Rubrica Svegliati Nerd – La Mela che Non Cade Lontano dall’Albero

Di Stanley Ipkiss, corrispondente da Las Vegas

Ciao, benvenuti alla WWDC 2012”. Non è Tim Cook, AD della Apple a pronunciare la frase di benvenuto ad uno degli eventi più attesi dell’anno (in realtà atteso soprattutto dai nerd come me…), ma uno dei prodotti più pubblicizzati e più criticati della casa di Cupertino, Siri. Per due minuti e mezzo sullo schermo della sala principale del Moscone Center di San Francisco viene proiettato un video in cui la simpatica assistente dà il benvenuto ai partecipanti, a sua volta assistita da un iPad, che assiste le battute pungenti indirizzate al nemico di sempre (Android – Google) con rulli di tamburo degni dei migliori cabaret.

Dopo i soliti convenevoli, ovvero sottolineare la velocità di vendita dei biglietti per la conferenza (fare sold out dopo un’ora e tre quarti dalla messa in vendita dei biglietti non è da tutti), presentare cifre e numeri di prodotti e app venduti e qualche storia strappalacrime, ma anche davvero impressionanti, finalmente si comincia a entrare nel vivo della conferenza.

Portatili. Aggiornamenti hardware per gli Air e i Pro, nello specifico processori più veloci, grafica migliore, RAM migliorata (non entro nei dettagli, il sito Apple ce li ha tutti), gli Air costano 100 dollari in meno… Bello, interessante, ma sarà mica tutto qua? Nessuna reinvenzione del design, per i Pro il prezzo è lo stesso… Infatti no! Ecco un nuovo portatile Apple! La fantasia nel scegliere i nomi non sembra essere il loro forte ultimamente. Viene presentato il Next Generation MacBook Pro. Processore come quello appena aggiornato, dimensioni uguali, prezzo idem, ma… Sottile quanto un Air e, uno schermo che ai giorni d’oggi potrebbe sembrare inutile, come quello di iPhone e iPad di ultima generazione, Retina, ovvero una risoluzione quasi doppia rispetto agli schermi dei TV HD. Ovviamente assolutamente amico dell’ambiente, argomento che viene, come sempre, sottolineato dal signore cicciotto con qualche neo di troppo (Phil Schiller) che presenta i nuovi portatili. Se lo volete, potete ordinarlo già oggi. Da notare che non si continua la linea dei portatili da 17 pollici, in effetti averne uno secondo me era un po’ come guidare una Hammer: compenso la piccolezza del mio pene con la grandezza della mia macchina. Passiamo a OSX che è meglio.

OSX. Qui ci sono un sacco di cose da raccontare. Riassumendo: nuove piccole applicazioni come Reminders e Notes (ora separato dalla applicazione Mail) che ereditano molto dalle loro controparti iOS, sharing ficcato praticamente ovunque, quindi twittare, facebookare e flickrare (permettetemi questi neologismi) diventano operazioni velocissime a distanza di un clic. Le notifiche, come quelle sull’iPhone arrivano anche sul Mac, iCloud è completamente integrato tra tutti i dispositivi che si possiede. All’interno del Browser di casa Apple (Safari) si possono visualizzare in un attimo pagine visualizzate in precedenza su iPhone o iPad (quanto desideravo questa funzione!). Anche quelli della Apple ci sono arrivati al fatto che è comodo avere una barra unica per la ricerca e l’inserimento degli indirizzi web, quindi una barra unica per tutto. Molte funzionalità e modi di utilizzo sono stati “importati” dall’esperienza utente di iPhone e, soprattutto, dell’iPad. Secondo me tra qualche anno il sistema operativo sarà lo stesso per tutti i dispositivi Apple, ma questa è una mia opinione personale. Carina anche la nuova funzionalità di aggiornamento in modalità di standby. Il computer si aggiorna anche quando è spento (in realtà supportato solo dall’ultimo modello dei portatili, quello con lo schermo allucinante). Airplay è disponibile anche sul PC, potendo vedere e sentire tutto quello che facciamo su qualunque TV abilitato, per esempio perché connesso alla AppleTV. Anche Gamecenter è disponibile all’interno del nuovo sistema operativo, ma questo no mi esalta più di tanto, e visto che sono io a scrivere, non mi addentro ulteriormente in questo argomento. C’è da dire che nulla di tutto ciò, per ora, è lontanamente immaginabile su Windows. Una chicca in più è la dictation, dettatura per i non conoscenti dell’inglese (vergogna), che è implementata all’interno di qualsiasi programma che permetta l’inserimento di testo e sembra funzionare alla grande. L’aggiornamento sarà disponibile dal prossimo mese. Ultimamente i sistemi operativi della Apple costano sui 25 euro, questo costa 20 dollari, quindi circa 17 euro tra tasse e governi ladri. Direi che ne vale la pena, dato che esce ad un anno dopo Lion (ah giusto, questo si chiama Mountain Lion, che è un puma in buona sostanza, un OSX Puma c’è già stato, a proposito della fantasia per i nomi…), con un sacco di cose nuove e migliorate. Altre softwarehouse ci mettono tre o più anni a tirare fuori un aggiornamento significativo del sistema operativo e lo fanno costare circa 15 volte tanto, se va bene…

