Weekend con il Morto – Freddy Mercury

In prima elementare, nel 1990, era ancora costume per i miei genitori portarmi in montagna a Champoluc per la settimana bianca. Un anno dopo e spiccioli si separarono ufficialmente, con le idee più chiare sul futuro, mentre io avevo ben chiaro in mente che la montagna e lo sci mi facevano proprio cagare. Ma fino all’anno prima insomma, andare a Champoluc era un rito. Bagagli in macchina insieme ai piumini, Piazza Kennedy, Milano-Torino, sosta per Rustichella, Alpi in vista sullo sfondo prima di affrontare i tornanti per Gressoney. Mio padre nel mangianastri ascoltava soltanto due cose: Rispetto di Zucchero Sugar Fornaciari e soprattutto il Greatest Hits Vol.2 dei Queen, quello con la copertina blu, dei quali riuscivo a cantare maccheronicamente ogni canzone, tanto sul lato A che sul B.

E il morto della settimana è proprio lui, Farroch Bulsara, che già passato ai posteri come Freddy Mercury ci lasciò il 24 novembre del 1991 in seguito ad una broncopolmonite causata dall’Aids. Non sono Nicola Quaggia e non possiedo chiaramente competenze sufficienti per parlare di musica, ma tengo molto a questo cantante indiano-britannico che ha ispirato e cullato più di una generazione di persone con la sua voce inimitabile e i suoi  baffi. La sua morte, nel periodo delle elementari in pieno effetto Beverly Hills 90210, ha costretto milioni di genitori a spiegare impacciati ai propri pargoli cosa significassero per davvero quelle tre letterine insieme, la H, la I e la V, facendo leva su una delle più terrificanti pubblicità progresso della storia del governo italiano.

http://www.youtube.com/watch?v=MRtWtX-njwc

Per evidenti ragioni anagrafiche mi persi quasi del tutto la sua vita anche se la sua musica e la sua voce accompagnarono diversi momenti chiave della mia, dal matrimonio dei miei genitori alla Champion’s dell’Inter conquistata a Madrid. Si conosce ogni aneddoto su Freddy Mercury, sui suoi eccessi e sulla sua genialità. Oggi, nel 2012, mi piace ricordare Freddy della Regina perché fu un uomo onesto, con se stesso e con il mondo, e sul piatto mise subito tutto il suo talento e la sua omosessualità, senza mai adagiarsi sull’enormità del primo o vergognarsi della seconda. Di recente ho avuto un’accesa discussione con un esponente anziano della mia famiglia, che esprimeva tutta la sua “preoccupazione” perché i nipotini passassero del tempo con un ragazzo dalle “movenze” omosessuali.

“Chissà cosa fa la sera quando esce con gli amici”

“Chissà chi sono questi amici”

“E se poi porta a casa qualcosa?”

Le risposi candidamente che avrebbe fatto proprio quello che avrei fatto io. Che uscire la sera non avrebbe reso me più degno o qualificato per badare a due ragazzine di 12 anni. Che la provenienza dei miei amici non è mai importata a nessuno e perché dovrebbe essere diverso nel caso di un omosessuale. E soprattutto perché la mia eterosessualità dovrebbe essere più sicura.

Osservando l’occhio sbarrato nella reazione di questa persona adulta, ho pensato a Freddy, che gridava al mondo di “essere gay come una giunchiglia”. E che cantava cosi.

http://www.youtube.com/watch?v=IVGkGxp1gvU

http://www.youtube.com/watch?v=VMnjF1O4eH0

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3 thoughts on “Weekend con il Morto – Freddy Mercury

  1. Pensa che pur con il massimo rispetto per la loro carriera io proprio i Queen non li ho mai retti, l’unico pezzo che salvo è Under Pressure, ed è facile immaginare il perché. Nel 92 ero quasi alla fine dell’università e ricordo che organizzarono un concerto-tributo a un anno dalla morte. Ovviamente nessuno, nemmeno il gruppo in cui suonavo io, eseguì una loro canzone, se non altro per motivi tecnici. Ma mi colpì una band piuttosto nota che in segno di massimo disprezzo per l’iniziativa anziché fare i pezzi propri (che tutti noi aspettavamo) suonò una scaletta solo di canzoni dei Ramones, le più scazzate del loro repertorio.

  2. Che senso ha il commento precedente? A me dispiace, se non ti piacciono i Queen.

    Invece l’articolo mi è piaciuto molto, forse perché a Freddie Mercury io proprio gli voglio bene 🙂

  3. Io provo del dispiacere per chi non riesce ad apprezzare i Queen.
    Invece l’articolo mi è piaciuto assai, forse perché a Freddie Mercury io proprio gli voglio bene 😀

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