La politica come volontà e rappresentazione.

La politica non è realtà, è rappresentazione. Perdonate l’apertura molto schopenhaueriana, ma ciò che vorrei sottolineare in queste prime righe è che il ruolo (teorico) del Parlamento è quello  di sintetizzare il pensiero di un abbondante mezzo centinaio milioni di persone in poche centinaia rappresentanti. Buon politico è colui che riesce ad incarnare contemporaneamente la prospettiva e le aspettative di un grande numero di cittadini, politico malizioso (anch’egli bravo, ma in un altro senso) è invece quello che riesce a dire ai cittadini cosa devono pensare e a ottenere voti su quegli stessi princìpi. Continua a leggere

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Elezioni Regione Sicilia: risultati e brevi considerazioni.

Prima i dati ufficiali e definitivi, quelli che cioè rappresentano il risultato puramente numerico di queste Elezioni per l’Assemblea Regionale di Sicilia. Poi qualche considerazione. Il primo numero ufficiale che emerge, anche temporalmente, è il 47,43% dei votanti, che nella parte mezza vuota del bicchiere significa 52,57% di astenuti (se la matematica mi assiste): più della metà dei siciliani con diritto di voto. Alle ultime elezioni (regionali e politiche insieme) i votanti, in Sicilia, erano al 66,68%; alle comunali di Palermo votò il 66,88%. Lascio a voi le considerazioni.
La vittoria, comunque sia, va a Rosario Crocetta, ex sindaco di Gela, che appoggiato da Pd, Udc e Api ha collezionato il 31% dei suffragi validi; secondo classificato Musumeci (25%), terzo Miccichè (15%), quarto il Cinquestelle Cancellieri e, poi, Giovanna Marano (6%). Continua a leggere

Sulcis In Fundo

Quando l’estate di due anni fa io e Nicola Quaggia andammo a Carbonia, nel Sulcis, per visitare l’unico sito minerario ancora attivo su territorio nazionale sapevamo che ci saremmo trovati davanti ad una realtà industriale in decadimento e abbandono. Avemmo l’impressione conradiana di una realtà coloniale lasciata al suo destino da tanto tempo: la fatiscenza delle strutture urbane e di quelle industriali confermarono le nostre attese. Per strada il rapporto tra cani randagi e cassonetti dell’immondizia abbandonati era di due a uno. Parlando con gli autoctoni ci rendemmo conto che la situazione sociale della popolazione era ancora peggio di quello che si potesse immaginare camminando per le strade della città. Ora nell’area industriale metallurgica del Sulcis l’atmosfera è tesa e grave. Ma nel luglio del 2011 le prospettive e le speranze di investimento in ambito minerario e industriale in senso stretto erano ancora vive.

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La Francia di Hollande è la stessa di Le Pen.

La prima pagina del sito lemonde.fr di oggi. Due giovani: a sinistra una ragazza felice, a destra un ragazzo la cui espressione mi sembra voler dire: “tanto uno vale l’altro”.

La Francia ha votato. La Francia ha eletto il nuovo presidente della Repubblica che sarà François Hollande. Dopo 17 anni torna all’Eliseo un presidente socialista e la nazione torna ad essere governata da un’amministrazione di sinistra. Così come avevano annunciato in campagna elettorale: “Le changement c’est maintenant” adesso, ora. La Francia vuole voltare pagina, ma il “sentimento” generale raccolto per le strade dai principali quotidiani transalpini è quello secondo il quale “Hollande non farà dei miracoli, ma almeno sarà meglio della guida precedente”. Quello che io avevo definito in un precedente appuntamento sulle elezioni francesi come un “piccolo dipendente pubblico dell’ufficio Economato della Provincia di Milano” è ora presidente.

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Marine Le Pen e il Nuovo Colbertismo

Se la conoscenza può creare dei problemi, non è con l’ignoranza che possiamo risolverli.

Hari Seldon, Cronache dalla Galassia.

Il peggior nemico dell’organizzazione sociale democratica, l’astensionismo, è scongiuratoquantomeno al primo turno delle elezioni presidenziali. François Hollande ha ottenuto la vittoria in casa, all’andata, con un gol di scarto. Nella cartina in alto quelli rossi sono Hollande, quelli blu Sarkozy. Il Blu intenso a Sud nella regione di Languedoc-Roussillon – i catalani francesi – appartiene a Marine Le Pen, il candidato di estrema destra, Lega Nord (ovvero Sud) di Francia – solo che il Nord in Francia è Sud, così come il blu, in segnaletica stradale, rappresenta le autostrade mentre il verde le strade statali. Se vi siete persi, rileggete. Il Front National, il partito anti-europeista e ultra-nazionalista di Francia ha ottenuto il 17.9% delle preferenze, ovvero 6,4 milioni di voti.

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Primarie USA – Santorum o.. il Terzo?

"continuano le primarie"

Continua la corsa per eleggere lo sfidante di Mr Obama

Notti movimentate sul rollercoaster delle primarie del partito repubblicano americano.

Rick Santorum mette a segno una tripletta di quelle insperate, di quelle alla Nocerinho per intenderci, e riapre i giochi nella corsa alla nomination per il ruolo dello sfidante di Obama vincendo in sequenza in Minnesota (lo stato d’origine di Brandon Walsh), Colorado e il famigerato Missouri.

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L’importanza di trovarsi in Iowa

Ci eravamo lasciati parlando della mia infatuazione per Herman Cain,  decisamente il mio peccato preferito. Settimane dopo il quadro delle primarie per il partito Repubblicano è radicalmente cambiato. Chiusa la fase preliminare, che come da programma ha mandato in onda un rollercoaster di favoriti tra cui il Nostro, si è entrati finalmente nel vivo con le votazioni nello stato dell’Iowa che hanno inaugurato la fase decisiva nella corsa all’elezione dello sfidante di Obama per l’anno venturo. Continua a leggere