Agosto in città? Un film al giorno per sopravvivere.

Estate in città.

Introduzione noiosa. Sono giorni estivi e tutti gli editori – magari mediati da qualche  segugio markettaro insospettabile – si apprestano a pubblicizzare le loro letture estive. In base al target da loro prescelto, ci propongono classifiche di libri da portarsi sotto l’ombrellone per sembrare degli intellettuali tutti da scoprire (nella speranza di intrigare qualche signorina anche senza togliersi la maglietta), romanzi che, ci dicono, rivoluzioneranno il futuro della letteratura e letture leggere per signore – quest’anno pare che in riva al mare funzionino molto le letture erotiche (lo giuro).

Noi dell’unità cinefila di Potato Pie Bad Business, invece, abbiamo deciso di dedicarci a  coloro che in vacanza non ci andranno. Magari perché si sta scrivendo la tesi, magari perché si lavora già (ma si deve stare in ufficio ad agosto perché i veterani sono tutti in ferie – ché c’è la crisi), fatto sta che, alla nostra età, andare in vacanza è davvero complesso.

Per questa ragione, noi che siamo scontrosi, a-sociali, antipatici e di andare in spiaggia non ce ne frega niente, crediamo di essere i più indicati per suggerirvi trentuno film – uno al giorno – da poter vedere durante il mese di agosto. Si consiglia vivamente di accompagnare ogni visione con birra Germania, il cui rapporto qualità prezzo è eccellente (anche se per provare un principio di sbronza bisogna berne tre lattine grandi – ma questo potrebbe essere un vantaggio per arrivare mezzi sani alla fine del film).

Criteri di selezione dei film. I film che sono stati esclusi dalla selezione sono innanzitutto film di cui potete trovare la recensione su questo blog (non ci piace essere ripetitivi); poi abbiamo cercato di essere un pochino low-profile, ovvero consigliare film che fossero di alto livello – per lo meno secondo noi – ma non troppo scontati. Se siete degli accaniti cinefili, speriamo giusto di poter convenire su qualche chicca – che crediamo ci sia – altrimenti: guardateli tutti al più presto, bestie!

(in realtà sono trentadue, così un giorno vi potete fare la doppietta)

1) Il sospetto, Alfred Hitchcock, USA, 1941: se conoscete (e non vi fidate) di uomini al limite tra la faccia da schiaffi e l’irresistibile fascino, questo film vi piacerà. Cary Grant è tanto adatto nella parte da essere irritante, il film è perfetto.

2) Peccato che Sia una Canaglia, Alessandro Blasetti, Italia 1954: una delle più vetuste collaborazioni Loren-Mastroianni, con De Sica ladruncolo piacente. Lei che canta Bongo Bongo Bongo è da svenimento.

3) L’Invasione degli Ultracorpi, Don Siegel, USA 1956: i baccelloni arrivano dallo spazio e rimpiazzano gli esseri umani. Girato con quattro lire, sicuramente il miglior film di fantascienza del periodo pre-Kubrick.

4) Poveri ma Belli, Dino Risi, Italia 1956: squisita commedia romanesca con due amici che si contendono una bella bionda. Brillano Renato Salvatori (Mario de I Soliti Ignoti) e i temibili fratelli Carotenuto.

5) Testimone d’accusa, Billy Wilder, USA, 1957: il bello di Billy Wilder è che pescare si può pescare a caso dalla sua filmografia ed essere certi di tenere tra le mani il titolo di un buon film. Qui siamo ai massimi livelli.

6) Orizzonti di gloria, Stanley Kubrick, USA, 1957: perché non è il Kubrick “fotografo” che va tanto di moda adesso, ma è uno dei suoi migliori. E la sceneggiatura è impeccabile.

7) Lo spaccone, Robert Rossen, USA, 1961: perché non abbiamo mai visto nessuno bere così tanto. E poi perché per comprendere davvero Il Colore dei Soldi è indispensabile.

