Weekend con il morto – Annibale Carracci

Tutti coloro che hanno avuto la fortuna di vistare alcune delle città d’arte dello stivale avrenno sentito almeno una volta nominare Carracci. Se non Annibale direttamente ma il cognome di questa famiglia bolognese ha una certa tradizione, se così la vogliamo chiamare, nella storia della pittura italiana.
Capita infatti che tra il cinquecento e il seicento la città di Bologna è protagonista di una marcata inversione di rotta rispetto al tardomanierismo romano e toscano grazie ad un lento recupero di una verosimiglianza naturalistica che, seppur concepita con regole precise, guarda molto alle emozioni e alla sensualità del colore. La bottega (che non è giusto chiamare così e vedrete perchè) a conduzione famigliare dove Anniblae e il cugino Agostino lavorano esercita un influsso importante in questa fase, riuscendo a conciliare la densità e la carica dei colori, di stampo prettamente Veneziano, con la forma e il disegno, elementi più ricorrenti nella tradizione fiorentina.

Paesaggio con la fuga in Egitto, 1604 ca, olio su tela, 122 × 230 cm, Roma, Galleria Doria Pamphilj.

Prima conosciuta come Accademia dei desiderosi e successivamente come Accademia degli Incamminati merita una piccola parentesi in quanto fu una delle prime accademie d’arte in Italia, nata nel 1580 a Bologna sotto la volontà dei Carracci. L’obiettivo era di fornire una formazione completa tanto pratica quanto teorica con un approccio alla disciplina che guardava anche alla tipologia di figura professionale che ne sarebbe derivata. Insomma, l’inizio di una piccola grande rivoluzione del ruolo del pittore, verso il suo riconosciumento non più come semplice artigiano ma come artista, uomo delle Arti e al pari di letterati, musicisti e scrittori.
Nel corso della sua professione il Carracci gira parecchio per il paese visitando tra le altre Parma, Venenzia, Mantova e Firenze fino ad approdare a Roma. Qui, tra le varie commissioni ottiene il prestigioso incarico di decorare il piano nobile di Palazzo Farnese, che lo tenne occupato diversi anni.

Nella capitale avviene il primo vero contatto con la classicità antica, l’arte di Michelangelo e di Raffaello. Le raffigurazioni della volta di Palazzo Farnese, a buona ragione anche chiamata Galleria Carracci, mostrano diverse scene mitologiche, putti, nudi che che fedelmente si ispirano alle Metamorfosi di Ovidio.
Al centro della volta, domina il Trionfo di Bacco e Arianna: Bacco, il dio del vino avanza su un cocchio trainato da leopardi. Al suo fianco, un cocchio trainato da Capri trasporta Arianna, che dopo essere stata sganciata da Teseo è pronta per unirsi a Bacco – con il quale supponiamo si divertirà molto di più. La scena è arricchita e decorata con putti, satiri e baccanti. E’ qui che emergono qui le prime anticipazioni di pittura barocca, evidenti nella densità di figure umane, nelle forme, nel tripudio dei particolari.

Il Trionfo di Bacco e Arianna,1597-1600, Galleria Carracci, Palazzo Farnese

Annunci

One thought on “Weekend con il morto – Annibale Carracci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...