Festival di Cannes: vince Haneke e (misteriosamente) anche Garrone

Poche sorprese quest’anno dalla Croisette, dove quasi tutti i vincitori erano già stati premiati nel passato recente. Per evitare l’ira di Mazzetti, fiero oppositore degli elenchi romanzati, vi diamo subito la lista nuda e cruda dei riconoscimenti. Sotto troverete le nostre considerazioni.

Palma d’Oro: Amour, Michael Haneke

Gran Prix: Reality, Matteo Garrone

Premio per la regia: Post Tenebras Lux, Carlos Reygadas

Premio della Giuria: The Angels’ Share, Ken Loach

Premio per l’interpretazione maschile: Mads Mikkelsen in Jagten (La Caccia), Thomas Vinterberg

Premio per l’interpretazione femminile: Cosmina Stratan e Cristina Flutur in Dupa Dealuri (Oltre le Colline) di Cristian Mungiu (che si legge Mungìu)

Premio per la sceneggiatura: Cristian Mungiu per Dupa Dealuri.

Palma d’Oro per il Miglior Cortometraggio: Sessiz-Be Deng (Silenzio) di Rezan Yesilbas

Vincitore nella categoria Un Certain Regard: Después de Lucia, Michel Franco

Camera d’Or: Beasts of the Southern Wilder, Benh Zeitlin

Una scena di Reality di Matteo Garrone. Lui nella vita reale fa l’ergastolano. Lei meglio non saperlo.

Per Haneke è la seconda Palma dopo Il Nastro Bianco (2009). Qui si tifava Audiard, il cui De Rouille et d’Os ha avuto la sfortuna di essere proiettato troppo presto. Purtuttavia, se Messi può vincere tre palloni d’oro di fila, Haneke ha tutto il diritto di fare il bis. Amour racconta il declino dell’ottuagenaria Anne (Emmanuelle Riva) in seguito a un ictus. La assiste un redivivo Jean Louis Trintignant, che la vedrà degenerare fino a un prevedibile epilogo. Una vicenda del genere, vista dall’occhio sadico del maestro austro-bavarese, promette davvero bene.

Il premio a Garrone, il secondo dopo Gomorra, non convince. Del resto nel 2008, col boom di Saviano, avrebbero vinto anche Castellano & Pipolo. In questo caso Moretti avrà influito eccome, vedi Tarantino-Sofia Coppola a Venezia 2010. Stona anche il riconoscimento a Reygadas: Post Tenebras Lux sembra essere delirio puro.

Mads Mikkelsen se la vede maluccio in Jagten

Miglior attore Mads Mikkelsen, pretoriano di Vinterberg e protagonista del ferocissimo Jagten. I danesi stanno sfornando ottimo cinema di recente, a parte Lars Von Trier che, tra deliri sul nazismo e orrori come Melancholia, da evidenti segni di squilibrio. Nel futuro prossimo ci occuperemo di Vinterberg, Susanne Bier e Winding Refn, quasi tutti dogmatici redenti. Sul fronte femminile lascia perplessi il doppio riconoscimento alle protagoniste di Oltre le Colline, che secondo il nostro guru Locatelli è un passo indietro per Mungiu (pur vincendo anche il premio per la sceneggiatura). Magari la povera Emmanuelle Riva, che a ottantacinque anni ha dovuto fingere di cagarsi addosso e chissà che altro, meritava di più.

Il bel Pattinson in Cosmopolis

Nessuna gloria per Cronenberg, il cui Cosmopolis puzza di mediocrità (a breve una recensione, chissà che non si riveli un capolavoro) e per Wes Anderson, forse perché i suoi film sono sempre uguali, pressoché intercambiabili. Walter Salles, che a noi era molto simpatico, probabilmente ha fatto il peggior film della sua vita.

Graziano Biglia e Giancarlo Mazzetti

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...