A questo punto vediamo cosa c’è per quanto riguarda iOS, che poi è quello che mi interessa di più, visto che sono del settore…

iOS. Scott Forstall cerca fin da subito di far notare la superiorità di iOS rispetto ad Android sotto certi punti di vista (secondo me ci riesce anche). Le statistiche non danno via di scampo: l’ultima versione di Android, la 4.0, rilasciata un anno fa, viene utilizzata dal 7% degli utenti Android, iOS 5, rilasciato meno di un anno fa, dal 60% iOS. Insomma, aggiornare il sistema sull’iPhone e iPad è più facile che sugli altri dispositivi. Vero. La domanda è: iOS 6 sarà di nuovo un aggiornamento che aggiunge funzionalità che Android già ha per migliorare iOS 5?

Si comincia maluccio, amio avviso. Siri, una cosa carina, ma nulla di esaltante, forse anche perché non ho avuto modo di usarlo, essendo il mio iPhone troppo scarso, ma provandolo in giro non mi è sembrato funzionasse come quelli di Cupertino sostengono. Tra l’altro in italiano non c’è. Problema risolto, aggiunta di nuove funzionalità, notizie su sport, ristoranti, cinema e altre cagate, oltre al lancio di app presenti sull’iPhone. Non male, ma non benissimo. Ecco però che si comincia a ragionare. “Eyes Free” permette di lanciare l’assistente meno sexy del mondo premendo un bottone sul volante della macchina e un supporto esteso per alcune nuove lingue (sì anche l’italiano…). Facebook, come Twitter sarà completamente integrato. Da programmatore iOS questa è una manna dal cielo. Sarà anche possibile “likeare” le app e le canzoni degli store della Apple su Facebook. Alcune migliore per quanto riguarda l’applicazione principale del telefono, come decidere di rispondere direttamente con un messaggio ad una chiamata entrate o dire all’iPhone di ricordarmi di richiamare chi mi ha rotto le palle in un momento poco opportuno. La modalità “Do not disturb”, ovvero “Non rompere”, che può essere utile se si è nel bel mezzo di una serata “romantica”, e facetime, che finalmente si potrà usare anche su reti cellulari e non solo su WiFi.

vengono poi citate un sacco di nuove funzionalità per Safari, iPhot e Mail, che prò non sto ad elencarvi, anche se sono molto interessanti e originali, ma che annoierebbero. Principalmente si tratta di integrazione con il PC e con l’iPad, sharing di foto, e filtraggio migliorato della posta elettronica. La nuova funzionalità interessante è PassBook, che sostanzialmente permette di avere qualsiasi tipo di ticket in formato digitale. Per ticket intendo un biglietto per il cinema, un check-in aereo, un biglietto per il cinema o una partita, o un buono per qualche acquisto. Probabilmente la tecnologia NFC che, penso, verrà inserita all’interno del prossimo iPhone, aiuterà questa funzionalità. I ticket possono contenere anche codici a barre o codici QR. Bellissima funzionalità, tutto accessibile in un attimo, probabilmente in Italia tutto ciò non funzionerà, e in generale ci vorrà un po’ prima che la maggior parte delle aziende integrino i propri servizi web per sopportare queste funzionalità. Viene ance aggiunta la possibilità di bloccare alcune funzionalità di una determinata applicazione in certi contesti, molto utile anche se sembra di no. Non approfondirò questo tema, dato che il prossimo è pazzesco.