8) Questo pazzo, pazzo, pazzo mondo, Stanley Kramer, USA, 1963: perché è davvero molto, molto, molto divertente.

9) Fiore di Cactus, Gene Saks, USA 1969: fresca commedia romantica con Walter Matthau, Ingrid Bergman e una giovanissima Goldie Hawn. Buoni sentimenti e humour eccezionale.

10) Fuori Orario, Martin Scorsese, USA 1985: notte movimentata per un timido impiegato di New York. Scorsese lascia perdere mitragliette e brillantina per darsi alla black comedy, il risultato è strepitoso. C’è anche il papà di Kevin in Mamma Ho Perso l’Aereo.

11) La zona morta, David Cronenberg, USA. 1983: un Cronenberg allo stato puro (prima de La Mosca); scenografie spoglie, tensione in impercettibile ma inesorabile escalation, regia impeccabile nelle scene chiave.

12) lI marito della parrucchiera, Patrice Leconte, Francia, 1990: nonostante Anna Galiena (comunque bene nella parte) un film divertente e d’autore, merce rara. Jean Rochefort strepitoso come al solito.

13) La Morte ti fa Bella, Robert Zemeckis, USA 1992: storica black comedy con un cast pazzariello. Goldie Hawn e Meryl Streep bisticciano per Bruce Willis (con baffi e occhiali!), c’è anche Isabella Rossellini nell’inedito ruolo di strega sexy.

14) Ricomincio da Capo, Harold Ramis, USA 1993: da rivedere una volta all’anno, come Tre Uomini e una Gamba  o Una Poltrona per Due. Bill Murray rivive continuamente la peggiore giornata della sua vita, e saprà essere molto acido. Purtroppo c’è anche Andie McDowell, ma basta non farci caso.

15) Jackie Brown, Quentin Tarantino, USA, 1997: perché molti dicono “è l’unico che non mi è piaciuto di Tarantino”, e invece non capiscono un cazzo.

16) Pi (disgraziatamente tradotto con Pi Greco- Il Teorema del Delirio), Darren Aronofsky, USA 1997: Aronofsky ha sicuramente qualche rotella fuori posto. Questo è il suo primo film, in cui un matematico un po’ nerd è ossessionato dal rapporto tra numeri e Bibbia. Da vedere, se non si soffre di ipertensione.

17) Vieni, Dolce Morte, Wolfgang Murnberger, Austria 2000: NON E’ UN DRAMMONE SULL’EUTANASIA, bensì una commedia a tinte gialle con protagonisti dei paramedici austriaci. Sembra una penitenza ancor peggiore, noi l’abbiamo scovato su Iris in terza serata e non ci siamo staccati più.

18) Brother, Takeshi Kitano, USA/Giappone 2000: trasferta a Los Angeles di un membro della Yakuza. Risposta silenziosa a Tarantino, insieme a Dolls il miglior film di Kitano.

19) Million Dollar Hotel, Wim Wenders, Germania/Gran Bretagna/USA, 2000: lacrime dolci di bambino.

20) City of God, Fernando Meirelles, Brasile 2001: storie di criminalità organizzata nel Brasile degli anni ’60-’70-’80. Il personaggio di Dadinho- Ze Pequeno è leggenda. Qualche critico snob lo definisce “film furbo”, ma noi siamo troppo simpatici per fare altrettanto.

21) No Man’s Land, Danis Tanovic, Bosnia/Erzegovina 2001: durante la guerra due soldati, uno serbo e uno bosniaco, si trovano in mezzo al nulla in compagnia di un terzo uomo, suo malgrado seduto su una mina in procinto di esplodere. La burocrazia complica le cose.

22) The Believer, Henry Bean, USA 2001: uno studente ebreo reagisce piuttosto male all’autorità e diventa nazista. Film molto crudo che lanciò Ryan Gosling, il quale ci piace sempre meno, comunque perfetto per il ruolo. E’ vero che fa sempre la stessa faccia, però la fa molto bene.

