Weekend Con il Morto – Alan Turing

Il 14 novembre del 1940 il frastuono di 515 bombardieri Heinkel He 111 della Lutfwaffe si avvicinava indisturbato verso le coste britanniche. L’obiettivo della Luftflotte IV era la città di Coventry, a qualche miglio da Birmingham nelle Midlands Occidentali: la regione più centrale dell’intero Regno d’Inghilterra. La missione dei piloti del Terzo Reich era quella di radere al suolo la città inglese per dare una dimostrazione della potenza distruttiva dell’aviazione tedesca. La mattina del 15 novembre a Coventry Winston Churchill si aggirava per le macerie di una città che fu la prima a sperimentare la devastazione del un bombardamento a tappeto che da quel giorno fu una delle armi più utilizzate dagli eserciti per combattere una guerra totale. Il centro di comando e intercettazione inglese, situato nei sotterranei di Downing Street era a conoscenza dell’operazione aerea dei tedeschi da più di un mese, ma non fece nulla per ostacolarla.

Che Dio ci aiuti“. Questa fu la reazione del Primo Ministro Churchill quando prese la decisione di non divulgare presso le basi aeree della zona i piani dell’aviazione tedesca, in modo da organizzare una difesa aerea. Gli inglesi infatti erano riusciti da poco tempo a decriptare i messaggi in codice dell’esercito del Reich, il successo di una squadra di tecnici – i primi informatici della storia – che non doveva assolutamente essere scoperta dai tedeschi, che avrebbero dunque agito di conseguenza cambiando il loro linguaggio in codice e rendendo vano il vantaggio acquisito dall’intelligence britannica. A capo della squadra di tecnici, il giovane Alan Turing, che da solo aveva decifrato e messo in funzione la macchina che interpretava i codici emessi da Enigma, la macchina utilizzata dai tedeschi per criptare le comunicazioni. Dagli inizi del 1940, infatti, gli apparecchi di ricognizione della RAF e i bombardieri della V flotta del Mar del Nord montavano al loro interno l’apparecchio inventato dal giovane informatico di Londra che consentì loro di intercettare e decriptare i messaggi in codice che si scambiavano le centrali operative della Wermacht e della Luftwaffe.

Alan Turing fu uno dei più illuminati calcolatori e scienziati di inizio secolo. Non è azzardato dire che fu lui a dare il via alle ricerche per la messa a punto delle prime macchine calcolatrici, progenitori dei moderni personal computer.

“011000110101010110 1010110100011010011001101 0110011001101001010100001011100 1101001001011010100011010 101001011000110010100101 0010010010110100 0101001010.”

Dietro questi numeri solo un pazzo poteva nascondere un linguaggio criptato tanto incomprensibile per una mente articolata quanto facile da metter in pratica per una macchina che funziona metodicamente. Enigma fu utilizzato per tutta la guerra e costituì il vero e proprio elemento decisivo nell’esito di moltissime battaglie. Da un punto di vista strategico si può dire che fu più decisivo della Bomba Atomica.

Lo scienziato inglese fu uomo di mondo, oltre che un pigolo matematico pronto e risolvere tutti i più intricati linguaggi criptati di inizio secolo. Era dichiaratamente gay in un periodo in cui l’omosessualità era sicuramente molto diffusa ma anche molto occulta. Quando gli venne richiesto di non mostrare apertamente in pubblico le proprie tendenze sessuali non la prese bene e minacciò per contro di rendere note non solo le proprie passioni omofile, ma anche tutte quelle informazioni di cui era a conoscenza e che aveva contribuito a scoprire. Fu questa minaccia autentica. Turing – dal cognome ironicamente in linea con il mestiere che svolgeva – non era disposto in qesto caso a scendere a compromessi: assunse una posizione irremovibile e non accettò dunque di occultare la propria omosessualità. Certo, non fu solamente questo il motivo per il quali si suicidò – o, secondo le teorie più complottiste, venne fatto fuori. Alan sapeva tanto, troppo per essere un uomo tanto eccentrico e dal libero arbitrio particolarmente sviluppato.

Se si uccise o fu ucciso è, come in molti casi nella storia, un particolare ancora non chiarito dagli studi e dalle investigazioni. Sappiamo che il mezzo traverso il quale morì fu una mela iniettata di cianuro, il veleno delle grandi menti. Mia nonna, leggermente anemica, era solita fino a qualche anno fa martellare in una mela cinque o sei chiodi, lasciarla riposare per qualche giorno e poi mangiarla con tutto il carico di ferro che questa aveva assorbito. La chiamava la mela di Turing. C’è chi dice che il simbolo della Apple, la mela morsicata, sia un chiaro omaggio che i fondatori della società oggi più quotata in ambito informatico abbiano riservato alla figura del giovane tecnico britannico, ma questa possibile versione della genealogia del marchio non ha mai trovato conferma ufficiale da nessuno tantomeno da Steve Jobs.

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