Film Molto Brutti – Flight, Robert Zemeckis (recensione)

Flight

Il vulcanico pilota Whip Whitaker si presenta sul volo per Atlanta dopo una nottata da campione: frigo bar esaurito, cocaina, hostess ispanica nel letto. Puzza di distilleria, ha di fianco un insopportabile co-pilota secchione e piove a dirotto. Non solo, a quaranta minuti dall’arrivo l’aereo va in avaria. Il nostro si sveglia dalla pennichella e, noncurante del vice che fa la scena del matto, atterra con calma olimpica in mezzo alla Georgia, segando il campanile di una chiesa con l’ala destra e salvando 98 passeggeri su 102. Come parcheggiare una Smart. Un eroe americano, alla faccia dei salutisti della domenica. Purtroppo è un eroe americano ubriaco, e per colpa delle analisi del sangue rischia di finire in carcere per omicidio colposo.

La provocazione è molto interessante: l’aereo era guasto e Whitaker ha salvato decine di vite umane, ma deve ugualmente pagare per aver pilotato l’aereo in stato di ebbrezza? Ci sarebbero tutti gli estremi per un legal thriller vecchia maniera, con continui rovesciamenti di fronte e finale al cardiopalmo, il che giustificherebbe i 139 minuti di durata. E invece Zemeckis non ha occhi che per Whip e il suo problema con l’Alcol, sicché le aule di tribunale si vedono solo alla fine (ed è un peccato, perché il legale del sindacato interpretato da Don Cheadle avrebbe meritato più spazio). Per il resto, Flight è un’accozzaglia di sottotrame male amalgamate: lui che si ritira nella fattoria dei nonni con una bella eroinomane che frequenta gli alcolisti anonimi (!), un vecchio amico che cerca di toglierlo dai guai, l’ex moglie e il figlio che non lo vogliono più vedere, fino a una insopportabile redenzione finale al sapor di fondamentalismo cristiano.

denzel washington e lelly kelly

Niente di nuovo sotto il sole, dunque. Anzi, Flight è fastidiosamente datato fin dai primissimi minuti. Siamo fermi ai primi anni novanta, quando i tossici supplicavano gli spacciatori dicendo “dammi la roba, ho bisogno di farmi” e gli alcolizzati si vantavano di non avere alcun problema col bere. A poco serve il personaggio di John Goodman, francamente irresistibile in un ruolo molto simile a quello di Harvey Keitel in Pulp Fiction. Peraltro, pensando alla meticolosità con cui Tarantino costruisce le sue colonne sonore, viene da sorridere sentendo Sympathy for the Devil o With a Little Help from my Friends. Tanto valeva mettere la Nona di Beethoven nei momenti di gioia e i Carmina Burana in quelli di sconforto. Suvvia, un po’ di impegno.

lui sarebbe adorabile anche in un video dei Club Dogo

lui sarebbe adorabile anche in un video dei Club Dogo

Il grosso guaio di Flight, tra le altre cose, è un protagonista poco accattivante. Denzel Washington fa il suo, per carità, ma vederlo candidato all’Oscar per il ruolo di Whip con Trintignant davanti alla tv (e la sua partner in Amour candidata come Miglior Attrice) mi spezza il cuore. Il machiavellico Alonzo di Training Day è lontano anni luce per complessità e carisma, non basta scagliare bottiglie di whisky contro il muro per passare alla Storia del Cinema. La bella Kelly Reilly de L’Appartamento Spagnolo è un amore, piccola e indifesa com’è con quegli occhioni blu, ma una ragazza che si buca perché ha perso la madre non si può proprio sentire. Non nel 2013. E poi tutto quel pistolotto sul Destino, le hostess evangeliste, lui che guarda storto il vice e la fidanzata che pregano in ospedale per poi finire a leggere i vademecum per alcolisti e incorniciare i versi della Bibbia. Un indigeribile mix tra Hereafter e uno spot di Comunione e Liberazione. Và in malora Whitaker, noi che ne siamo capaci scegliamo di bere.

Graziano Biglia

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6 thoughts on “Film Molto Brutti – Flight, Robert Zemeckis (recensione)

  1. Addirittura? Un giudizio impietoso che lascia trasparire un sincero pregiudizio. I film d’azione ai dotti filmofili non piacciono? Certo non è un giudizio di piacere quello che da loro si richiede. Cosa ormai rara, aggiungerei.
    Flight è un film che, a chi si lascia prendere, lasia qualcosa come una traccia non troppo evanescente. E’ quello che si richiede ad un film del genere.
    Non è un legal triller. Magari all’articolista sarebbe piaciuto. Non è un film come Trainig day. Inimitabile. Non si devono paragonare le proprie aspettative alla realtà per polemicare su ciò che di esse non si trova in essa. E’ necessario invece usare le proprie aspettative per accogliere meglio ciò che ci si presenta nella concretezza dell’incontro.
    Mi spiace, non vedo tutta questa mediocrità in The Flight. Neppure i richiami religiosi sono così esasperati, parola di un ateo convinto. Il film racconta una storia di relativo realismo, tanto da mettere in crisi la retorica pubblicitaria che tutto fagocita oggigiorno. La riusa. A chi non piacciono i film di genere non lo guardi. a me ha riempito un pomeriggio ed un po’ di cuore.
    Facciamola finita con questo perbenismo intellettuale. Non ci resta più molto, apprezziamo le cose semplici!
    Ad ogni modo quelloche all’Oscar si candida non ha valore artistico di per sè. Sapevate che l’Oscar è un evento mediatico consumistico che di criteri di valore utilizza quelli che la moda e l’interesse comandano? Ricordate chi decide il Pallone d’oro? Un pugno di giornalisti spocchiusi ed ignorati, pagati e presuntuosi. Ad ogni modo, pane al pane, quello che oggi il grande pubblico consuma è di una qualità pessima, studiato ad hoc per contaminare e plagiare menti passiVamente indifese. Questo formato è potentissimo. L’arte deve appropriarsene per riprogrammaro. Sono i primi passi, non fate i dinosauri…

    • ma non ho capito, un pregiudizio su cosa? I film sugli aerei? I Beatles e i Rolling Stones? Le belle ragazze coi capelli rossi? Sono molto felice che Flight ti abbia regalato un pomeriggio piacevole, io avrei preferito essere in carcere. E sia chiaro, se a me non piace un film che a te fa impazzire non c’entra niente lo snobismo intellettuale. A noi piacciono anche le gare di rutti, se fatte come si deve. GB

      • Ho risposto trasortato dall’effetto provocato dalla recensione. Non volevo essere offe.sivo solo provocatorio verso un modo di vedere le cose. Non mi ha fatto impazzire il film ma mi è piaciuto. Inoltre credo che affronti la dipendenza da alcool in maniera abbastanza profonda ed empatica. Non bisogna squalificare le cose a priori ecco. Buona serata.

  2. Caro Alberto, ti assicuro che ho “squalificato la cosa” a posteriori, perché a dispetto delle apparenze vado al cinema perché mi piace farlo, non per stroncare tutti i film che guardo. L’accoppiata Zemeckis-Washington prometteva discretamente, purtroppo non è andata come speravo. Pazienza. Comunque apprezzo la rettifica e non ti serbo alcun rancore. Grazie e buona serata anche a te. GB

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