Fukushima Oggi

Ci sono culture, per quanto simili alla nostra – quella occidentale occidentalizzata – che hanno caratteri e personalità del tutto peculiari rispetto a ciò che siamo abituati a vedere ‘noi’; si manifestano, spesso, in situazioni estreme, che portano la coscienza al limite della ragione. Un caso eclatante, come già notava Terzani in alcuni dei ‘romanzi/resoconti’ sciccosi e banali di metà anni ottanta che scriveva, è quella del giapponese.

Emiko Numauchi, professoressa di letteratura giapponese fino al 12 marzo dello scorso anno vive tuttora, sola, nella città di Minami Soma dove insegnava, a tredici chilometri dalla centrale nucleare di Fukushima. La fotografia della sua pagina Facebook che la ritrae sorridente – per quanto possa essere sorridente una donna di mezz’età giapponese che vive nel luogo più inaccessibile del pianeta – risale al 12 agosto dello scorso anno, quattro mesi dopo il disastro ecologico storicamente più devastante per l’Impero del Sol Levante – mi scuso per la rima irriverente. La donna ha deciso spontaneamente di vivere tra cesio radioattivo e carcasse di animali domestici; morire per contaminazione. Lo fa, a sua detta, per dimostrare ciò che succede ad un essere umano quando viene esposto agli effetti di una contaminazione radioattiva 345 volte superiore a quella sopportabile. Tra il disastro di Fukushima e quello di Hiroshima e Nagasaki sono passati 67 anni. Emiko Numauchi è una donna kamikaze. Come lo erano gli aviatori imperiali che si gettavano con i loro Zero sulle portaerei americane durante la guerra nel Pacifico. Domenica 12 marzo 2012 Emiko scrive sul suo blog.

“Mi sono caduti tutti i denti e le unghie dei piedi, prima quelle dell’alluce, poi le altre; perdo i capelli a ciocche e la pelle del sotto-mento si stacca a foglie. Da quattro mesi non vedo un essere umano. Tutti devono sapere ciò che succede in seguito ad un disastro catastrofico come quello di Fukushima. I membri della Dieta – il ‘Parlamento’ giapponese – devono dimettersi. Le centrali nucleari devono essere abolite e smantellate. Voglio dimostrare con la mia morte, che non si può sopravvivere. (Ma veramente?).”

Nella mia personale interpretazione, questo gesto suicida ha poco a che vedere con il disastro nucleare; ne è soltanto la conseguenza. Ciò che ha spinto questa donna a vivere sicura della morte è un incomprensibile senso di responsabilità sociale. Non per spirito giornalistico, non per autocommiserazione, nemmeno per protagonismo, ovviamente.

Nel novembre del 2011 la Numauchi ha accettato di essere intervistata da Yasumi Iwakami, un giornalista indipendente. Per poter completare la ‘video-comunicazione’ le hanno dovuto paracadutare un ripetitore di rete, perché tutti i dispositivi digitali nel raggio di 35 chilometri erano fuori uso. Il segnale, intercettato dalle autorità governative, è stato bloccato e l’intervista censurata. Tutto quello che rimane della comunicazione è una fotografia della cute semipelata.

Nei prossimi mesi la Numauchi morirà in seguito ad atroci sofferenze. Della sua intervista non sarà rimasta una singola testimonianza. La sua morte vale tanto quanto quella di un annegato. Di un malato terminale in una sperduta corsia di un ospedale qualsiasi in un posto qualsiasi, in Occidente. L’estremo gesto sarà inutile. A Fukushima continueranno ad arrivare giornalisti che, armati di macchina fotografica, realizzeranno reportage ‘Prima/Dopo’, descriveranno la situazione, intervisteranno profughi e mutilati, orfani e vedove, malati e testimoni. Questo vale. Conta rimanere in vita per raccontare, perché da morti, da morti esemplari, non si raggiunge nemmeno la dignità, oggi. Il condottiero dei tempi moderni può sprofondarsi nella grotta più recondita e gestire le operazioni mediatiche e avere successo nella sua missione; essere ricordato. I milite ignoto, per quanto valoroso, per quanto esemplare nelle sue gesta, rimarrà ignoto perché incapace di comunicare.

I Giapponesi mangiano con le bacchette perché il ferro delle posate, per loro, rappresenta quello della spada. I barbari mangiano con la spada. Alla fine vincono i barbari.

Annunci

One thought on “Fukushima Oggi

  1. UNA SITUAZIONE UMANA INCREDIBILMENTE TRAGICA ! MI DISPIACE MOLTO CHE QUESTA TRAGEDIA ABBIA COLPITO IL POPOLO GIAPPONESE ED IN PARTICOLARE EMIKO NUMAUCHI , UNA DONNA CHE VERRA’ RICORDATA PER IL SUO EROICO CORAGGIO ! IN QUESTO MOMENTO ABBIATE FEDE IN DIO !

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...