Film brutti – Il comandante e la cicogna, Silvio soldini (recensione in anteprima).

Recensione di Emiliano Dal Toso.

Non lo ammetteranno mai, ma sembra che il cinema italiano abbia improvvisamente (e tardivamente) scoperto l’estetica di Wes Anderson. Personaggi molto stilizzati, colori accesissimi, situazioni stravaganti. Ha cominciato Gabriele Salvatores con Happy Family e il risultato fu piuttosto gradevole: imperfetto, ma con intelligenza. Hanno proseguito Sergio Castellitto con il pessimo La bellezza del somaro e lo sceneggiatore Ivan Cotroneo con la sua mediocre opera prima La kryptonite nella borsa. Ora, ci casca anche il milanese Silvio Soldini, al suo nono film, la sua terza commedia, indubbiamente la peggiore. Non che Anderson sia un brutto modello, anzi, ma la riproposizione dei suoi caratteri è solo di superficie, nei contenuti siamo lontani anni luce dalla sua poesia e dalla sua irresistibile malinconia. Continua a leggere

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Film Brutti – Prometheus, Ridley Scott (recensione)

Prequel di Alien ma non solo, Prometheus si presenta con ambizioni smisurate: Ridley Scott indaga sulle origini dell’uomo, ricama un ruolo su misura per il quotatissimo Fassbender e gioca col metacinema, senza per questo rinunciare a un sano intrattenimento di facile fruizione per le masse. Insomma, col prezioso aiuto di uno degli sceneggiatori di Lost, Damon Lindelof, si è cercato di costruire il primo film in 3D di senso compiuto. L’impresa, purtroppo, non può dirsi riuscita. Continua a leggere

Film brutti – “Il Cavaliere Oscuro – Il ritorno” (recensione in anteprima)

Recensione dell’amico Emiliano Dal Toso
(già direttore del blog http://ilbelloilbruttoeilcattivo.blogspot.it/)

Un “pipistrello di un metro e ottanta” salva la fotografa giornalista bionda Kim Basinger. Tipicamente 1989.

La grande forza della serie cinematografica di Batman consiste nella capacità di essere sempre stata uno specchio dei tempi, di andare ben oltre i limiti del film di genere e di porsi come punto di riferimento estetico e politico del cinema internazionale. Questo accadeva a cavallo tra gli anni 80 e i 90 con i due lavori di Tim Burton, che esprimevano un sentimento ancora positivo e favolistico, decadente ma anche romantico. Continua a leggere

Film brutti – Dark Shadows, Tim Burton (recensione)

Devo ammettere che sono partito lievemente prevenuto. Del resto è l’ottavo film in vent’anni (di cui cinque negli ultimi sette) in cui Tim Burton dirige un Johnny Depp con la faccia pitturata di bianco e il rossetto; va bene che Edward Mani di forbice è andato forte ed è bello, però da La fabbrica di cioccolato (2005) in poi, tra tutti e due, sono diventati davvero un po’ stucchevoli. Continua a leggere

Film molto brutti – Hunger Games, Gary Ross (recensione in anteprima)

Adoro Woody Harrelson e non ho mai parlato male di nessuno dei suoi film, ma questa volta sono costretto a fare il contrario; Hunger Games è davvero uno dei film più brutti che abbia mai visto in vita mia. Continua a leggere

Film Brutti (ma necessari) – Diaz, Daniele Vicari (recensione)

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Io ero al terzo anno di liceo durante i fatti di Genova. Mai fatto politica in vita mia, ma in manifestazione al Classico ci si va quasi sempre, anche a costo di passare mezzora in ultima fila e poi andare a casa a giocare alla Playstation. Ho visto più celerini a San Siro che in Largo Cairoli, con la stessa sensazione di disagio e istintivo disprezzo. Ovviamente il marcio è ovunque, il tifo organizzato è pieno di criminali veri, i black bloc sono feccia etc etc. Il problema è che uno scimmione in tenuta antisommossa bada poco a chi ha davanti, ed ecco che negli stadi si fanno male anche i ragazzini e le famiglie, e alla Diaz giornalisti e pensionati. Poi allo scimmione non succede nulla. E’ per questo che un film del genere andava fatto, e va visto da chi quell’episodio non se lo ricorda, a tutti i costi. Continua a leggere

Top 5 – I film più brutti della storia del cinema

Posizione numero 5: South Kensington

L’esterofilia è un vizietto che in Italia imperversa da secoli. L’apice dell’atroce si raggiunge quando all’ammirazione incondizionata si unisce il desiderio di imitazione, che genera, a volte, i peccati più immondi: dal tragico romanticismo di certa prosa, dalle boyband ad imitazione americana (come gli indimenticati Ragazzi italiani, poi sbaragliati dagli eccellenti Neri per caso), alle abitudini gergali di adolescenti acneici (“Bella, bro!” – ti spacco la testa. Sì, sono un hater, un sucker e un loser. LOL, eh).

Proprio a questa categoria di prodotti del genio italiota appartiene l’indiscutibile successo South Kensington, pellicola del 2001. L’ennesima fatica di Carlo Vanzina non ha niente da invidiare ai suoi fratellini cinepanettoni: bionde tettone, comparsate a caso (Elle Macpherson cerca di recitare, ma non ce la fa nemmeno doppiata), risate prevedibili ecc. ecc.

Ciò con cui ha voluto stupirci l’ottimo Carlo, però, è l’ambientazione londinese, che avrebbe avuto il compito di trasformare la comicità facilona in humor britannico, di tramutare una merda di commedia all’italiana degna del peggior Boldi in una delicata (ma ilare) commedia quasi romantica inglese. Una tragedia. Al quinto posto solo perché Rupert Everett è bello. Continua a leggere