Top 5 – Migliori luoghi per correre a Milano

Jogging a Central Park, New York. foto Patrick Gruban

Jogging a Central Park, New York. foto Patrick Gruban

Appena il tempo diventa un po’ meno rigido e le giornate iniziano ad allungarsi, allora vedi che completini attillati e leggins mezza gamba con reggiseni super tecnici escono nuovamente allo scoperto. E’ l’esercito di joggers milanesi femmine, che, appena leggono aprile sul loro ical entrano in panico per la prova costume. Se a correre, ma correre vero, ci andate anche voi, sapete bene come le scarpe a dire il vero siano un requisito imprescindibile per fare un buon esercizio e tutto il resto, in qualche modo, può essere recuperato, trovato, mischiato. Indubbiamente ammetto che indossare qualcosa di tecnico fa sentire più performanti e, anche se ci accorgiamo di correre alla velocità di un bradipo per via della bandelletta che si ostina a darci fastidio, beh, ci si fa comunque guardare più volentieri. Ebbene, in una delle città più inquinate e più puzzolenti d’Italia, dove andare a farsi una corsa? Eccovi serviti.

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Mercati della Terra: Fast food & fast life

Direttamente dall’orto

Molti, forse non di persona, ma attraverso le proprie famiglie, si recano al mercato a fare la spesa. Per mille ragioni diverse: prezzo, qualità, divertimento, comodità, freschezza, varietà, simpatia. Ma oltre ai mercati rionali, in cui Milano è ben fornita ma – vi assicuro – mai come Torino, esiste un secondo tipo di mercato, che avviene ogni terzo sabato del mese:  Mercato della Terra di Via Procaccini 4 (Fabbrica del Vapore).

Non un mercato qualunque. Continua a leggere

L’ Atto Creativo – Parte I e Parte II

Beato+Angelico+Cristo+Deriso+Atto+Creativo+Arte+pittura

L’ultima volta che ho avuto un’idea per un racconto è stato camminando nervosamente lungo la banchina della stazione di Maciachini. Non è un bel posto, quello. L’aria è pesante, anche se non quanto quella che percorre la linea 2. Ed è un ambiente generalmente più angusto rispetto a quello della linea 1. Lo schermo digitale per gli avvisi segnava 3 minuti ed in quel preciso istante, del quale potrei ricostruire ogni minuzioso elemento, dalla carta penzola del cartellone pubblicitario, alle scarpe rosa e argento della quindicenne strizzata in un paio di jeans che avrebbero potuto garantire attenuanti se non ad un reato di stupro per lo meno ad un abbordaggio manifesto, alla cartellina trasparente di plastica gialla della professoressa a fine giornata dai capelli ricci e unti, ho avuto un’idea. Non tutto il racconto, quello capita raramente, ma la sensazione che avrei potuto scriverlo; e che se avessi ragionato, pensato al suo riguardo con la dovuta ossequiosità per il pensiero della sua venuta alla luce, forse sarei anche riuscito a scriverlo. E questo è sempre un inizio. E’ un ambito di azione, una sorta di sentiero verso l’opera.

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Acqua e Cultura Visuale a Plymouth – II giorno

Glacial Erratic Series, 2000-2003 by Deborah Bright

La seconda giornata della Water:Image Conference è stata interamente dedicata ai practitioners, ovvero a tutte quelle persone che si occupano di fotografia in vari modi – professori, artisti, studenti, ricercatori – ma che hanno in comune l’utilizzo della macchina fotografica e quindi la produzione individuale di immagini.
Ed è proprio in questa giornata che ho potuto osservare, in poche occasioni ammirare, e studiare, il comportamento dei nerd accademici. Dentro di me ho sempre pensato che esistessero quelli che per via del troppo studio sono un po’ gobbi, i loro capelli sono un po’ unti e la loro puzza cattivamente umana. Continua a leggere

Acqua e Cultura Visuale a Plymouth

Non ci siamo recati nel Sud dell’Inghilterra per una visita di puro piacere. Anche, per certi versi (dato che come avrete letto il tempo non ci ha proprio accolto nel migliore dei modi). Dal 4 al 6 luglio 2012 si svolge infatti una conferenza internazionale su un elemento più che fondamentale per la sopravvivenza dell’uomo: l‘acqua. H2O per i chimici nonchè il 65% dei nostri tessuti organici. L’acqua, che assolve così tante funzioni dal punto di vista scientifico e quindi anche geografico, si rivela essere anche un ambito di interesse estramente florido, nel campo delle arti visive.

Un’immagine di Per Bak Jenes

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Arte Pollino: quando l’arte pubblica fallisce

Il Parco Nazionale del Pollino è la più vasta area protetta del nostro paese nonché la seconda in Europa. Sviluppandosi tanto sul versante lucano che su quello calabro, interessa le province di Potenza, Matera e Cosenza per un totale di circa 193.000 ettari (considerate che il Gran Sasso ne conta 141.000, il Gran Paradiso 71.000 e il Circeo solo 5.000).

Parco Nazionale Pollino

Il Parco Nazionale del Pollino

Nonostante il valore naturalistico e vegetale intrinseco al verde del parco, per anni ormai la conservazione, gestione e manutenzione dell’area ha subito sempre più noncuranza e disaffezione generando povertà, degrado, abbandono del territorio. Non solo da parte delle comunità locali, ma anche dal punto di vista turistico e del settore terziario per anni non si è riusciti a fare del parco e delle sue ricchezze una meta prestigiosa non solo dal punto di vista naturalistico ma anche archeologico,
antropologico-culturale e storico. E dunque, come valorizzare questo territorio dalle enormi potenzialità, così vasto, vario e complesso?

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