Esonerarti è una scoreggia lunga un sogno

La faccia dell'esonero è come la morte: ce l'hai su senza rendertene conto.

La faccia dell’esonero è come la morte: ce l’hai su senza rendertene conto.

Ogni anno è la stessa storia. Gli allenatori vanno e vengono e i giornali, di solito appena prima delle Idi di Marzo, stilano una poco galante classifica sull’utilità di aver cambiato il responsabile tecnico. Si parla di media punti, ovviamente. Se in una delle peggiori stagioni della storia della Vecchia Signora il primo allenatore Ciro Ferrara – che quest’anno nemmeno ha avuto il lusso di allenare da ex allo Juventus Stadium e, non solo, ha pure dovuto rosicare alla vista dell’inaspettata vittoria dei suoi, si fa per dire, blucerchiati – tenne alla fine una media punti superiore a quella del suo subentrante Alberto Zaccheroni, altre volte si sono viste risalite intrepide. Il tono della cosa, però, è sempre lo stesso. De Carlo salvò un Chievo Verona apparentemente condannato alla serie cadetta per poi venire esonerato dallo stesso Chievo che lo aveva richiamato dopo la sua non felice parentesi di Genova sponda Samp. E di esempi simili ce ne sono a bizzeffe.

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Il Pallone è una bolla di sapone

Picture 2Dalla scorsa stagione, il campionato di calcio – commercialmente – definito Serie A Tim porta una squadra di club in meno alla fase di qualificazione della Champions League, ma fatemelo dire: Meno Male! La situazione del calcio italiano è una limpida metafora della mentecatta condizione politica del paese. Ma quel che è peggio, è che non si intravedono nemmeno le basi per una ripartenza. Tant’è che per non lasciare speranze, su quelle poche zone fertili che erano rimaste sul campo è stato sparso il sale della rielezione di Abete a Presidente della Lega Calcio. Gli stadi vuoti, le qualità tattico-tecniche latitanti, il giornalismo inesistente e una cultura popolare dello sport estremamente bassa e con scarsa identità: tutti questi fattori (e altri) contribuiscono al lento e inevitabile declino del calcio in Italia; quello di cui tutti parlano, ma che nessuno vuole scongiurare veramente.

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Wesley Sneijder e Guglielmo Stendardo. Due cose strane del calcio contemporaneo.

Wesley Sneijder e il suo No.

Wesley Sneijder e il suo No.

C’è solo un elemento che fa da ponte da Bergamo a Milano, tra le questioni di due calciatori che dal ruolo, al tocco di palla, non hanno nulla in comune: l’inadeguatezza del calcio e lo strano modo che l’opinione pubblica ha nel giudicarla. Da una parte sta Wesley Sneijder – detto Wes -, olandese, ex blancos de Madrid con scarsa soddisfazione, e poi quasi pallone d’oro nell’anno del fu Triplete di Mourinho a Milano. Muscoli fragili, fede cattolica incrollabile, tangente all’integralismo, moglie bionda e bellissima, carattere ondivago. Dall’altra Guglielmo Stendardo, difensore napoletano di mole degna del miglior sogno macista, un’apparizione fugace e simpatica nel fu progetto Juve dell’Amministratore Delegato e Presidente francese Jean-Claude Blanc, e il vezzo di portare un elastico per i capelli bianco piuttosto vistoso in fronte. Qualche gol di testa, sonora incornata, su calcio d’angolo.

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Top 5 – I peggiori luoghi comuni delle interviste nel calcio.

Pasquale Marino. Uno che di luoghi comuni se ne intende.

Quante interviste sono andate in onda nel calcio? Un numero che sfiora l’iperbole. Ascoltandole – una vale l’altra – si può avere la sensazione dell’infinità delle cose inutili che, letteralmente ogni secondo, vengono prodotte sulla crosta di questo pianetuncolo. Per giunta, anche le peggiori abitudini hanno una nomenclatura e raggiungono un grado di familiarità che dona loro dimestichezza, le ammaestra. Riescono, nel corso degli anni, ad emergere una serie di luoghi comuni, dei super-luoghi-comuni, che torreggiano in mezzo al luogo comune per eccellenza che è l’intervista pre e post match. Sembra incredibile ma nessuno – o quasi – riesce ad uscire dalla traccia. E così, come l’impertinente e onnipresente cravatta di Craig Saiger, puntuale, arriva l’ovvietà. Ecco le cinque migliori, quelle che ogni Ficcadenti e Sannino non ci risparmierebbe mai.

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Top 5 – Calciatori sopravvalutati della Serie A – Da non comprare al Fantacalcio

Metto subito le mani avanti e chiarisco fin da ora che in questa classifica rientrano unicamente i tesserati per la stagione 2012-2013. E’ forse un peccato, perché in testa ho abbastanza materiale per stilare una classifica degli ultimi vent’anni, ma in tempi di pausa per le nazionali mi è sembrato più corretto cavalcare l’hype crescente in vista del prossimo turno dello sport nazionale: il fantacalcio. Pertanto i riferimenti riguardano giocatori attualmente impegnati nella stagione in corso. Sempre campione di maniavantismo, mi permetto di suggerire un’ulteriore chiave di lettura: sopravvalutato non vuol dire brocco. Anzi, nella maggior parte dei casi si tratta di giocatori buonissimi, se non campioni di fama internazionale. Quello che qui viene dibattuto è se mai il loro valore in termini di efficienza, credito da parte della stampa nazionale e salario siano realmente compatibili con il loro impatto reale sul torneo e sulla squadra di appartenenza. E se sia il caso di puntarci al fanta…

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Post Euro 2012. Con la testa alla serie A

Dopo una sequenza di caldo atroce che non mi ricordavo da tempo immemore, sono finalmente terminati gli europei di calcio 2012. Per quanto non sia per niente felice dell’esito, non posso fingere di non provare un senso di soddisfazione all’idea di non accendere più rai uno fino alla prossima partita di Europa League della Beneamata. Basta Dossena & Gentili, con le loro temibbili telecronache, basta Pannofino & Mazzocchi, basta con quella mummia di Paola Ferrari e i telegrammi di Mazzola. Mi sono guadagnato il meritato riposo.

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Inter dopo Mourinho: maledizione o incompetenza

Ieri sera, davanti a una birra, ho avuto un’accesa discussione con un amico sulle sorti della Beneamata. Come ogni volta che ciò accade, ho alzato la voce. E come ogni volta che alzo la voce con un altro interista, i decibel si impennano in maniera spropositata, come se dovessi difendere l’onore di mia nonna dalle accuse di Luciano Moggi.

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