Primarie PD: sarà ballottaggio.

Nonostante io non sia andato a votare (per motivi teorici complessi, che non vi spiego), il primo turno delle Primarie del Partito Democratico ha comunque avuto luogo e, mentre scrivo, è terminato. I risultati non sono sconvolgenti, ma piuttosto simili a quelli delle previsioni: sarà ballottaggio (il 2 dicembre) tra Bersani e Renzi; il primo si è attestato al 44,4%, mentre il “giovane” rottamatore ha totalizzato il 36,4% dei circa 4 milioni di voti. Tra gli esclusi dal  ballottaggio si distingue Vendola -che tiene intorno al 15%-, mentre restano in coda Puppato (2,9%) e Tabacci (1,2).

Notevole l’affluenza (circa 4milioni di partecipanti): solo alle prime Primarie Nazionali dell’Unione il 16 ottobre 2005 -quelle che consegnarono la vittoria a Prodi- si registrò un numero superiori di votanti (furono 4milioni, 300mila e rotti), il che mostra la tenuta sostanziale del Partito di fronte al generale clima di declino incontrollato della fiducia nel sistema politico. Nonostante quello che si diceva ieri sul blog dell’ex-simpatico Grillo, spero che quattro milioni di persone bastino al popolo a cinque stelle per dichiarare  per lo meno legittima l’esistenza del PD (visto che ogni volta che raccolgono 100mila firme loro, pretendono che le loro proposte vengano automaticamente realizzate senza discutere, come se fossero state sottoscritte da tutti gli italiani con carta intestata).

Che succederà al ballottaggio? Come ha sottolineato lo stesso Bersani (ma anche Renzi), oggi si apre una settimana di confronto, in cui i due candidati si metteranno di nuovo in discussione e proporranno le loro carte migliori. Il più in difficoltà, non solo per i numeri, ma per il tipo di gioco che dovrà condurre, è indubbiamente Matteo Renzi: da un lato (come ha già iniziato a fare ieri sera durante il discorso di chiusura), egli dovrà necessariamente mostrare vicinanza a Bersani e ai valori chiave portanti del Partito per recuperare i voti interni all’elettorato PD che a questo turno è rimasto a casa (oltre a prendersi l’1,2% di Tabacci); dall’altro, e il fatto che le due cose debbano avvenire in contemporanea rappresenta l’arduità del lavoro, dovrà tirare a sé qualche esterno recuperandolo necessariamente da Destra. Non potendo, inoltre, utilizzare troppo la tattica della demonizzazione dell’avversario (sono Primarie di coalizione, non elezioni politiche), credo che per Renzi sia davvero dura farcela (a meno che non ci sia un vero esodo dal Centrodestra).

Più facile, invece, dovrebbe essere la via dell’attuale Segretario Bersani, che con il suo 44,4%, non deve far altro che rivolgersi a chi ha votato Vendola (15%) e Puppato (2,99), basterebbe che meno di un elettore su tre -fra i vendoliani e i puppatoriani- si rechi di nuovo a votare e non voti Renzi.

La questione, comunque, non è così semplice, perché oltre alla differenza tra “più a destra” e “più a sinistra”, fra Bersani e Renzi c’è (o dovrebbe esserci) anche uno scarto generazionale da sottolineare, per cui bisognerebbe capire se chi ha votato Vendola o Puppato l’ha fatto perché stanno “più a sinistra” o, al contrario, perché li considera candidati-novità; nel secondo caso è probabile che questi preferiscano Renzi a Bersani (nel primo, come abbiamo già ipotizzato, il contrario).

L’idea generale è comunque che queste Primarie stiano facendo bene al Partito Democratico e alla politica in generale. Oltre alla dimensione della partecipazione diretta dei cittadini, è ancor più importante (a mio avviso) che la dimensione di conflittualità e divisione interna ad un partito sia concepita sempre più come elemento di opposizione costruttiva e democraticizzante, piuttosto che come mancanza di leadership o di chiare prese di posizione unanimi. Se ne sono accorti anche dalle parti del Pdl -che tra poco dovrà affrontare le sue Primarie- con gli interventi di Meloni (futura candidata) e Alemanno, i quali hanno espresso apprezzamento per i metodi democratici e studiano i processi per applicarli al loro partito (come facevano i giapponesi negli anni Ottanta con le automobili e le macchine fotografiche).

