Wikipedia vs Google Cultural Institute

Come molti di voi si saranno accorti, nei giorni scorsi è ricomparso quel tedioso banner giallo che campeggia in testata ad una pagina di consultazione di Wikipedia. Ad oggi – proposta di qualche ‘editor volontario‘ del sito – il banner è stato ridotto a strisciolina petulante perché il progetto di legge attende di essere discusso in Senato. Il tema sul quale si discute riguarda un decreto legge che obbiga il direttore di un prodotto editoriale telematico a rettificare un’informazione pubblicata su richiesta dell’interessato che a proprio giudizo ritenga lesiva o diffamatoria tale informazione o pubblicazione. Come gesto di protesta  telematica quelli di Wikipedia hanno proposto – come effettivamente fecero qualche anno fa –  di oscurare tutte le pagine italiane legate alla biografia di un vivente. La prospettiva di tale censura è reale – sarebbe un danno per tutti il fatto di non poter consultare l’enciclopedia unversale che ha cambiato la ‘storia‘, ma gli effetti potrebbero essere altrettanto esilaranti se immaginiamo la faccia che faranno quei ‘giornalisti’ e ‘opinionisti’ (che con Wikipedia si guadagnano da vivere) guando dovranno scrivere un pezzo per la loro sciccosa rivista di Attualità Culturale che verte sulla figura di Amanda Palmer artista-musicista-pensatrice-scultrice-cuoca-soubrette-moglie di uno famoso-scrittrice-giornalista che nessuno conosce. Google, nel frattempo, sta ampilando in piena libertà il proprio archivio di mostre online, quel progetto chiamato Google Cultural Institute che è tanto bello da consultare – ma un poco noioso, forse.

Ma qual è la differenza tra i due progetti culturali, uno oramai longevo e storico, l’altro sicuramente pretenzioso e meno democratico? Wikipedia si regge sul gratuito contributo di centinaia di migliaia di volontari che si sono autoeletti biografi, esperti di scienza, storici, geografi, etnologi, antropologi, filosofi e via dicendo. Google Cultural Institute, lo dice la parola stessa, è Google. Niente volontari, nessun progetto filantropo, nessuna connotazione politica. Un vero e proprio Governo in Etere che vede l’utilità commerciale, calcola un tornaconto ed agisce; pubblica dunque un archivio fotografico (con didascalie) che racconta la storia dell’uomo. Ma Google Cultural Institute – che d’ora in poi abbrevierò in GCI perché mi sono stancato di scriverlo – non ci spiega la situazione dei minatori di carbone nel Sulcis, tantomeno ci illustra la caccia alle balene in Giappone. Ci parla di Auschwitz – che poi si chiama Oświęcim – di Nelson Mandela e quindi di Apartheid – e di uno sconosciuto che si chiama Stephen Biko. Argomenti caldi. Cercate ‘Stephen Biko’ e ‘Auschwitz’ su wikipedia: vi comparirà il tedioso banner giallo. Cercate sullo stesso sito, quello dell’enciclopedia universale, ‘Black Consciousness Movement’ o ‘ Christian De Sica’ e la vostra vita sarà libera dal tedioso banner giallo.

Google non chiede a nessuno l’autorizzazione per pubblicare qualcosa. Che io sappia non è minacciato, tantomeno oscurato, in nessuna parte del mondo – escludo la Cina che non fa testo.

Perché il più grande e libero sistema di ricerca informazioni, pubblicazione annunci e quant’altro non viene mai limitato mentre la prima enciclopedia libera, gratuita e spontanea della storia dell’uomo è minacciata da restrizioni che ne minano l’indipendenza?
Perché Google può liberamente pubblicare fotografie e pannelli illustrativi, informazioni e giudizi etici riguardanti alcuni dei nodi centrali della storia dell’umanità mentre Wikipedia è minacciata – o si sente minacciata – da un ridicolo decreto legge che ne mina l’esistenza? Perché?

Perché non fa soldi. Non fattura. È anonima. È graficamente brutta. È utile, ma sostituibile. Oramai è vecchia perché non ha saputo rendersi indispensabile. Sarà pure una affermazione pretenziosa ma è la verità.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...