo punto, arriverà ad accusare il marito di non averla spinta a lavorare e crearsi un’indipendenza e una vita staccata da quella coniugale.

Nel secondo racconto, “L’età della descrizione”, la protagonista è una donna intelligente, letterata, sposata ad uno scienziato, entrambi politicamente impegnati. Ha ormai sessant’anni, e per lei non c’è niente di male nel diventare vecchi; alle sue spalle c’è un’intera vita da contemplare e si ha sempre da dare al mondo.

beauvoir-simone-deIl primo momento di crisi arriva quando il figlio della coppia prende la decisione di abbandonare la carriera di letterato, carriera alla quale sua madre teneva moltissimo. La donna si sente tradita dal figlio, soprattutto in seguito alla sua decisione di accettare un posto in un Ministero. Invano il figlio cerca di riallacciare i rapporti: la donna è offesa ed è pronta a dar battaglia a chiunque si schieri a favore del figlio, fosse anche suo marito.
Ne viene fuori una donna che ha cercato di plasmare suo figlio a propria immagine e somiglianza, senza tener conto delle sue reali inclinazioni.
Il secondo brutto colpo arriva con una stroncatura a un saggio a cui lavorava da tempo. Per la prima volta inizia a dubitare di se stessa e a vedere le cose dal punto di vista del marito. La vecchiaia non è affatto un qualcosa di positivo. Chi è vecchio è inutile, incapace di dare al mondo alcunché. Sarà il marito a suggerirle la chiave per affrontare lo spettro del tempo che passa.

L’ultimo racconto è un monologo. Chi parla è una donna sola l’ultimo giorno dell’anno. E’ sicura di sé ed è convinta di essere stata sempre nel giusto. Sono gli altri ad essere sbagliati, sono gli altri che non capiscono. Lei è sola. Sua figlia è morta, si è suicidata e lei non riesce a trovarne una ragione. E’ convinta di essere stata una madre esemplare e accusa gli altri di averla uccisa… C’è rabbia, risentimento, e cecità. L’autrice ci fa entrare nella sua testa, ce ne mostra la disgregazione, la lucida follia, l’isterismo e le continue menzogne che dice a se stessa per andare avanti.

Per concludere: tutto quello che alla “donna spezzata” sembrava giusto, di colpo le pare sbagliato: non si fida più di se stessa, anzi sente di perdere la propria identità, finché si ritrova sola, e in preda alla paura. Paura che ha provocato col tempo una sorta di “complesso di Cenerentola” (così lo avrebbe chiamato Colette Bowling nel 1985): il desiderio inconscio di essere sempre salvate o protette da qualcuno.
I tre racconti sono principalmente una critica alla donna e un invito ad affermarsi, non come madre, e moglie, ma come donna. Sono gli anni delle lotte femministe, del grido di emancipazione femminile. Oggi, tante donne hanno imparato la lezione di “Una donna spezzata”, ma io credo che, purtroppo, ce ne siano ancora molte che si rispecchiano perfettamente in una delle tre protagoniste.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...