Zlatan Ibrahimovic e Stephan El Shaarawi: la semplicità del gioco di piede

C’è da ammeterlo, la partita di Ibrahimovic contro l’Inghilterra a Stoccolma, alla Friends Arena (il più brutto nome che uno stadio abbia mai avuto, come se un ring per la boxe si chiamasse Candy Shop), è stata fenomenale. I quattro gol che il fuoriclasse svedese ha rifilato alla scalcinata formazione britannica si portano dietro il retaggio della sua esperienza calcistica che è cresciuta varcando i confini di molte nazioni europee aggiungendo frecce alla faretra. Zlatan Ibrahimovic è un fuoriclasse genuino, che abbia vinto o meno quello per cui ha partecipato in Europa non conta – solo nel suo caso, per altri giocatori conta eccome. La scorsa estate, quando venne ceduto dal Milan al Paris Saint Germain, designò come suo erede in maglia rossonera Stephan El Shaarawy, e il Faraone ha iniziato la stagione da capicannoniere.

Ci sono due tipi di gicatori: i calciatori Edonisti doppi-passi e veroniche come Ronaldo, Christiano Ronaldo, Ronaldinho ecc.. e poi ci sono i giocatori Cortesi, molto più rari, come Shevchenko, Ibrahimovic e Stephan El Shaarawy. Stephan ha insaccato la palla in rete 10 volte dall’inizio della stagione, ma non una di queste è stata accompagnata da un leziosismo inutile. Per giunta, l’ultimo gol, quello messo a segno nell’amichevole tra Italia e Francia, è stato realizzato di prima. Il primo gol che Ibrahimovich ha segnato all’Inghilterra è stato messo a segno di prima, così come il magico-malvagio quarto gol di rovesciata. Di prima.

Nel calcio, spesso, basta la semplicità a rendere stupenda una giocata. Così El Sharaawy che esce dagli spogliatoi dopo una partita e si presenta ai microfoni delle televisioni con le cuffie al collo e la tuta slacciata che lascia intravedere un catenaccio dorato al collo, è lo stesso che qualche minuto prima aveva segnato al Genoa, alla Lazio, al Palermo e allo Zenit Sanpietroburgo. Ma Stephan El Sharaawy lo puoi vedere che rincorre l’avversario fino al limite della sua area di rigore, lo puoi vedere che passa la palla ad un compagno quando è meglio posizionato di lui al limite per liberare il tiro, lo puoi vedere mentre recupera con ardore un pallone che tutti gli altri davano oramai per perduto. Lo puoi veder mentre ascolta i consigli dei suoi compagni, mentre segna i gol che alimentano le speranze di salvezza della sua squadra. Il giovane italo-egiziano gioca a pallone con passione e per lui andare a recuperare un pallone dall’altra parte del campo non è un motivo di vanto, è l’unico modo che conosce per fare al meglio quello che gli piace e quello che è il suo lavoro.

Ibrahimovic ha segnato in rovesciata da centrocampo, detto così sembrerebbe un gesto tecnico di eccezionale difficoltà e bellezza: e invece è tanto semplice da avere uno stile unico. L’attaccante svedese si avvicina al portiere e quando capisce che Hart rinvierà di testa perché è fuori area, calcola il punto in cui finirà il pallone e ci si dirige. Rincorrendolo però dà le spalle alla porta e non ha tempo di girarsi, mettere giù il pallone, alzare la testa e coplire a rete. Deve fare tutto questo nel minor tempo possibile per evitare di essere contrastato dai difensori e che il portiere torni in posizione o che un difensore si metta in presidio della porta: dunque la soluzione più veloce ed efficace, in quel momento, è la rovesciata. Il fatto di aver effettivamente segnato, di aver centrato il bersaglio è sicuramente merito della tecnica sopraffina di Zlatan, ma l’elemento ‘buona sorte‘ questa volta occupa un 75% del risultato finale.

Così Stephan El Shaarawy cresce senza mettersi nei guai, senza destare scalpore perché se la fa con le veline, perché spara con la pistola ad aria compressa in Piazza della Repubblica. Cresce perché fa quello che gli piace al meglio. Segna il 2 a 2 a palermo calciando in posta di prima su rinvio del portiere per prenderlo in controtempo, segna di prima con l’Udinese da fuori area e con l’Italia contro la Francia, di prima in tunnel lul portiere e poi esulta sobriamente, con sincerità e con semplicità.

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