Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) e Mazzetti: confronto sulla famiglia.

Stamattina, a Bresso, c’era davvero un sacco di gente.

Ieri ci eravamo concentrati sugli eventi, sui luoghi, sul numero di persone presenti; oggi, invece, vorremmo concentraci sui concetti che, in questi tre giorni, Ratzinger ha portato in giro per Milano.

Locandina del VII incontromondiale delle famiglie (Milano 2012)

Naturalmente, come la grafica da evento sportivo sottolinea, il tema centrale è quello della famiglia, del quale il Pontefice si è occupato sia ieri durante l’incontro con le autorità, sia questa mattina durante la sua Omelia. Le prospettive attraverso cui la famiglia è considerata sono due: quella interna, cioè la questione concernenti i rapporti tra i membri della famiglia e quella che riguarda i rapporti tra il nucleo-famiglia e la società con cui si relaziona come ente. Ci sarebbero già gli estremi per parlare di relativismo (o per lo meno prospettivismo), ma lasciamo correre e andiamo avanti.

Della famiglia e delle sue dinamiche interne, Benedetto XVI parla prevalentemente durante la sua omelia domenicale all’aeroporto di Bresso. Dal punto di vista speculativo, non sembrano esserci grandi novità nella concezione cattolica della famiglia. Secondo la dottrina, il matrimonio e l’amore che in esso si manifesta non sono altro che un vestigio dell’Amore Divino, per cui, come ci ricorda Ratzinger «i coniugi non si donano azioni, ma vita». Il sacrificio reciproco è la chiave del matrimonio cattolico, che è poi il seme della famiglia cristiana (scritta in minuscolo perché non si confonda con l’omonima rivista).

Se questa interpretazione un po’ poetica del matrimonio – anche sottraendola dalla sua dimensione divina – è di per sé innocua e, per molti versi, anche esteticamente apprezzabile, i problemi diventano insormontabili quando si inizia a parlare della famiglia in relazione alla società (com’è avvenuto principalmente ieri pomeriggio, durante l’incontro con le autorità).

Il senso generale del discorso del Pontefice, anzi, il senso che rappresenta forse il succo di tutta questa tre giorni è che – in sostanza – una delle chiavi di volta per risolvere la grave situazione economica è l’aiuto e la difesa della famiglia. Non mi risulta che Joseph Ratzinger sia laureato in Economia, ma comprendo comunque il suo discorso, perché so che egli, per formazione, considera la famiglia il «primo tessuto dell’ordine sociale»; “primo” non solo in relazione all’importanza, ma anche dal punto di vista temporale. È quello che pensava anche Émile Durkheim nel suo La divisione del lavoro sociale e quello che, in generale, pensano tutti coloro che universalizzano la versione biblica della storia d’Israele rendendolo fatto umano in sé.

Giuliano Pisapia, Sindaco di Milano, accoglie Benedetto XVI.

Ma il punto non è il modo in cui il Papa pensa che sia andata la Storia (anche se io la penso diversamente), il punto è la totale mancanza di riguardo con cui si rivolge ai rappresentanti delle istituzioni laiche, soprattutto se contrapposta all’esasperato rispetto – per lo meno formale – che queste mostrano a lui. Dopo aver stabilito, in accordo con Pisapia, che la laicità dello Stato è un elemento fondamentale per garantire «la libertà affinché tutti possano proporre la loro visione del vivere comune», Ratzinger ci ricasca e afferma che lo Stato «è chiamato a riconoscere l’identità propria della famiglia, fondata su matrimonio etc.». Sbagliato, gentile Benedetto XVI, sbagliatissimo: quella che lei chiama “identità propria della famiglia”, non è l’identità ontologicamente immutabile dell’essere-famiglia, bensì una sua particolare visione e interpretazione parziale di un termine ben più ampio e complesso, che comprende anche quel tipo di identità, ma assolutamente non univocamente.

La famiglia di stampo cattolico rientra certamente nel più ampio concetto di famiglia laicamente intesa, così come chi crede che l’amore di Cristo viva nell’amore tra marito e moglie può agevolmente trovare un riconoscimento della sua unione nella società attraverso il meraviglioso mondo del matrimonio come mero contratto. Non ha alcun senso, a mio modo di vedere, la pretesa papale di veder riconosciuta la propria visione del matrimonio come unica di valore, mentre altro non è che uno dei modi in cui si può essere sposati.

Per portare il contributo del cattolicesimo alla formazione della società, credo sarebbe più opportuno che il Pontefice utilizzasse costruzioni quali “noi crediamo che”, oppure “secondo il nostro punto di vista sarebbe meglio che”, o, ancora, “le nostre usanze prevedono che” e piccole accortezze grammaticali, come ad esempio evitare imperativi simili a “lo Stato deve”, o “lo Stato non può”. In questo modo il dialogo sarà aperto (ma soprattutto sarà un dialogo) e potremo provare convivere «nel rispetto dell’altro e nel contesto delle leggi che mirano al bene di tutti».

Giancarlo Mazzetti


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6 thoughts on “Benedetto XVI (Joseph Ratzinger) e Mazzetti: confronto sulla famiglia.

  1. ancora molto bene, forse meriterebbe un approfondimento sull’ “arroganza” della chiesa, e quindi del papa, nel volersi imporre sullo stato (italiano) nell’ultimo periodo. Sempre ieri all’incontro con le autorità, ha dichiarato che la legge “non può consentire eutanasia e aborto”… penso sia chiaro dove voglio andare a parare, e qui mi rifaccio anche all’ultimo paragrafo del tuo articolo riguardo alle riformulazioni e al dialogo… ma poi, scusa, ma cosa c’entra il papa con lo stato italiano? lui ha il suo, ma che se ne stia nel suo a criticare leggi e usanze. Se la prigionia avignonese non fosse mai finita sarebbe andato a parigi a dire che non va bene che srkozy si sia sposato due volte? ma guarda te… libera chiesa in libero stato…

    • “nell’ultimo periodo”? Su che pianeta ha vissuto fin oggi? E’ sempre stato questo il ruolo della Chiesa, e non è mutato di una virgola, che poi lo stato se ne fotta è un altro discorso, fa parte della prassi, i politici pensano agli elettori (anche cattolici), non certo al Papa, il quale da parte sua comunque per tradizione non ha altro da fare che dare consigli (inutili o meno) al mondo.

  2. Buongiorno Giancarlo
    sto cercando la foto del Papa che bacia mia figlia venerdì 1 giugno in piazza Duomo. la foto che ha pubblicato lei è scattata dalla zona in cui eravamo noi. può farmi sapere se tra le foto ha quella in cui il Papa bacia una bimba con un vestitino verde e bianco?
    grazie Davide

    • Mi dispiace molto, Davide Tesoro, ma noi con la nostra piccola macchina fotografica e senza un vero fotografo, siamo riusciti ad ottenere solo qualche scatto da lontano…ad ogni modo nessuna bambina verde e bianca. Comunque qualcuno ce l’avrà sicuramente: buona ricerca!

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