23) E Morì con un Felafel in Mano, Richard Lowenstein, Australia 2001: Ecce Bombo dell’emisfero australe, costruito sui brillanti dialoghi di alcuni trentenni scapestrati e un po’ vagabondi. Uno di loro muore effettivamente mangiando un felafel.

24) Old Boy, Chan-Wook Park, Corea del Sud 2003: un uomo, tenuto prigioniero per quindici anni senza motivo apparente, cerca il responsabile per dirgliene quattro (e nel frattempo ha messo su un bel po’ di muscoli). Straziante, divertentissimo, indubbiamente coatto.

25) Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, Kim Ki-Duk, Corea del Sud, 2003: se vi è piaciuto Ferro 3 potrebbe diventare il vostro film preferito. Pacato come solo in estremo oriente sanno essere.

26) Le conseguenza dell’amore, Paolo Sorrentino, Italia, 2004: forse un po’ scontato, ma è presente in tutte le classifiche in cui metto becco. Per quanto mi riguarda, di gran lunga più bello de Il Divo.

27) The Football Factory, Nick Love, GB 2004: meno conosciuto dei due Hooligans, che ogni appassionato di calcio conosce a memoria (fa anche figo dire che il primo è più bello, e in effetti è pure vero), validissimo film sul tifo all’inglese. Da vedere in lingua originale, anche se forse non è mai stato doppiato.

28) Non Pensarci, Gianni Zanasi, Italia 2007: commedia familiare con un Mastandrea d’annata, da cui Sky ha tratto una serie tv. Ci sono anche il pacioccone Battiston e la graziosa Anita Caprioli, Biglia lo ha visto una decina di volte.

29) Tropa de Elite, José Padilha, Brasile 2007: le favelas viste dalla parte del Bope, squadra speciale di duri e puri che combatte spaccio e corruzione a Rio. Lanciò quel fastidiosissimo tormentone rap che a San Siro diventò “Pa-pa-pa-pa-pa-pa-pa-sthatopoulos”.

30)Youth in Revolt, Miguel Arteta, USA 2009: commedia romantica con Michael Cera, coprotagonista di Juno (che non consigliamo perché tanto l’hanno già visto tutti). Praticamente introvabile in Italia, ottima scusa per assaporarlo in lingua originale.

31) La Prima Cosa Bella, Paolo Virzì, Italia 2010: Mastandrea e Claudia Pandolfi hanno qualche problema con la madre, ché a lei piace fare all’amore un po’ con chiunque. Molto commovente, la mamma da giovane è una bellissima Micaela Ramazzotti.

32) La donna della mia vita, Luca Lucini, Italia, 2010: commediuccia senza pretesa, ma brillantezza all’italiana e ritmo acceso. Molto carino. Se non vi piace Gassmann lasciate perdere, ma se lo amate e non sapete perché (come me) guardatelo al più presto.

Graziano Biglia e Giancarlo Mazzetti.

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6 thoughts on “Agosto in città? Un film al giorno per sopravvivere.

  1. Molto bella l’idea e anche le scelte. Sarebbe stato ancora più sotterraneo se aveste legato ogni film ad una data di Agosto. Esiste sempre un motivo per vedere Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera il 12 di Agosto; come non esiste motivazione per farlo il 19.

    • A me mi piace Micaela Ramazzotti.
      Purtroppo d’estate mi sarei aspettato un pò più Zemeckis (almeno uno della trilogia di McFly), sicuramente un Point Break, almeno un Caccia a Ottobre Rosso. E magari, ma solo magari, Nella tana del serpente con Travolta. Inspiegabile l’assenza del miglior John Carpenter: Grosso guaio a Chinatown. Siamo in estate, e ci vogliono film estivi per passare l’ora del silenzio, dalle 14 alle 16.

      • E aggiungo anche l’incredibile e sottovalutato “Venezia, la Luna e Tu”. Un grande Albertone, gondoliere,e un meraviglioso Nino Manfredi, taxista di motoscafo. Sottovalutato, e a torto.

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