L’applicazione dedicata alle mappe non appartiene più a Google per quanto riguarda i dispositivi iOS. Apple ha creato la sua implementazione personale. Molto meglio di prima. Innanzitutto è più carina da vedere, ma ha delle caratteristiche in più non indifferenti. La navigazione “turn-by-turn” è una di queste, con informazioni relative al traffico in tempo reale e ricalcolo della rotta. Le mappe in se sono visualizzabili in 3d, notando una modellazione in 3 dimensioni o attraverso la modalità “Flyover”, che è tipo GoogleEarth ma con la possibilità di cambiare l’angolazione dell’inquadratura e lo zoom a piacimento con risultati di rendering eccellenti. Sembrerebbe sia disponibile in tutto il mondo… vedremo. In ogni caso un distacco da Google non indifferente e ben riuscito! Il tutto ovviamente integrato con Siri. iOS 6 sarà disponibile da questo autunno, per iPhone 3GS e superiori e iPad di seconda generazione o maggiore.

Se volete vedere il video della presentazione lo trovate qui in lingua originale senza sottotitoli.

Qui invece trovate lo stesso video sempre senza sottotitoli perché se vi interessa la tecnologia dovete imparare l’inglese! E non solo se vi interessa la tecnologia!

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13 thoughts on “Rubrica Svegliati Nerd – La Mela che Non Cade Lontano dall’Albero

  1. Mi permetto di fare un semplice appunto, senza entrare nel merito di questo elenco della spesa che poco rispecchia i miei interessi.
    Prima di invitare i lettori a vergognarsi nel malaugurato caso non parlassero la lingua inglese (per citarLa: “…..dettatura per i non conoscenti dell’inglese,vergogna….”), le suggerirei di studiare appieno la grammatica italiana quando si trova a doverne fare uso.
    Perché, caro Ipkis, errori come quello con cui ESORDISCE in questo articolo sono davvero grossolani e poco si addicono ad una persona di cotanta cultura.

    “Ciao, benvenuti alla WWDC 2012”. Non è Tim Cook, AD della Apple a pronunciare la frase di benvenuto ad uno degli eventi più attesi dell’anno, MA DA UNO DEI prodotti più pubblicizzati e più criticati della casa di Cupertino, Siri.

    scusi? non si tratta di errore di battitura,ma di scellerato utilizzo della lingua italiana….
    Sia un poco meno saccente la prossima volta e le verranno perdonati tutti gli errori del caso…

    Saluti

    • Dottor Siddartha, commenti e appunti condivisibili,
      La invito solamente a studiare la differenza tra grammatica e ortografia, tra le quali intercorre la stessa che c’è tra buon senso e pignoleria.

      Saluti.

  2. Egregio Avv. Bontempi, rilegga pure lo strafalcione che ho citato.
    Non si tratta di errore ortografico, tant’è che non è sufficiente sostituire alcuna preposizione con un’altra per rendere sensata la frase, bensì di scorretto uso grammaticale.
    Ripeto, sarebbe stato sufficiente non esprimere giudizi sulla conoscenza o meno di lingue straniere nei lettori, quando non si è ,evidentemente, padroni di quella italiana.

    Tralascio i refusi e l’utilizzo di maiuscole e minuscole, ma probabilmente siete troppo impegnati a rispettare scadenze piuttosto che concentrarvi sulla qualità degli articoli.

    Una radiosa giornata a Voi tutti

    • Mi scusi, gentile siddharta, sarò un po’ tardo, ma non comprendo quale sia l’errore. La frase è: Non è Tim Cook a pronunciare la frase di benvenuto, ma uno dei prodotti più pubblicizzati della Apple. Non vedo cosa ci sia di scorretto, sarebbe scorretto dire: Non è Tim Cook a pronunciare la frase di benvenuto, ma DA uno dei prodotti più pubblicizzati della Apple, in quanto in quel caso avrei dovuto scrivere: Non è DA Tim Cook che viene pronunciata la frase di benvenuto, ma DA uno dei prodotti più pubblicizzati della Apple. Un errore effettivamente c’è, la mancanza della virgola dopo AD della Apple. AD sta per Amministratore Delegato, per questo è scritto in lettere cubitali, è un acronimo o sigla, come preferisce. Per quanto riguarda il “vergogna” messo tra parentesi è palesemente un modo goliardico di giustificare la traduzione in italiano, che è brutta da sentire, a mio avviso.

