La Musica Così Come La Trovai – Magical Mystery Tour

Più Droga! Datecene di Più!

Se questa cosa fosse successa quando avevo quindici anni sarei impazzito. Magical Mystery Tour al cinema. Insomma, avrei affrontato l’evento come il dottor Zoidberg affronta la stagione degli amori sul suo pianeta natale. Non avrei fatto altro che parlare della cosa per almeno un mese, avrei saltato scuola per almeno due settimane (questo è quello che facevo di norma), e mi sarei procurato una buona scorta del meglio di quanto India e Marocco avessero da offrire nel vasto mondo delle resine da fumare.

Avendo vissuto la cosa a ventisei anni, è andata un po’ diversamente. Vedo la mia ragazza e le dico: “Domani vado a San Siro”, e lei mi informa che c’è Magical Mystery Tour al cinema. Due film che conosco a memoria, il Milan versione 2012/2013, e il medio metraggio dei quattro scousers. La melodia di I Am The Walrus mi è molto più gradita di quella di Diffidato Olè, quindi ho deciso, visto che ho ventisei anni e una pancia (a quindici anni avevo molto più pancia, un caso unico di maschio italiano), di andare al cinema. A Graziano Biglia, a mo’ di scusa, ho detto che avevo acquistato il biglietto una settimana prima, in realtà l’avevo comprato il giorno prima.

Ciò nonostante, nonostante la mia passione per il quartetto inglese non sia più la stessa di quando inventavo scuse fantasiose per non comprare il quaderno di matematica, e venivo cacciato dalle scuole perché sabotavo le aule computer con lo spumante l’ultimo giorno di scuola e non mi pettinavo (!); nonostante questo, dicevo, ero ben felice di andare all’Apollo a vedere quel film. Anche perché ho sempre odiato i turni infrasettimanali.

Siamo andati al turno delle 20.00, quello riservato ai sessantenni nostalgici. All’uscita abbiamo potuto apprezzare ancor di più la nostra scelta, perché ci siamo resi conto che il turno delle 21.50, oltre ad essere molto più affollato, era riservato a quelli di Macao.

Prima della proiezione ci hanno fatto vedere delle interviste dove Paul McCartney (uno di Macao) si paragona a Jean Luc Godard, e dove il nostro amore per Ringo Starr raggiunge un altro più alto scalino della scala amoris. Ringo Starr è lo zio che avrei sempre voluto avere.

Il film è il primo lavoro dei Beatles dopo la scomparsa del manager Brian Epstein. Se avessero fatto un film con Epstein in vita, i quattro sarebbero probabilmente stati obbligati a produrre qualcosa di simile a Help! o a A Hard Day’s Night, i loro due precedenti film, magari cercando di strizzare un pochettino l’occhio al flower power, ma mantenendo ben saldi i punti che li avevano portati ad avere un successo planetario. Insomma, la gente non voleva vedere i Beatles che vanno in giro su di un pullman pieno zeppo di fattoni.

Questo non è un film. È uno splendido filmino delle vacanze, e forse l’ultima testimonianza di un gruppo ancora unito che si diverte, prima dei dissidi del White Album e della separazione post Abbey Road.

Quando lo vedi ti viene da dirti: “Per la Madonna, anche io vorrei avere tutti quei soldi e fare così. Prendere un sacco di gente e obbligarla a correre su un circuito con qualunque mezzo di trasporto fottendomene dell’assicurazione e del sindacato attori”. È il film che faresti se avessi tutto il tempo e i soldi e le droghe di questo mondo a tua disposizione. Quattro ragazzi nel fiore degli anni che fanno i coglioni su di un bus a spasso per la Gran Bretagna. Ognuno di noi vuol fare qualcosa di simile, prima o poi; e se c’è qualcuno che non sente questo desiderio come proprio, può benissimo, per quanto mi riguarda, andare a suicidarsi all’istante. Non meriti di vivere se non vuoi girare Magical Mystery Tour, insomma, il concetto stesso di vita non ti appartiene, quindi è più che giusto che tu ti tolga di mezzo, e in fretta.

Il punto più alto del film, eccezionale soprattutto per via del montaggio, è  il video clip di I Am The Walrus. Un video che sarebbe tranquillamente commerciabile anche al giorno d’oggi e che non ha assolutamente nulla da invidiare ai ben più tecnici video della nostra epoca.

Tra i contenuti speciali che saranno presenti nel DVD, c’è anche un breve filmato che mostra le carriere degli attori che hanno partecipato a questo baccanale. Una bellissima sorpresa: la cicciona che fa la zia di Ringo nel film suona la batteria meglio di Ringo.

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