Weekend Con Il Morto – Camillo Golgi

Camillo Golgi. Primo Premio Nobel italiano. Terzo classificato alla Gran Premio Internazionale di baffi di Ozzero nel 1905

Camillo Golgi. Primo Premio Nobel italiano nel 1906. Terzo classificato al Gran Premio Internazionale di baffi dell’osteria “Trasù De Ciuc” di Ozzero nel 1907

Quanti esseri umani avranno abitato questa terra, da che esiste l’umanità? Non si può rispondere a questa domanda. Non si può rispondere perché si tratta di un calcolo impossibile da fare, e non si può rispondere perché manca, credo, un confine netto all’interno del quale far rientrare il concetto di umanità. I confini sono ancora aperti. L’uomo di Neanderthal che ci si immaginava negli anni ’20, era assai diverso dall’uomo di Neanderthal che ci immaginiamo oggi. E nulla mi impedisce di pensare che se incontrassi, uscendo di casa, un uomo di Neanderthal versione anni ’20, crederei di aver di fronte, forse, un essere umano. Probabilmente penserei a un essere umano non particolarmente ben riuscito. Molto probabilmente mi rifiuterei di comprare dal mio amico Neanderthal un’auto usata. Ma ci sono tanti esseri umani, fatti proprio come noi, da cui non comprerei mai un’auto usata.

Questo per dire che un numero incalcolabile di creature più o meno umane hanno abitato questo pianeta, fino ad oggi. All’interno di questo numero incalcolabile di esseri umani, si trova un altro certo numero di esseri umani (numero che, nonostante google sia una figata, e nonostante io abbia molto poco da fare, non mi metterò certo a calcolare), un numero che rispetto al numero di partenza ha più o meno la stessa grandezza della classe di un Kallon paragonata alla classe di un Van Basten. Si tratta, non credo che lo abbiate capito, del numero di quegli esseri umani i cui nomi rientrano nella toponomastica lunare. Camillo Golgi (il mio terzo Camillo preferito dopo Cavour, e un Camil polacco con cui giocavo al tennis da piccolo), il primo premio Nobel italiano della storia, fa parte di questa poco (ma ottimamente) nutrita banda.

Earth Rising.

Earth Rising.

Insomma, non è che ti danno un cratere lunare così, come ti danno un calcio nel culo. Se siete curiosi (o malati di mente, o disoccupati, a seconda delle prospettive), potete anche andare a vedervi la lista delle personalità i cui nomi si possono ritrovare sulla mappa del nostro satellite (per più informazioni sull’importanza del nostro satellite vi rimando ai due capitoli conclusivi del Ciclo delle Fondazioni del buon Isaac Asimov). Si tratta perlopiù di personalità legate all’astronomia, all’esplorazione dello spazio in senso stretto, o all’era spaziale in senso lato. Camillo Golgi non aveva nulla a che fare con tutto questo: le sue ricerche erano concentrate sui tessuti cerebrali e sullo studio della malaria. Io credo di aver capito perché gli hanno dato quel cratere, ma ve ne parlerò alla fine del pezzo.

Golgi ha rivoluzionato il modo di studiare il cervello umano.

La sua Reazione Nera (lo so, lo so, state tutti pensando a qualche gruppo paramilitare degli anni ’70), permise di colorare alcune cellule neurali grazie alla reazione tra bicromato di potassio (in cui il pezzo di tessuto è stato immerso per due giorni) e sale di argento dell’acido nitrico (altri due giorni anche qua).

Reazione Nera

Reazione Nera

La cosa curiosa di questo Metodo di Golgi è che colora delle cellule a caso. Un’altra cosa curiosa di questo metodo è che non si è ancora capito perché funzioni. La cosa buffa di questo metodo è che è stato messo a punto ad Abbiategrasso, il che mi rende molto orgoglioso, essendo la mia famiglia originaria di quelle parti.

Golgi è stato anche l’esempio dello scienziato che fornisce agli altri scienziati le condizioni di possibilità per il superamento della propria teoria.

Golgi era, infatti, un grande sostenitore della teoria reticolare, o teoria della rete diffusa. I neuroni, secondo questa teoria, non lavorano individualmente, nel senso che le loro funzioni non possono essere localizzate a livello della singola cellula. Golgi immagina un’azione unitaria dell’intero sistema nervoso. Cajal, medico spagnolo che con Golgi condivise ex aequo il Nobel per la medicina del 1906, utilizzò proprio il metodo del medico camuno per sostenere la teoria opposta, la Dottrina del Neurone, che sostiene invece l’individualità dei neuroni, la loro specializzazione, e la loro separazione da ogni altro neurone.

La maggior parte dei neuroni funziona nel modo immaginato dallo spagnolo: i dendriti ricevono i segnali e li trasportano alla soma (la parte centrale del neurone). Gli assoni (in realtà ogni neurone tende ad averne solo uno) prendono questi segnali dalla soma e li portano verso la sinapsi: un ponte tra l’assone della cellula presinaptica e i dendriti della cellula postsinaptica. Ciò che, in teoria, dà ragione a Cajal, è il fatto che la maggior parte delle sinapsi funziona in questo modo, chimicamente, il che significa che non c’è un contatto diretto tra i processi (assone, dendriti) delle due cellule, poiché la trasmissione del segnale tra loro è mediata da sostanze chimiche chiamate neurotrasmettitori.

Una piccola vittoria postuma Golgi (che, rileggendo, continuo a leggere come “Gogol”) la ottenne quando si scoprì che alcune sinapsi avvengono attraverso lo scorrere di energia elettrica da una soma all’altra, e che le cellule presinaptiche e le cellule postsinaptiche sono collegate dalla Gap Junction (che ha qualcosa a che fare con la continuità del citoplasma delle due cellule, a quanto ho capito).

Posto che ho fatto una fatica bestiale a scrivere questa roba scientifica, e posto che penso di aver detto, per un buon 80%, delle enormi vaccate (forse ho azzeccato Abbiategrasso), va detto che qualunque sia stata la natura della scoperta del Golgi, un punto resta: lo studio del cervello, la mappatura del cervello come sfida scientifica. Se oggi abbiamo strumenti come la PET o la fMRI lo dobbiamo anche al buon Camillo. La PET e la fMRI possono dirci molto sul funzionamento del nostro capoccione, ma dobbiamo sempre tener presente che se possono spiegare in che modo funzioni il linguaggio, non possono, attualmente, spiegare l’enorme divario che c’è tra diversi fruitori del linguaggio come possono essere, che so, Walt Whitman e Domenico Scilipoti. Probabilmente i cervelli dei due funzionano alla stessa maniera.

Caves Of Steel

Io sono convinto, e qua arrivo al motivo per il quale, secondo me, hanno dato il cratere a Golgi, che tutti questi studi porteranno allo sviluppo di esseri senzienti meccanici che ci aiuteranno nella conquista di nuovi mondi. Spero che nello sviluppo di questi robot, che si occuperanno della frittura delle uova dei miei pronipoti su Alpha Centauri, si tenga conto dell’Incognita Scilipoti.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...