      Distinti saluti

    • Venerabile Maestro Siddharta (come sta? a che punto siamo con l’illuminazione?),
      innanzitutto La ringrazio per la segnalazione dell’errore in questione e La invito a fare altrettanto ogniqualvolta dovesse imbattersi in qualcosa di simile. Voglio però prendere le difese del collega Stanley (alla sua prima uscita, ricordiamolo, e la cui lingua madre NON è l’italiano), in quanto credo (leggi: so per certo) che l’errore non nasca da una scarsa padronanza con la lingua italiana. Credo, molto più semplicemente, che si tratti di una semplice distrazione in cui qualunque scrivente prima o poi s’imbatte. Capita spessissimo (a me capita spessissimo) di pensare di aver scritto in un modo, e di scrivere invece in un altro. Ha scambiato un verbo in forma attiva per un verbo in forma passiva, e rileggendo non se ne è accorto. Non ha stuprato nessuno, nemmeno la lingua italiana. Mi permetta di polemizzare con quanto Lei afferma circa la nostra linea editoriale. Che io sappia, non abbiamo alcuna scadenza da rispettare. Siamo un gruppo di ragazzi che provano a fare del giornalismo con i mezzi che hanno a disposizione. A meno che il collega Bontempi non abbia venduto, nelle ultime ventiquattro ore, il sito agli arabi, non mi risulta che abbiamo un editor che possa lavorare per noi. Non si tratta di avere delle scadenze, caro Siddharta, quanto piuttosto di far convivere questa nostra passione (perché solo di questo, almeno per me, si tratta) con i nostri altri impegni quotidiani che hanno a che fare con quelle noiosissime occupazioni che vanno dalla A di “Andare a Lavorare” alla Z di “Zuccherare la Tisana”. Comunque Le consiglio di continuare a seguire questo nostro blog, nella speranza che possa cambiare idea.

      Buona Giornata anche a Lei.

      • Tra l’altro leggo ora la risposta di Stanley in cui leggo le stesse cose che avrei voluto scrivere io, cosa che non ho fatto perché pensavo che la frase fosse stata corretta dopo la Sua segnalazione. La frase è corretta. Se Lei poi ritiene che un apparecchio elettronico non possa farsi soggetto di un verbo in forma attiva, allora il problema diventa assai più complicato e richiede una trattazione per la quale nemmeno le migliori menti dei nostri tempi sono, ad oggi, attrezzate.

  3. Gentilissimo Nicola, la frase è stata sì corretta dopo la mia segnalazione.
    E il fatto che il sig. Ipkis sia dovuto correre ai ripari in questo modo è una dimostrazione più che pertinente della legge dell’Hammer, da lui (volutamente minuscolo, a questo punto) citata.

    Un colpo di spugna et voilà, ogni strafalcione è sparito……anche un pizzico di orgoglio forse.

    • Scusate se mi intrometto in questa affascinante discussione, non vorrei attirare le antipatie di nessuno, ma devo dire che anche a me pare che il post sia stato corretto successivamente.
      Non vedo alcun problema nel commettere errori, lo facciamo tutti, ma addirittura negare di averli fatti lo trovo quantomeno irrispettoso verso chi dedica parte del proprio tempo a seguirvi.

      Un vostro follouer

    • Ho letto ora l’originale, effettivamente la frase è stata corretta, quindi faccio ammenda, in effetti la frase era inizialmente errata, non sono stato però io a correggerla, avendo letto il commento a correzione avvenuta. Invito comunque il sig. Siddharta a scrivere un articolo, se mi concedete il termine, all’una di notte per renderlo pubblicabile il giorno successivo senza commettere alcun errore. In buona fede confesso che l’errore è dovuto a una distrazione causata da un’incertezza sull’incipit (inizio) al momento della stesura del testo in questione.

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