Top 5 – Chicche estive a Milano: food&drink lovers

Dato che l’estate è arrivata come un uragano impazzito e ci siamo già sudati oltre 10 litri di tè freddo, credo che un po’ a tutti sia venuta voglia anche quest’anno di andare a piedi nudi, uscire all’aria aperta e sentire il profumo di basilico, mangiare all’aperto (non farsi mangiare dalla zanze possibimente), ricordarsi di quanto è buona la birra ghiacciata quando si è assetatamente accaldati.
E allora, noi poveri milanesi quasi sommersi dal cemento, come andare a ricercare un angolo di verde e di finto fuori Milano per un aperitivo? una cena? un drink?
Eccovi la mia top 5 del mese, sdoppiata per quanto riguarda il food e il drink. È  dedicata a chicche estive milanesi scoperte più o meno recentemente ma…TUTTE più che affidabili.

DRINK

QUINTO POSTO: FRIZZI E LAZZI
Della serie “vecchie glorie”, il Frizzi e Lazzi non offre assolutamente nessuna attrattiva durante l’anno salvo a partire da maggio, quando il suo giardino interno si apre finalmente al pubblico dei navigli. Più che un angolo di verde, si tratta del cortile interno di una vecchia casa di ringhiera, cui si affacciano quindi molti balconi, panni stesi, qualcuno che fuma, lampadine e cespi di cipolle. I prezzi sono da navigli, non da posto all’antica, ma il servizio è veloce, le materie prime basiche ma ok e si respira aria di tiratardi… che ci piace assai.

QUARTO POSTO: CAFFÈ  MARTESANA
Quando ci sono stata per la prima volta con Matteo me ne sono innamorata (non di lui eh, ma del glicine!) perchè è uno di quei posti che hai sempre desiderato ma non c’è mai stato. E poi un giorno ti ci portano ed è davvero come te l’eri immaginato. Al bordo del naviglio della Martesana, e quindi al fondo di Via Melchiorre Gioia, quasi a Greco. Un caffè perfetto per sorseggiare una birra di aperitivo o qualche cocktail classico dopo cena, fino alle 2 di notte. Fino ad un anno fa non lo consceva quasi nessuno, o perlomeno era frequentato da persone genuine. Ora anche questo è diventato trendy e un po’ tanto conosciuto. Per di più ha cambiato gestione rispetto alle mie prime visite di un anno fa e sapete che vi dico?…non è più quello di una volta.
Se avete voglia però, passateci davanti almeno una volta!

Foto Survive Milano

TERZO POSTO: CHIOSCO DI PORTA VENEZIA / GIARDINI DI PALESTRO

Forse alcuni di voi lo confondono con uno dei pessimi tropical lounge o bar tropicali che stanno recentemente sponsorizzando i vari siti della milano by night. A dire il vero il chiosco cui mi riferisco io si trova proprio alle spalle dei giardini di palestro, nella strada (che ho appreso oggi chiamarsi Viale Città di Fiume – Bastioni di Porta Venezia) che collega piazza della Repubblica a piazza Oberan. Il chiosco è super gay friendly, aperto tutto l’anno è d’estate che riesce ad essere “croccante”, come direbbe la Cri. I cocktail sono ottimi, il prezzo pure e le porzioni abbondanti. E poi… ti sorridono tutti! Che super.

SECONDO POSTO: IL GARDEN BAR DEL BULGARI HOTEL

Per chi ama la tranquillità di un giardino botanico ma arricchito dell’eleganza di un albergo quale il Bulgari. Magari chiudete un occhio per la gente che potreste incontrare (calciatori, ricconi russi, modelle, papponi, ricconi, arci sciure ) e godetevi questo angolo più che incredibile a Milano.

PRIMO POSTO: TAKE AWAY BISTROT
Ho sempre sostenuto che Brera sia il quartiere con il maggiore rischio pacchi di Milano: trappola per turisti, ricco di cartomanti e finti artisti, oltre che di vintage mod milanesi doc abbastanza irritanti. Tuttavia, questo angolino un po’ retro, con i mobili ruvidi e le tinte petrolio fa davvero al caso nostro: ideale per uno spritz dalle alle 20, con la luce ancora chiara ma il cemento più fresco, o per un pranzetto durante una giornata di commissioni in centro. Spesso ci sono eventi ad hoc, per inizare la serata nel migliore dei modi. Quale? In compagnia e sorseggiando del vino! Controllate il sito!

FOOD

QUINTO POSTO: BOCCIOFILA CACCIALANZA

Nonostante anche questo piccolo angolo di Trimopa sia ormai diventato super affollato, ci piace poterlo segnalare e non solo ricordare come un luogo gradevole in cui passare una serata in compagnia. Ideale per avere una grigliata di carnazza abbondante, e paste con quei sughi un po’ pasticciati ma alla fine gustosi e nemmeno troppo oleosi. Una bocciofila a tutti gli effetti, con i vecchi del quartiere che si sfidano da un lato e dall’altro i tavoli di plastica un po’ distanziati l’uno dall’altro sulla spianata di cemento.
L’atmosfera è più che informale, il servizio è cortese e i prezzi ovviamente si sono alzati, ma restano contenuti per essere Milan.

