Frank Lampard, arrivederci e grazie

Lampard_Arsenal

Nevica fitto a Londra: Standford Bridge scoppia in un boato quando Frank Lampard rivolge il rabbioso grido liberatorio verso gli spalti gremiti. Ha appena segnato il gol del 2-0 su calcio di rigore in una delle partite più importanti della stagione dei Blues, il derby tra Chalsea e Arsenal. Frank chiude gli occhi e assorbe il boato del 45.000 che affolano gli spalti dello stadio di Fulham Broadway. Al suo braccio sinistro la fascia da capitano. Poi rivolge l’ultimo sguardo agli spalti e torna a metà campo. La partita continua e Lampard ha contribuito ad un altro successo del Chelsea, ha segnato il 195° gol in carriera con la maglia dei Blues ed è in scadenza di contratto. A luglio Frank Lampard dovrà trovarsi una squadra.

C’è da rimanerci di stucco quando Rafa Benitez, in conferenza stampa post-partita, risponde ad una domanda di un giornalista che gli chiede se non sia meglio ascoltare il suggerimento di Petr Cech che in settimana si era prounciato per un tempestivo rinnovo del contratto di Frank Lampard prima che sia costretto a cercarsi una nuova squadra. “Non vedo dove sia il problema: il mio compito è quello di portare Frank a fine stagione con questa maglia. Se segnerà ancora quindici gol sarà stata una stagione positiva. Poi, in accordo con la società, sarà libero di trattare con altri club.

Frank Lampard, francamente, non è un fuoriclasse. È stato di certo uno dei più importanti giocatori del suo club – in cui ha iniziato a giocare nel 2001 in arrivo dal West Ham – è stato ai vertici del calcio Europeo sotto la gestione Mourinho e con il successo continentale con Di Matteo. Il dualismo con Steven Gerrard, impostogli dalla stampa, ha frenato non poco la sua ascesa tra gli immortali del calcio inglese – ma del resto anche Ibrahimovic recentemente ha ammesso che se non avesse avuto la concorrenza di Leo Messi la sua fortuna calcistica avrebbe avuto ben diversa sorte. Ma rimane innegabilmente una bandiera storica del proprio club per il quale ha giocato 11 anni facendo la storia di una società che prima era in Premier League solamente per caso e con l’aiuto di un petroliere russo di dubbio gusto calcistico.

LampardSe il Chelsea lasciasse effettivamente lasciar scadere il contratto di Frank Lampard come un cartone di latte nel frigo, sarebbe come rinnegare parte della storia che ha tolto questo club dal dimenticatoio dei cibi scaduti. Siamo abituati alle cocciute prese di posizione del presidente Abramovich, che cambia panchina tanto spesso da far pensare ad una schizofrenia cronica. Esonerare Roberto Di Matteo e consegnare la squadra a Rafa Benitez è stata sicuramente la scelta più bizzarra tra tutte quelle prese in precedenza. Ma il caso Lampard potrebbe veramente scalare posizioni in fretta per raggiungere la vetta del non-senso.

Ma il caso-Lampard assume sempre più i connotati della congiura, più che del non-senso firmato Roman Abramovich. È il secondo capitano dei Bues, il perno del centrocampo, primo rigorista designato. Ma Rafa non gli accorda sempre la fiducia sul campo, tenendo una posizione difficilmente condivisibile dallo spogliatoio e dai tifosi. Le domande sul futuro di Frank sono sempre disattese dagli organi ufficiali della società che non hanno la minima intenzione di dare spiegazioni del loro modo sciagurato di agire. Di lui non si parla nei comunicati stampa, sul sito del Chelsea, ne tantomeno in conferenza stampa qiando bisogna elogiare la prestazione della squadra. Benitez difende a spada tratta Torres, ma non ricorda il gol della vittoria di Lampard contro l’arsenal, sabato.

Così Frank non può essere levato del campo – in attesa che Terry recuperi definitivamente dall’infortunio vestirà la fascia da capitano – ma è destinato inevitabilmente a concludere la sua storia al Chelsea perché così ha deciso il presidente, senza alcun motivo tecnico – e forse senza darci la soddisfazione di ammettere che il motivo è economico.

Casillas va in panchina a Madrid per unica decisione del suo egocentrico allenatore che non sa più come attirare l’attenzione per distoglierla dalla disastrosa stagione del Real in Liga. Sneijder non trova l’accordo con la società che lo rifila in piena salute e all’apice dell’anagrafe calcistica al Galatasaray. Frank Lampard, uno che ha fatto la storia del suo club, dovrà andare a giocare in mezzo a un gruzzolo di mangiatori di tortillas, a Los Angeles, dove i messicani sono più numerosi dei vogili per le strade di Milano. Frank, Sunset Boulevard ti aspetta, perché il tramonto è già calato a Fulham Broadway.

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