Top 5 – sigle di Cristina D’Avena

Di cambiamenti estetici ne ha vissuti parecchi, ma la D’Avena me la ricordo così!

Nonostante posa sembrarvi facile stilare una simile Top 5, a dire il vero mentre la scrivevo mi sono accorta che sarebbe stato più difficile del previsto. Nel redigerla infatti, ho dovuto sforzare me stessa per pensare unicamente alla componente musicale e melodica delle sigle, cercando di separare l’affezione per il cartone stesso. Vi propongo quindi di considerare la classifica come ottima declinazione della musica cartoon anni novanta, senza pensare che con questa vi sia associata una preferenza per la qualità del cartone. Non è così, e noterete, degli assenti importanti strada facendo, un po’ dovuti all’attaccamento per il cartone pur privo di intro degna di nota, oppure di cartoni icona, la cui sigla però non è cantata dalla mitica Cristina D’Avena.

QUINTO POSTO: ARRIVA CRISTINAIn fondo alla classifica vi propongo questo pezzo forse sconosciuto a molti di voi in quanto non direttamente collegato a un cartone animato. Cristina D’Avena infatti alla fine degli anni Ottanta era nota sul canale di Italia uno già per la serie storica LiciaSull’onda di questo successo Arriva Cristina nasce nel 1988, sempre interpretato dalla cantante, si tratta di una serie televisiva trasmessa dalle 20 alle 20.30, in contemporanea al TG1 e che registrò quasi 3milioni di ascolto. Proprio perchè come date sarei stata troppo piccola per ricordarmi la serie, ritrovai anni dopo la sigla all’interno di una compilation più che di pregio: Fivelandia 6 – piena zeppa di sigle by D’Avena. Qui ve la ripropongo con anche l’immagine cover della stessa musicassetta appena citata.

QUARTO POSTO: SIAMO QUELLI DI BERVELY HILLS
Questa spero che per voi possa essere una piccola chicca. Immaginatevi gli anni 80 negli USA, cosa poteva passare la televisione nazionale? Beh, sicuramente l’ascesa di Hollywood, la moda della west coast, la California che diventa il luogo “in” in tutta la nazione, le prime teorie sul post-human. Chiaramente il mito arriva anche da noi e questa serie non avrà un successo strepitoso, ma indubbiamente anticipa il meglio noto telefilm di Beverly Hills 90210, che avrebbe al contrario spopolato dal 1990 al 2000.

TERZO POSTO: LADY OSCAR
Oscar, è la protagonista di un manga giapponese di Riyoko Ikeda, trasmessa nel 1982 con  il titolo Lady Oscar e dal 1990 come Una spada per lady Oscar. La serie racconta in circa 40 episodi le vicende e i protagonisti della rivoluzione francese del 1789. La protagonista non è niente meno che la Guardia Reale di Maria Antonietta d’Asburgo Lorena e del Duca di Orleans. In Italia la serie ebbe un successo strepitoso se non fosse che sin dalle prime puntate parti dei dialoghi vennero censurati così come parti dei video stessi. Cristina D’Avena non è tra le prime a cantare la sigla del cartone, la paternità spetta a Riccardo Zara. La versione che vi propongo è quindi dei primi anni novanta.

SECONDO POSTOO: OCCHI DI GATTO
Evviva le donne! Occhi di gatto è conosciuto per essere il cartone meglio riuscito per promuovere l’emancipazione femminile nel nostro paese. Un misto tra azione e comicità, tra il rischio e la giustizia. Purtroppo capitava sempre a degli orari scomodi e non ebbi mai la fortuna di godermelo fino in fondo, affezionandomi anche alle sue tre protagoniste: Helly, Sheila, Tati. Indubbiamente, rispetto alle svariate Pollyanna, Annette, Licia, Emi e via dicendo, le 3 sorelle un po’ icone sexy – occhi di gatto appunto – danno una ventata di freschezza e brio nel mondo dei cartoni. La sigla, rispecchia molto bene l’atmosfera, il carattere e la frizzantezza della storia e dei suoi personaggi.

PRIMO POSTO: MILA E SHIRO(due cuori nella pallavolo)
Che dire! Non penso ci siano parole per descrivere ancora il brivido di emozione quando sento lo stacco iniziale di questa sigla. Confesso che nella scelta di questa numero uno si sono mescolate numerose sensazioni e ovviamente non posso non riconoscere quanto per la sottoscritta Mila e Shiro abbia significato. Giocavo in cortile, appena ci eravamo trasferiti in campagna, a fare la battuta con rincorsa saltata di Mila, gridando a squarci gola “attà” e immaginandomi la palla che si muoveva nell’aria deformandosi leggermente proprio come si vedeva negli attacchi migliori della Azuki. Un grande classico, un must. Bello Bello.

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