Weekend con il morto – Franco Franchi

Ciccio Ingrassia e Franco Franchi ne “I due mafiosi”

Franco Benenato, forse quarto di 8 o quattordici o diciotto fratelli (in diverse interviste e testimonianze questo numero non trova conferma) nasce sicuramente a Palermo nel 1928 in Vicolo delle Api oppure no (due sue sorelle affermano che sia nato “lì vicino”) ma la cosa gli torna utile perchè poi la sua famiglia si trasferisce in Via Terra delle Mosche e “mancava solo largo zanzara” avrà facile gioco di scherzare il suo eterno sodale Francesco “Ciccio” Ingrassìa.

Franco Benenato, un talento naturale, fin da ragazzo fa lo scemo per la vuccirìa: strade, piazze, ristoranti, matrimoni: fa la posteggia ovverosia si esibisce in giro con numeri vari, clownerie, imitazioni e irresistibili smorfie col nome di Ciccio Ferraù.
Di questa gavetta asperrima Franco Franchi si farà vanto quando con il già citato Ciccio Ingrassia, vent’anni dopo arriverà a girare un centinaio di film in poco più di dieci anni.

Franco Franchi

Franco Franchi (con l’indissolubile Ciccio Ingrassia) ha rappresentato una macchina da guerra nello spettacolo comico e leggero italiano negli anni sessanta e settanta del novecento.

Per una fortunata coincidenza, nel 1960 Franco e Ciccio incontrano e affascinano Domenico Modugno che li vuole con sè in Rinaldo in Campo (commedia musicale di Garinei&Giovannini che non ne hanno sbagliata una in tutta la carriera). Da lì la notorietà esce da Palermo e dalla Sicilia e diventa nazionale: il cinema, la televisione (era questo l’ordine giusto: prima il cinema, che pagava molto di più)
Inizia una sfilza di film difficile da ricordare: essenzialmente musicarelli, commediole, parodie di pellicole famose.

002 agenti segretissimi

Nello scenario (allora malconsiderato) della commedia italiana dei Monicelli, Mastrocinque Mattoli, De Sica, Steno, dei Gassman, Tognazzi, Fabrizi, Totò, Franco e Ciccio che fanno i film con Lucio Fulci in quattro settimane sono considerati roba meno che dozzinale.
Le recensioni critiche sono un tiro al piccione: di “002 Agenti Segretissimi” di Lucio Fulci (1964) la critica dirà che zero zero due è il quoziente intellettivo di Ciccio Ingrassia perché quello di Franchi non è nemmeno misurabile
(però nel 1964 Franco Franchi gira nientedimeno che venti (20) film; lui ne rammenterà solo diciassette “…e le Tasse lo sanno” dirà nel 1976 a Mike Bongiorno in una puntata di “Ieri e oggi“)

La rivincita del picciotto della Vuccirìa che ha fatto la fame vera si concretizza una sera a Via Veneto ed è riportata da Pippo Baudo, all’epoca giovanottino alla corte dei grandi del teatro italiano.
Siamo in Via Veneto negli anni in cui quello era il centro del mondo: al Grottino, ristorante in voga, l’empireo del teatro italiano cena dopo uno spettacolo. C’è De Lullo, Romolo Valli, c’è Rossella Falk: la créme de la créme al doppio burro per la quale le assi del palcoscenico trasudano cipria, mai polvere.
In quella irrompono nel medesimo locale, reduci da una qualche replica fescennina che dovevano inframezzare a giornate di girato approssimativo e frenetico, Franco e Ciccio.
Franco Franchi riconosce il giovane Baudo e ne richiama l’attenzione in modo spiccio:

pèppobbàudu! che ci stai a fare lì fra i ggràndi artisti?! vieni da nòi!

L’imbarazzo di cotanti attori si riversa sul povero Baudo, incapace di reagire; Franchi insiste: “Quanto fànno a staggiòne questi artìsti? quanto noi in un giorno! vogliamo offrire!”
e secondo la leggenda compare a quel tavolo la più grande bottiglia di champagne di tutta Via Veneto.

Franco Franchi con Ciccio e i Fratelli Taviani durante le riprese di Kaos

Fra gli anni 70 e 80 ci saranno litigate furiose con Ingrassia e incontri leggendari, sempre però viziati dall’essere considerati (con ragione) dei saltimbanchi grossier: Buster Keaton, Comencini, i fratelli Taviani, Pasolini e Totò.

il Gatto e la Volpe nel Pinocchio di Comencini

Ma quello che lascerà un segno doloroso nella vita di Franco Franchi è un film del 1981: “Crema, cioccolata e pa…prika“, del quale l’una cosa da ricordare è la presenza di un personaggio notevole essenzialmente per il cognome: Giuseppe Greco, Greco come Michele Greco detto “il papa”, boss mafioso di prima forza condannato all’ergastolo nel maxiprocesso del 1987.
Quel film, considerato una concessione del boss alle velleità artistiche del figlio, comporta una verifica degli inquirenti (nella persona di Giovanni Falcone) su Franco Benenato in arte Franchi, cosa che lo prostrò profondamente.

Dalle indagini, Franco Franchi risultò del tutto estraneo all’accusa di associazione mafiosa ma nonostante fosse stato rassicurato di persona da Falcone, non si riebbe mai dal sospetto di quell’onta.
Franco Franchi muore il 9 dicembre del 1992, il suo eterno compagno Ciccio Ingrassia intervistato durante le esequie dirà che non c’è una sola cosa da ricordare di Franchi -come lo chiamava – (“tutto” dirà, commosso) e che non erano mai stati divisi.

con buster keaton

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