Poco altro da aggiungere, godiamoci questa settimana di lotta. Che vinca il migliore. Noi ci rivediamo lunedì prossimo per vedere come è andata e tirare alcune somme.

Giancarlo Mazzetti

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9 thoughts on “Primarie PD: sarà ballottaggio.

  1. A riguardo di quello che dici quiç: cit. [Matteo Renzi: da un lato (come ha già iniziato a fare ieri sera durante il discorso di chiusura), egli dovrà necessariamente mostrare vicinanza a Bersani e ai valori chiave portanti del Partito per recuperare i voti interni all’elettorato PD che a questo turno è rimasto a casa]

    Ti ricordo che le regole delle primarie decise in congresso PD dicono altro.
    Ossia, il comma 3 e 4 punto 14 del regolamento dicono:

    3. Sono ammessi al voto gli elettori in possesso del Certificato di voto rilasciato per il primo turno completo del cedolino relativo alla giornata del 2 dicembre 2012.
    4. Possono altresì partecipare al voto coloro che dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell’impossibilità di registrarsi all’Albo degli elettori entro la data del 25 novembre, e che, in due giorni compresi tra il 27/11 e il 01/12, stabiliti con delibera dal Coordinamento nazionale, sottoscrivano l’Appello pubblico in sostegno della Coalizione di centro sinistra “Italia Bene Comune” e quindi si iscrivano all’Albo degli elettori .

    Questo significa che voteranno al 90% solo quelli del primo turno.

    • Per votare, ad oggi, è sufficiente andare a registrarsi entro giovedì dicendo “settimana scorsa ero malato e non i funzionava internet”…e ho comunque l’impressione che potrebbe diventare ancora più semplice…

      • Quante persone al mondo esistono, come te, che farebbero una cosa del genere?

      • Ah non lo so (e non mi riguarda). Dico solo che la via dei nuovi elettori non è impedita in toto dalle norme, quindi resta vero che Renzi dovrà guardare contemporaneamente a “destra” e a “sinistra”…

      • Sono curioso delle cifre della cosiddetta after-day-fork, la forchetta tra chi ha votato al primo turno e i “nuovi” votanti. Io non penso che saranno così tanti come pensa Renzi. E questo mi sembra un problema per lui.

  2. Inoltre. Cit. [Notevole l’affluenza (circa 4milioni di partecipanti)].

    Dove hai preso questo dato? Alle 11.47 di Lunedì 26 Novembre i dati ufficiali sono fermi a 1.2mln in attesa del resto dei conteggi. Renzi ha appena annunciato che «Dai nostri rappresentanti di lista un dato diverso: 43,4% Bersani contro 38,8% Renzi». E tutto il mondo sta infuriando contro il PD per scarsa velocità e inefficienza.

    • Il dato sull’affluenza risale alle informazioni di ieri sera, le stesse che riportano tutti i giornali di oggi; per i dati ufficiali è normale dover aspettare un po’ (prima di 12 ore è fisicamente impossibile conoscerli), ma è altrettanto normale iniziare a ragionare sui dati disponibili (magari non unicamente a partire da queli dello Staff di Renzi).

      Per quanto riguarda la scarsa velocità ed efficienza, sfido qualsiasi partito AL MONDO a organizzarsi meglio con i solo personale volontario (ricordo che negli Stati Uniti le primarie sono organizzate dai singoli Stati, non dal partito).

      Ad ogni modo l’obiettivo dell’articolo non era dare la notizia sui dati o polemizzare sull’organizzazione, ma semplicemente dare un breve punto di vista sulla faccenda da un punto di vista unicamente POLITICO, rimandando le successive argomentazioni a settimana prossima, quando la competizione sarà terminata.

      Grazie.

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