Top 5 – Le canzoni sotto la doccia

Cantare sotto la doccia è come bere un caffè, una pratica comune a tutti noi. E ognuno di noi ha la propria playlist di canzoni che canta a squarciagola mentre si insapona i capelli, si passa la spugna sotto le ascelle e fa tante altre cose che non si possono scrivere. Così come voi, io ho la mia personale playlis di 5 canzoni che dura il tempo di una doccia. Dalla prima, quella che canto mentre faccio riscaldare l’acqua, all’ultima, mentre m’infilo l’accappatoio e mi asciugo i capelli.

5° Posto – I Will Survive, Gloria Gaynor

Non conosco nemmeno un terzo del testo del pezzo, recito a memoria le prime 24 parole poi inizio ad imitare la parlantina e l’incedere funky della canzone proprio come faceva Celentano in Prisencolinensinainciusol. Potrei continuare all’infinito alzando ogni strofa di una tonalità fino a quando le corde vocali non sono tanto tese da suonare da sole, senza l’ausilio del fiato, ma smetto prima, circa alla seconda strofa.

4° Posto – The Rocky Road To Dublin, The Dubliners

Quando mi insapono i capelli mi trasferisco a Temple, Dublino, e canto a squarcia gola la storia di quattro irlandesi che vanno in cerca di donne e avventura nella capitale della loro nazione. Conosco ogni singola parola e provo a riprodurre il roccioso accento irlandese. Durante gli scorsi campionati europei di calcio mi ero imparato la nuova versione, Rocky Road To Poland. E così giungo alla terza tappa.

3° Posto – Truly, Madly, Deeply, Savage Garden

Qui in una versione molto più simile a quella che mi vede interprete sotto l’intimo getto della doccia, il pezzo mi porta in un più romantico insaponamento del corpo in ogni suo recondito angolo, battuto dal sole o meno. Non arrivo mai alla fine del pezzo perché mi vergogno di me stesso e tronco a metà la canzone per lasciare spazio ad un pezzo molto più virile e valido dal punto di vista musicale.

2° Posto – I’ve Been Everywhere, Johnny Cash

Recupero la mia naturale tonalità bassa, pescata direttamente dal fondo del barile – per questo mi chiamano anche il Barilono – e inizio a recitare la parte parlata che introduce il pezzo. Le strofe del brano sono poi costellate dai nomi impronuciabili di una quantità imprecisata di luoghi in cui si suppone che lo sconosciuto autore del canto popolare sia stato almeno una volta nella vita. Mentre mi risciacquo del sapone, dunque, viaggio in backpacking per diverse zone del nord America.

1° Posto – Fly Me To The Moon, Frank Sinatra

Scosto leggermente la tenda della doccia e con un movimento soave esco dalla vasca, mi avvolgo nell’accappatoio e inizio a cantare. Forse inconsciamente imito Mel Gibson in What Women Want. Mi cospargo di dopobarba, sistemo il capello ribelle, mi infilo la camicia e concludo il brano. Ora, pronto e sgargiante, me ne vado al lavoro.

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