QUARTO POSTO: U BARBA
Mi è subito piaciuta l’idea di segnalare un’altra bocciofila, questa volta molto più falsa e meno autentica, dopo la Caccialanza. Si tratta di un posto dove gli strippati di interior design potrebbero andare matti. Infatti siamo in un ristorante genovese più che di tendenza, dove ogni dettaglio è curatissimo e nulla è lasciato al caso (anzi forse è proprio la qualità del cibo l’elemento che meno viene curato… ma poi a dirla tutta in un posto così chissene!!). Tutto è splendidamente fantastico e sembra di essere in una rivista di architettura. Per fortuna lo spazio per giocare a bocce e stare all’aperto c’è, per davvero, ma qui si viene per altri motivi ovviamente. Consiglio come combo ideale un bicchiere di prosecco e una portata di focaccia di recco, seduti all’aperto. Indubbiamente, ha il suo carattere.

Foto by Anthony Favazza

TERZO POSTO: CASCINA CUCCAGNA
Loro ci stanno un po’ antipatici se proprio dobbiamo essere sinceri. Tuttavia, è innegabile che dopo che il Comune di Milano ha investito solo 2 milioncini di euro nella ristrutturazione di questa cascina per renderla nuovo spazio di riconciliazione urbana, produzione agricola, agricoltura biologia, luogo di partecipazione civile e apprendimento. Insomma un sacco di roba che per quanto mi riguarda è sempre difficile da giudicare e valutare e ammetto di non aver ancora avuto modo di prendere parte ad una delle attività. Ovviamente però non poteva mancare un ristorante qui, che non a caso prende il nome di Un Posto a Milano. E sotto i baffi sto già ridendo perché per chi segue un po’ gli andazzi culinari, c’è molto da ridere! Dopo il suo flop colossale lo chef stellato Michelin (il che ne dice lunga sulla odierna attribuzione delle stelle) Nicola Cavallaro, si ricicla in un posto quasi alternativo per i suoi standard. Un menu con pochi piatti, molto economici (forse per rimarcare il carattere agreste e quasi rurale del posto in cui ci si trova… PALLE!), con ingredienti a chilometro zero. Certo si mangia meglio che nel vecchio ristorante ma nell’aria aleggia comunque un’aria vagamente snob, troppo fintamente campagnola e comunque di una qualità molto ma molto mediocre.
Diciamo che vale la pena per la location, davvero, in quanto a cinque minuti da porta Romana e con una cornice molto suggestiva. Consiglio di fermarsi a un drink e sarà sufficiente.

SECONDO POSTO: AL GARGHET

Un posto storico e che in molti tra i milanesi conoscono: per affidabilità, qualità del cibo, atmosfera e soprattutto per il suo splendido giardino. Al Garghet è una trattoria allestita in una vecchia cascina in tufo, in via Selvanesco, zona Milano sud. Un menu scritto in dialetto, porzioni abbondanti e nessun colpo di testa. Quandi si viene qui si mangia l’orecchia di elefante, di una circonferenza di circa 30 cm se siete fortunati (altrimenti può anche essere di più), e si gode il giardino esterno. In questa parte di Milano ci sono meno palazzoni all’orizzonte, o forse è solo una fortunata visuale che si riesce a cogliere da questo giardino, resta che si riesce a godere del verde e a isolarsi davvero dal caos cittadino. Anche in estate, l’atmosfera è molto accogliente, familiare, di quiete e bontà che raramente si riscontra in altri posti in zona. È  un posto speciale, indubbiamente ricco di storia e di sapori. Ve lo consiglio e in particolare dovreste andarci se avete voglia di stare bene, di stare tranquilli e di mangiare cose buone.

PRIMO POSTO: ERBA BRUSCA

È aperto da pochissimi mesi, ma già avevamo percepito che sotto l’immagine di un finto posto rustico, si celava qualcosa di davvero speciale. Una chicca appunto. Gli stessi gestori del Ratana, nel quartiere Isola, cambiano modello e si lanciano in un tentativo più che riuscito di locale quasi di campagna, immerso nel verde, che si affaccia sul proprio orto, ma tuttavia a un passo dalla city. E di fatto, la natura che si percepisce – per noi gente di campagna – è un po’ forzata definirla come natura, in quanto si tratta davvero di 60mq di verde, intorno al nulla/brutto circostante. Una vecchia casa gialla con 3 piani di appartamenti di ringhiera, un piccolo portico con tavolini in legno, due sedie a sdraio, clientela giovane così come i camerieri e qualche lucina alli 70. Basta davvero poco per ricreare un’atmosfera finta alterna – direi quasi radical chic per quanto è riuscita nel contesto – e isolarsi dai ritmi della città. Anche se nel complesso quindi direi che è quasi  banale, troppo semplice l’altmosfera che questo posto è riiuscito a creare intorno a sé, ho deciso di premiarlo per un più che valido motivo. Signori, si mangia davvero bene. Piatti curati, proposte interessanti, talvolta ricette semplici ma realizzate a regola d’arte e con ingredienti top. Da provare, gustare, godere e apprezzare!

Il dehors dell’Erba Brusca

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2 thoughts on “Top 5 – Chicche estive a Milano: food&drink lovers

    • però il cambio gestione ti assicuro che è difficile da mandare giu.
      Resta che nessuno in città, ha un glicine con una simile fioritura.

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