Matrimoni gay lato B, quello opportunista

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La decisione di legalizzare le nozze tra ‘esponenti’ dello stesso sesso in Gran Bretagna è stata indubbiamente una rivoluzione sociale. Il partito conservatore, trascinato alla decisione dal suo leader nonché primo ministro David Cameron, ha subito uno ‘scossone ideologico’. L’ideale conservatore di questo partito si è corrotto, ha detto qualcuno commentando l’esito della votazione. C’è qualcun altro, invece, che vede questa apertura da un lato molto più pratico: a molti potrà sembrare materialistico e superficiale, ma in alcuni ambiti, quelli in cui ci sono capitali da capogiro e investimenti d’altri tempi – per intenderci, il design, il fashion, la sfera creativa e accattivante dell’attuale ‘realtà trendy’ – le posizioni più importanti sono presidiate da diverso-sessuali (qualsiasi definizione si utilizzi potrà essere tacciata d’intolleranza, tanto vale usarne una inventata). Gli inglesi, che storicamente hanno sempre allargato il cerchio di diversità all’interno del quale fanno crescere e prosperare la loro società, l’hanno capito e ancora una volta hanno colto la palla la balzo.

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Fondation Henri Cartier-Bresson – cultura nascosta a Parigi

Forse voi che state leggendo conoscerete Parigi meglio delle vostre tasche. Capita spesso, di visitare città straniere e provare una curiosità spasmodica per loro, molto più che per i luoghi ove abitualmente si vive. Chissà perché poi!
Forse il gusto della novità, della mini vacanza, il sentirsi ancora più europeo solo perchè si sta visitando una capitale dell’Unione; insomma le motivazioni sono svariate e tutte ci dicono in ogni caso che siamo sempre più pigri a casa nostra che oltre il confine. Proprio per questo, durante l’ultimo weekend trascorso nella Ville Lumière, ho voluto ritentare la visita alla Fondation Henri Cartier Bresson, che avevo tentato invano durante l’ultima mia tappa parigina di due anni fa, alla quale non era riuscita ad accedere. All’epoca inaugurava una grande retrospettiva del più noto fotografo reportagista di tutti i tempi, Henri appunto, mentre oggi mi aspettava un fotografo giapponese di tutto rispetto: Yutaka Takanashi.

L’ingresso da una porticina tipicamente francese, anonima e in un vicolo minuscolo

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