GranTouristas – 2. Le freak c’est chic

In un gruppo (su facebook) dove sei invitato perchè tu sei uno di quelli al quale si può chiedere di suggerire tappe di un viaggio nei posti più fichi e impossibili che si possono trovare in Italia, secondo te, quanto passa prima che si inneschi una spietata e silenziosa competizione a chi ne sa di più?

Se non ne siete convinti facciamo diverso: incontrate una ragazza deliziosa a una cena che ci sono anche altri uomini e a un certo punto il cameriere chiede se avete un idea per il vino.
Scommettiamo che spunta su quello che si rammarica che nella carta dei vini non c’è un Crémant della Loira?

Su GranTouristas si ingènera abbastanza presto un meccanismo del genere: ve lo dico io che cosa merita la vostra attenzione (bambole).

Vellicata la (già mal)trattenuta vanità dell’architetto, iniziano a piovere segnalazioni di progetti, cose da vedere, interventi sul territorio, artisti estemporanei e contemporanei, esotici equivoci, in cui la suddetta (mal)trattenuta vanità dell’architetto non risparmia (misurate) autocitazioni.

Cioè: se davvero mi state chiedendo dritte su un viaggio per veder cose mai viste guardate qua, sentite qua (e ammiez’ a capa na specie ‘e na palla ‘e tennìs ha truwàto).

La cosa è naturalmente benvenuta: i contributi sono generalmente significativi (GranTouristas non ha nessun meccanismo dirigistico di censura, moderazione  o selezione degli argomenti: se sei interessante la gente ti segue in cascate di commenti; se sei noioso o dici cose insignificanti nessuno avrà niente da aggiungere), quasi mai si tratta di bieca autopromozione, sistematicamente è cosa di mitopoiesi2.0.

Essendo che GranTouristas è un esperimento – vi dissi l’altra volta e lo ripeto per coloro che si fossero messi in ascolto solo in questo momento – decidiamo che il fenomeno va lasciato evolvere.

Quinci la posologia della mitopoiesi suggerì che il volonteroso, cui fosse d’intimo bisogno il proporre il suo ingegno pur regolato dell’urbano costume di non imbrodarsi lodandosi, potesse issofatto esser promosso a facitore autonomo della propria rappresentazione, liberalmente descrivendo i progressi del suo lavoro in una sezione a lui dedicata:
nasce la pagina dei progetti del GrandTour.

La cosa va così, cioè: sono un GranTouristas, ti dico delle cose da vedere fatte strane da gente bizzara e creativa, ma: oh: io sono proprio io uno di questi! Faccio cose da vedere fatte strane e sono una gente sì bizzarra, ma creativa (senza citarmi belloccio, fatale se la luce mi prende un po’ di sguincio): ergo, deh, vedete voi il mio progetto?

Su GrandTour_projects iniziano ad arrivare le descrizioni dei progetti che assumono la preziosa dignità della realizzazione: i progettisti inventano nella loro testa, costruiscono nei loro laboratori, documentano su facebook, e poi presentano il loro lavoro vero, fuori dall’internet: i progetti dei GranTouristas diventano una mostra reale in chiusura della Biennale e della fase sperimentale di GranTouristas, a Venezia in un novembre.rosso shocking.

La vostra curiosità di lettori ora dovrebbe condurvi in breve ad un acme tale di bramosia d’impetrarmi la grazia di raccontarveli, ‘sti progetti:li trovate tutti sulla pagina citata ma ve ne dò un breve ed ingeneroso (pei loro autori) elenco:
uno è SISMA di Mario Cantarella, poi c’è CNbiotopoGT di Maurizio Ceolin, parasite trip (n.p.m.) di parasite2.0, il tappeto d’orli di Anna Barbara, i “disegni” di Cristina Senatore e le irresistibili stravaganze di Maurizio Cilli;

“dai diamanti non nasce niente” Anna Barbara

tweetbook di U10, la superfascinosa fanzine di Lucia Giuliano (entrambi andati a ruba durante l’inaugurazione ma i tweetbook erano fatti apposta, di openzine ne avevamo tre preziosissime copie ed ora chissà);
e dulcis in fundo il capostipite dei progettisti GranTouristi: Antonio Scarponi e il suo progetto ELIOOO per farvi le verdure idroponiche in casa.

(progetto nel progetto, Antonio Scarponi ha messo la sua idea su indiegogo e sta per raggiungere la somma richiesta (ho detto “sta per“, quindi…) )

Robe vere dunque, cioè di ciccia. Abbiamo capito che GranTouristas è capace di convincere le persone a produrre non solo idee, proposte possibili, parole, ma anche oggetti reali. No, perché quando quella volta a Roma si iniziò a parlare di GT, inavvertita avis si levò a dire: ah cioè tipo il facebook del padiglione italiano?

v’agghja ‘mbara’ e v’agghia perd si dice nella lingua dei padri.

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2 thoughts on “GranTouristas – 2. Le freak c’est chic

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