Luigi Gariglio al Castello di Ussel con ALP_AGE

Se quest’estate vi capiterà di attraversare la Valle d’Aosta verso il Monte Bianco o il Monte Rosa, c’è una gradevole sosta che potreste fare, uscendo al casello di Chatillon – St. Vincent. Mi è capitato poche volte di vedere mostre di arte contemporanea o di fotografia in questa regione italo-francese, eppure sospettavo che qualora mi fosse capitato, ne sarei rimasta piacevolmente colpita. Non tanto per la qualità del lavoro, il cui merito si deve soprattutto all’artista ed è quindi variabile, quanto per la cornice che accoglie questo genere di eventi. La mostra ALP_AGE di Luigi Gariglio è ospitata fino a fine agosto presso il Castello di Ussel, costruzione del 1300 e ufficialmente aperta al pubblico nel 1998 dopo un restauro massiccio delle sale interne e del tetto, sul quale è possibile salire per un bel giro di ronda. La costruzione è visitabile solo d’estate, in occasione di mostre temporanee, come in questo caso.

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Apocalypse Versilia – calamari al PVC e soda fritta

Se si percorre l’autostrada della Cisa, si supera Sarzana e ci si lascia Livorno alle spalle, si arriva in prossimità delle sette rose di Rosignano. La prima che si incontra è Castiglioncello, dove la vita sembra andare avanti senza scadenze.
E’ quasi mezzanotte e Ghostbusters è l’unico ancora aperto. Gentilmente, Maurizio ci offre una grappa mentre Francesca passa i pavimenti.  E’ quasi mezzanotte e non c’è anima alcuna in centro così come sul lungomare. Qui, la brezza che prima sentivamo fresca e profumata tra i capelli, diventa un vento di mare, dall’odore misto di roccia, molluschi e iodio. E’ singolare come su questa riva non vi siano grandi lampioni o luci abbaglianti. Con le spalle all’acqua mi guardo dietro e solo il castello balza all’occhio nella vegetazione, dominando il capo. Ecco perché la luna rischiara ogni singolo scoglio, ogni panchina, ogni singolo pino marittimo con la sua luce metallica.

Sullo sfondo, fumano le torri di raffreddamento della Solvay.

Le famose Spiagge Bianche di Rosignano Solvay

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Nuovo Futurismo allo Spazio Oberdan. Mostre gratis a Milano

Marco Lodola, Ballerini

Anche prima di occuparmi personalmente di arte ed estetica, il Futurismo mi è sempre stato simpatico. Tra tutte le avanguardie, credo che sia quello maggiormente conosciuto anche dai meno appassionati e poco studiosi, sia per la sua italianità così pronunciata, sia per la sua direzione così netta, in controtendenza e radicale. Tuttavia, poche cose “mi piacciono” davvero nella produzione artistica del Futurismo e lo trovo molto più interessante come fenomeno, movimento, espressione drammatica e letteraria che non come avanguardia artistica. L’impatto e la risonanza del movimento furono enormi, tanto che parecchi anni dopo alcuni artisti nati tra gli anni Cinquanta e Sessanta ripresero in mano i principi del movimento per rileggerli e re-interpretarli nel presente. Continua a leggere

Agosto in città? Un film al giorno per sopravvivere.

Estate in città.

Introduzione noiosa. Sono giorni estivi e tutti gli editori – magari mediati da qualche  segugio markettaro insospettabile – si apprestano a pubblicizzare le loro letture estive. In base al target da loro prescelto, ci propongono classifiche di libri da portarsi sotto l’ombrellone per sembrare degli intellettuali tutti da scoprire (nella speranza di intrigare qualche signorina anche senza togliersi la maglietta), romanzi che, ci dicono, rivoluzioneranno il futuro della letteratura e letture leggere per signore – quest’anno pare che in riva al mare funzionino molto le letture erotiche (lo giuro). Continua a leggere

Fabio Mauri a Palazzo Reale. Mostre gratis a Milano

Dettaglio dell’opera Il muro occidentale o del pianto, 1993

Dopo aver parlato di Addio Anni 70, vi avevo promesso che avrei parlato di un’altra significativa mostra, visibile gratuitamente al pian terreno di Palazzo Reale a Milano fino a settembre.
Credo che Fabio Mauri The End, se paragonata ad altre realizzate con lo stesso format e dalla medesima istituzione in anni passati, conterà più visitatori. Oltre allo zoccolo duro dei normali habitués di questa sede, i critici, i curatori, gli artisti e chi del settore si sente in qualche modo vicino a Mauri, comparirebbe – potendolo verificare – una piccola percentuale aggiuntiva di pubblico “nuovo”. Come mai? Continua a leggere

Top 5 – Chicche estive a Milano: food&drink lovers

Dato che l’estate è arrivata come un uragano impazzito e ci siamo già sudati oltre 10 litri di tè freddo, credo che un po’ a tutti sia venuta voglia anche quest’anno di andare a piedi nudi, uscire all’aria aperta e sentire il profumo di basilico, mangiare all’aperto (non farsi mangiare dalla zanze possibimente), ricordarsi di quanto è buona la birra ghiacciata quando si è assetatamente accaldati.
E allora, noi poveri milanesi quasi sommersi dal cemento, come andare a ricercare un angolo di verde e di finto fuori Milano per un aperitivo? una cena? un drink?
Eccovi la mia top 5 del mese, sdoppiata per quanto riguarda il food e il drink. È  dedicata a chicche estive milanesi scoperte più o meno recentemente ma…TUTTE più che affidabili.

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Top 5 – I migliori tè freddi dall’infanzia a oggi

Home made iced-tea

Sono una bevitrice accanita di . D’estate e d’inverno non mi stanco mai di berne litri e litri. In particolare la versione fredda è per la sottoscritta una delle bevande più adatte a dissetare un essere umano senza lasciargli strani gusti in bocca, senza tracce di zucchero vivo sulla lingua, o la stessa sensazione nauseabonda che dopo pochi sorsi ti possono lasciare Sprite, Pepsi o Gazzosa (per chi non li adora ovvaimente) e le loro bollicine.

Rigorosamente gelido, ma senza ghiaccio, lo dovete bere d’un colpo senza lasciare che diventi tiepido. Ritrovrete con chiarezza la pesca o il limone dell’aroma scelto e non correrete il rischio che tutto quello che vi ho raccontato essere un pregio si trasformi nel più triste dei difetti da bevanda analcolica. Argh!

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