La Musica Così Come La Trovai – Il Nuovo Singolo di Bowie

Più che David Bowie sembra Darth Vader senza maschera. Che amarezza di video.

Più che David Bowie sembra Darth Vader senza maschera. Che amarezza di video.

Il motivo per il quale, generalmente, non parlo di musica o di autori che mi fanno cagare è questo: considero come migliore indicatore dell’intelligenza di una data persona, l’intensità e l’efficacia con le quali questa persona riesce a mettersi nei panni di un’altra persona (la chiamerei Scala Indicativa della Coda al Supermarket: meglio tratti la cassiera, più in alto stai, in poche parole. Meglio conosciuta, questa scala, come coefficiente di Salvor Hardin. Più ti allontani da un comportamento violento, più acquisti ragionevolezza: proprio come i punti esselunga), o gruppo di persone. I critici cui siamo abituati tendono ad abitare gli scalini più infimi di questa scala empatica, perché il loro cervello, credo io (ma non solo io), non è abbastanza sviluppato da potersi immedesimare nel lavoro di un’altra persona, o nei gusti di un gruppo di persone. Queste persone sono scientificamente catalogate come deficienti.

Per quanto mi riguarda, o ho qualcosa di davvero sentito da dire, un qualcosa che viene per forza di cose da una mia qualche immedesimazione, oppure me ne sto zitto, perché posso immaginarmi benissimo il tipo di reazione che avrei nel sentir qualcuno dar aria ai denti (o nel leggere qualche carta imbrattata) a proposito di un qualche mio lavoro o di un qualche autore che apprezzo. Se volete un esempio abbastanza rapido di come funzioni splendidamente questa SIdCaS, fatevi un rapido giro tra le critiche che certi scribacchini della sinistra radicale di fine anni sessanta e inizio anni settanta dedicavano al buon Fabrizio de André. C’è più motivo per dubitare dell’intelligenza umana in tre minuti di lettura di questa robaccia, che in una vita di studi ratzingeriani.

Questo preambolo mi serve per dire due cose. Primo: non intendo mettere in dubbio il valore artistico assoluto di David Bowie. Secondo: non intendo assolutamente convincere chi la pensa diversamente, o mettere in dubbio la sua razionalità, o prendermi gioco dei suoi gusti.

Sarò molto breve: il nuovo singolo di Bowie mi fa sboccare. Mi fa sboccare più o meno come mi farebbe sboccare il nuovo singolo di Patty Pravo (e sono convinto che se quel pezzo fosse di Patty Pravo, avrebbe un numero assai più esiguo di estimatori). Ho cercato di obbligarmi ad ascoltarlo fino in fondo, ma non ci sono riuscito. Lo trovo pessimo in tutto, dal testo(riferimenti berlinesi sparati a casaccio e poco altro) ai suoni (tipo tastiera midi anni ’80). E penso che il video riesca a essere anche peggiore.  Lo classificherei tra l’inguardabile e il cancerogeno.

Poi magari si tratta di una di quelle mosse sbagliate di un avversario a tennis. Una di quelle palle impreviste/flosce né lunghe né corte che ti aprono il campo e ti portano a giocare quel colpo che i telecronisti chiamano “rigore a porta vuota”. Un colpo che tendono, inspiegabilmente, a sbagliare tutti. Questo mio breve pezzo potrebbe essere il classico “rigore a porta vuota sbagliato”, ma non credo. Non credo che l’album potrà essere molto migliore.

Vi autorizzo a chiamarmi stronzo, ma questa canzone non è dello stesso autore di “Low”, “Heroes”, o “Hunky Dory”. Quindi propongo a tutti la seguente soluzione: invece di continuare a chiamarlo “il nuovo singolo di David Bowie”, proverei a chiamarlo “il nuovo singolo, di cui non si sentiva il bisogno, di un tizio il cui nome d’arte è David Bowie”.

“Ma perché dici che non se ne sentiva il bisogno?”. Perché credo molto in quel detto giapponese che dice che l’ultimo bicchierino di sakè, il bicchiere della staffa, è il più importante dei bicchieri. Non importa cosa ti puoi essere detto con una persona mentre bevevate tutti gli altri bicchieri. A contare davvero sarà quell’ultimo bicchiere. Ecco, io preferisco che il mio ultimo bicchiere sia “Heroes”, o tutt’al più “Scary Monsters”. Atteggiamento pavido, direte voi, così rischi di perderti un buon bicchiere. Sei un conservatore!

Può essere. Ma almeno avrò la certezza di conservare un buon ricordo, che non è poca roba, se ci pensate bene. E poi, non scherziamo, fatemi il nome di un solo organismo, in natura, che non tenda a conservarsi, e riceverete un lauto premio in denaro.  Il vostro raffreddore sa quello che voglio dire, e il vostro raffreddore sa molto bene che non riceverete alcun premio in denaro. Quindi non fate gli stronzi.

Certo che sono un conservatore. Siamo tutti conservatori.

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