Il crepuscolo del Villaggio Olimpico (al crepuscolo)

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Quando David Copperfield giunse a Stratford – allora alle porte di Londra – con una corriera a cavalli stipata di gente e pochi spiccioli in tasca consegnatigli da Peggotty, trovò un manipolo di mendicanti e truffatori ad aspettarlo. Per la cronaca, fu di fatto derubato di quelle poche guinee che teneva nel borsello proprio alla Public House dove decise di consumare il suo primo pasto da londinese. Stratford rimase lo stesso ‘buco per felloni’ per tutto il 19° e il 20° secolo. Quando la città vinse la gara per l’affidamento della XXXa edizione dei Giochi Olimpici, nel 2002, la storia del quartiere cambiò improvvisamente. Per un moderno David Copperfield come ce ne sono stati molti durante il periodo olimpico che sbarcando dal treno della Jubilee Line percorre le scale che portano alla stazione dei treni ed esce sulla piazza grande ribattezzata The Olympic Roundabout, la visuale è tutta diversa.

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Boris Johnson e le domande dei londinesi

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La stazione della London Overground di Dalston è ricoperta da opuscoli pieghevoli che recitano la scritta “Want to be an Hipster? Make yourself at home in Hackney!” Si tratta di una serie di consigli che una non-specificata autorità del borough di Hackney e Islington ha raccolto in un vedemecum per aiutare i nuovi hipster della zona a condurre un’esistenza in santa pace: la nuova emergente Londra del nord-est rimane ancora pericolosa, ma sempre più modaiola. Una di queste avvertenze consiglia di seguire l’adesivo col ‘baffo’ che viene esposto dai locali Hypster-friendly di Shoreditch. Una decina di chilometri a est, per la precisione a Stratford, diverse centinaia di persone – tra cui il sottoscritto – aspettano all’esterno della Stratford Old Town Hall, dove Boris Johnson, il sindaco di Londra, sta per parlare alla cittadinanza in occasione del People’s Question Time.

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Weekend Con Il Morto – Henry Fielding

I Bow Street Runners irrompono in una festa con fare minaccioso

Non sono mai stato un grande estimatore di Henry Fielding, forse perché con quel tanto declamato Tom Jones mi avevano fracassato le budella al liceo, uno strazio eguagliato solamente, in tempi più acerbi, dalle soporifere avventure di Renzo e Lucia e tutte le storie del lavaggio dei panni in Arno ecc. ecc. Il Tom Jones è, di fatto, il romanzo di formazione più rappresentativo della letteratura britannica del settecento – un periodo storico che ho sempre trovato particolarmente noioso e autoreferenziale -, ma non è l’unico romanzo di Fielding ad essere degno di nota.

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Olimpiadi – Londra 2012 Beach Volley azzurro

Foto FIBV

Arriva la prima sconfitta per gli azzurri del beach volley. La squadra Lupo-Nicolai non riesce nell’impresa di battere il Brasile, rappresentato dai fortissimi Alison-Rego.

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Top 5 – Inaugurazione delle Olimpiadi

La cerimonia di inaugurazione dei Giochi Olimpici è sempre una manifestazione lunga e seguirla fino all’ultimo istante è prova ardua. La sfilata degli atleti è seconda solamente alla parata del 2 giugno a Roma, in termini di inutilità e tedio diffuso tra gli spettatori. Ma tralasciando l’aspetto più istituzionale della manifestazione (di cui comunque non si può fare a meno), la cerimonia di inaugurazione è spesso il momento in cui il paese organizzatore, la nazione che ospita i giochi, mette in mostra agli occhi del mondo la propria cultura e la propria tradizione. Storicamente, solo un’olimpiade è stata pubblicamente censurata dai mezzi di comunicazione, quella di Berlino 1936, dove il nazismo si trasformò in agonismo (ma grazie a Jesse Owens ora possiamo ricordare qualche fardello di umanità in un periodo storico buio triste e vergognoso anche per lo sport).

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Olimpiadi – Londra corre da sola

Camminando per Whitechapel Road, di fronte alla East London Mosque, sembra che le Olimpiadi, la loro mastodontica organizzazione e tutto il seguito mediatico che si portano appresso sia lontano quantomeno un continente intero. È venerdì e il Ramadan inizia oggi. Il quadretto è singolare, perché esattamente di fronte all’entrata – per uomini – della moschea c’è il dehors del pub Indo, sulla porta del quale un rabbino di due metri incluso il cappello si sta bevendo una birra alla sua salute. La cucina di questa public house, atipica per le tradizioni britanniche, prepara soltanto pizza, seppur farcita con qualsiasi genere commestibile. Dunque su Whitechapel Road, alle 14.35 di un pomeriggio di luglio, è tutto perfettamente normale. Un isolato più a ovest, all’incrocio tra Brick Lane e Handbury, è tutto diverso.

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Acqua e Cultura Visuale a Plymouth – II giorno

Glacial Erratic Series, 2000-2003 by Deborah Bright

La seconda giornata della Water:Image Conference è stata interamente dedicata ai practitioners, ovvero a tutte quelle persone che si occupano di fotografia in vari modi – professori, artisti, studenti, ricercatori – ma che hanno in comune l’utilizzo della macchina fotografica e quindi la produzione individuale di immagini.
Ed è proprio in questa giornata che ho potuto osservare, in poche occasioni ammirare, e studiare, il comportamento dei nerd accademici. Dentro di me ho sempre pensato che esistessero quelli che per via del troppo studio sono un po’ gobbi, i loro capelli sono un po’ unti e la loro puzza cattivamente umana. Continua a leggere