Weekend con il morto – Achille Castiglioni

La parentesi!

courtesy achillecastiglioni.it

Se l’avete in casa sarete sicuramente rimasti affascinati dal suo meccanismo, e qualche volta ci avrete anche litigato! Se non l’avete secondo me nella vostra futura casa la vorrete! Una delle, per me sicuramente la più rappresentativa delle creazioni di Achille Castiglioni. La disegnò insieme a Pio Manzù, niente po’ po’ di meno che nel 1970 per Flos. Ai quanto mi piace il design anni 70. Il suo meccanismo è talmente semplice e talmente geniale che concordo con il Compasso d’Oro vinto nel 1979.
Ho pensato che parlare di lui oggi ci avrebbe permesso di raccontare a sprazi, la storia di  milanese che più milanese non si può, personaggio eclettico, straripante, cervello costantemente in ebollizione. Urbanista, product designer, progettista, ideatore di allestimenti. E allora, divertiamoci un po’. Continua a leggere

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Produzione e fruizione culturale. Un modello esemplare

Quello che istintivamente provo e che più sperimento nella vita quotidiana, è l’orizzontalità con la quale la società di oggi si sta sviluppando. Confini tematici e limiti disciplinari stanno per essere quasi completamente superati, in vista della creazione di un mondo molto più fluido e trasversale. Più caotico, forse, ma più stimolante, anche perché comunque dotato di gerarchie e di principi ordinatori complessi.
Anche nell’ambito dell’arte – il nostro articolo in due puntate sull’Atto Creativo di qualche mese fa ben sviscerava la questione –  definire cosa è arte e cosa, per qualche strana regola o moda, non lo è (o non lo è più), è diventato ormai superfluo. Sarebbe più corretto dire che lo è sempre stato.

Thomas Struth, Audience 08 Firenze, 2004, courtesy Monica De Cardenas Milano

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Fabio Mauri a Palazzo Reale. Mostre gratis a Milano

Dettaglio dell’opera Il muro occidentale o del pianto, 1993

Dopo aver parlato di Addio Anni 70, vi avevo promesso che avrei parlato di un’altra significativa mostra, visibile gratuitamente al pian terreno di Palazzo Reale a Milano fino a settembre.
Credo che Fabio Mauri The End, se paragonata ad altre realizzate con lo stesso format e dalla medesima istituzione in anni passati, conterà più visitatori. Oltre allo zoccolo duro dei normali habitués di questa sede, i critici, i curatori, gli artisti e chi del settore si sente in qualche modo vicino a Mauri, comparirebbe – potendolo verificare – una piccola percentuale aggiuntiva di pubblico “nuovo”. Come mai? Continua a leggere

Weekend con il morto – Enrico Prampolini

Anche se ebbe la fortuna di nascere nella patria del tortellino, dove parole come ripieno, sfoglia e parmigiano sono legge, Enrico Prampolini (Modena, 20 aprile 1894 – Roma, 17 giugno 1956), trascorse la maggior parte della sua esistenza saltapicchiando tra Torino, Lucca, Roma entrando in contatto con chi era cutting-edge in quel momento. Anche i meno appassionati e conoscitori del mondo dell’arte conoscono il movimento Futurista: quello creato da quel matto di Tommaso Marinetti agli inizi del novecento e conosciuto come primo movimento d’avanguardia.
Non a caso l’avanguardia è proprio quel reparto che precede i soldati durante l’avvicinamento al nemico. In prima linea, sono quelli che vedono cosa c’è làggiù, data la loro posizione avanzata. E il Futurismo fu d’avanguardia proprio per il suo guardare lontano, proponendo un pensiero, un’ideologia, un’arte radicalmente diversa rispetto al passato, rivoluzionaria e audace.

La geometria della voluttà, Enrico Prampolini, 1923 c.a

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Il Cinema al Tempo dei Greci

Pittura+Medusa+Caravaggio

La Medusa nella raffigurazione del Caravaggio.

Di Clarissa Oloferne

Il fascino dell’arte antica è cosa indubbia. La sua irrazionale dose di merce riesumata. Il classicismo e la perfezione di certi tratti. L’imponenza orgogliosa dei nostri avi. L’equilibrio sapiente di ogni dimensione. L’arte greca è pervasa dalla forza di tutto ciò che appare smisurato e contenuta nella sua “apollineità”.  Il frontone del tempio di Artemide in Corfù, risalente al 580 a.C., è una possente esecuzione che raffigura il mito della Gorgone e vive di ognuna di queste fascinose componenti. Esso si compone dell’immensa Gorgone centrale e di due massicci leoni posti simmetricamente ai suoi fianchi, (basterà sapere questo, l’intento non è quello di antologizzare). Probabilmente si tratta di uno dei primi esempi di frontone ,di una decorazione architettonica di quello stampo. L’aspetto rilevante di un’opera di tale genere, tuttavia, non si trova nel suo marmo seppur ben levigato, o nelle sue superfici nette e sicure o nel suo valore mitologico, che ha comunque radici fondamentali, bensì nel movimento scultoreo e artistico, nell’avvolgente costituzione dei piani su cui si svolge la storia narrata.

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Architettura. Il seme d’inizio.

Il palazzo di Cnosso. Labirinti e affreschi.

di Clarissa Oloferne.

Arte antica

Il concetto di arte, che cercheremo di isolare come unico e indivisibile, ha subito deformazioni, cambiamenti, e diversificate interpretazioni. L’arte nel suo intrinseco ,tuttavia, rimane invariata , e con lei ogni sua espressione, semplicemente, nei secoli è cambiato il rapporto dell’uomo  con essa, il modo di interpretarla e vederla, la formulazione di giudizi estetici e  la vera e propria sua definizione. Il rapporto dell’umano con l’arte ,ad ogni livello, è stato un binomio ad elastico, a volte ellissoide a volte timida circonferenza. I primi approcci dell’uomo con la rappresentazione artistica di sé stesso o dell’universo ,il mondo era assimilabile all’empireo sia per l’innumerarietà della specie umana che per l’ignoranza geografica, sono stati lussureggianti e coraggiosi. Il trattamento di una materia nuova come la possibilità di riprodurre la realtà per perpetrarla era ,di per sé, argomento complesso e fu supportato da un debito e necessario appoggio sistematico alla realtà, stampella salvifica. La mancanza di innesti fantastici è la equa contropartita per la devastante portata del gesto compiuto.

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Collezione Maramotti – art for art’s sake

Non è passato molto dall’ultima volta che si è parlato di cultura d’impresa e dell’attenzione che certe aziende – illuminate – hanno nei confronti dell’Arte. Sebbene ci siano molte e differenti modalità per le aziende di operare in questo contesto, dal mecenatismo alle sponsorizzazioni, dalla partrnership ai bandi per la creatività giovanile fino ad arrivare alla formulazione di progetti di ambito artistico-culturale. All’interno di quest’ultima categoria è utile distinguere tra scenari di breve e medio lungo periodo. Ed è stato proprio grazie alla volontà e alla passione coltivata negli anni, alla disponibilità di tempo oltre che di denaro, che Achille Maramotti (1927-2005) ha potuto alzare una bandiera importante nella sua vita.

Fondazione Maramotti, Via Fratelli Cervi 66, Reggio Emilia

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