Macao all’ex macello di viale Molise – New Museum

La nuova facciata di Macao recita NEW MUSEUM

Vi ricordate di quando abbiamo parlato di MACAO? La Torre Galfa occupata, i Lavoratori dell’arte, la prima vera e propria ribellione al sistema culturale milanese e, in un certo senso italiano, la primavera scorsa? Bene, perchè oggi torniamo a parlare di questo gruppo di giovanissimi e giovani molto testardi che a differenza di migliaia di altri tentativi di cooperazione, associazionismo, collettivismo persi per strada, a nemmeno metà delle loro vite, a Macao si continua. A distanza di un anno le persone si sono ridotte, e oggi c’è un nucleo coeso, impegnato, organizzato. Il dialogo di Macao con il Comune di Milano prosegue, si tratta di discussioni e trattative lunghe non solo perchè sono questioni politiche, con interessi di ogni sorta alle spalle, ma anche perchè si tratta di un dialogo completamente nuovo. Che Macao vi stia simpatico o meno, un’operazione del genere resta una novità assoluta nel panorama artistico e culturale italiano, con una portata – magari minima anche se credo sia discreta – rivoluzionaria. Delle regole, del sistema, delle dinamiche economiche, strutturali, politiche, geo-politiche e potrei continuare.
Per quelli che non hanno seguito le ultime evoluzioni, dovete sapere che oggi Macao ha conquistato la sede dell’ex macello in Viale Molise 68, nei pressi del complesso dei Frigoriferi Milanesi. L’edificio è davvero fascinoso: chiaramente più che delabré, in disuso e amico della polvere, oggi sembra l’hub di un comitato anarchico tedesco o uno dei vecchi luoghi di ritrovo dei punk milanesi degli anni 70. Dopo Palazzo Citterio in Brera, questa è una sede  più appropriata oltre che simbolicamente più potente a livello comunicativo.

Il complesso dei Frigoriferi Milanesi mi ricorda sempre il Kilometro Rosso Brembo. foto architetturadelmondero.it

I locali dell’ex Macello, all’Ortomercato, erano già stati occupati per tre giorni nell’ottobre 2010 dai ragazzi di Zona Autonoma Milano, poi trasferitisi altrove. Macao, nuovo centro per le Arti, la Cultura e la Ricerca intende ri-organizzare nella sua nuova sede le attività e gli eventi che hanno fatto vivere il grattacielo di Ligresti mesi fa: attraverso un’operare partecipato e condiviso, che parta dal basso e si faccia forza delle idee, delle braccia e delle competenze di tutti. Il progetto si propone come un vero e proprio laboratorio aperto a operatori culturali di tutti i tipi: musicisti, artisti, scultori, scrittori, attori, performers, registi, architetti, attivisti, architetti, urbanisti che vogliano costruire una «dimensione sociale comune e cooperante».

L’interno dell’ex-macello, oggi nuova sede Macao. foto omnimilano

Il mondo degli operatori culturali interessa una porzione cospicua della popolazione milanese e non solo, oggi gli operatori culturali o meglio noti come i precari dell’industria creativa sono forse tra le figure professionali più diffuse, più duttili, più interessanti e maggiormente in evoluzione in questo presente. Sono chiamati creativi i pubblicitari, gli esperti di grafica, gli artisti – più tradizionali e non – i curatori, chi si occupa di marketing territoriale e culturale, chi lavora nel modo del design così come i grandi stilisti. Provare ad abbozzare una definizione di creatività oggi è una vera e propria sfida, quasi quanto immaginare la situazione patrimoniale e contrattuale di chi vive questo settore in prima persona.
Anche se Macao ha suscitato molto scalpore, attirando plausi e critiche, è indubbio che costituisca una forma di attivismo collettivo unico per il nostro paese. Nella sede dell’ex-macello oggi brilla anche una scritta luminosa. Un simbolo per molti artisti e abitués del quartiere Isola e della famosa Stecca degli Artigiani. Un neon verde fluorescente con la scritta NEW MUSEUM, realizzato da Kings e montato in cima alla Stecca, un vecchio edificio industriale della Brown Boveri occupato negli anni ’80 da diversi artisti milanesi per farne un centro per l’arte in dialogo attivo con il quartiere. La stessa scritta, oggi viene montata sul tetto dell’ex-macello, quasi a voler battezzare i nuovi spazi e augurargli di riuscire nella lotta intrapresa. Non c’è che dire, la scritta è cool, sembra per un attimo di passare davanti al PS1, assaporando un po’ di underground, un po’ di grunge, molta controtendenza e voglia di cambiamento. Chissà se, otre ad essersi conquistati una facciata very appealing, alla Frappant, anche nei fatti, il numeroso e variopinto gruppo Macao arriverà a una qualche destinazione. Siamo curiosi, noi di potatopiebb e, pertanto, restiamo in attesa.

La scritta dei Kings un tempo in cima alla Stecca degli Artigiani a Isola, oggi sul tetto di Macao

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2 thoughts on “Macao all’ex macello di viale Molise – New Museum

    • Grazie Pietro,
      vedo che hai colto nel segno. Sono molto curiosa nei confronti di MACAO anche se non sempre ne condivido i metodi, credo tuttavia che gli obbiettivi di fondo, persino un po’ idealistici alle volte, siano più che giusti. Ci vorrà tempo, ed è presto per fare bilanci. Staremo a vedere.
      Grazie nuovamente per averci letto e commentato. A presto

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