Non solo Ibra. Dalla Svezia arriva una banca senza interessi: JAK Bank

Le banche, si sa, non godono di buonissima reputazione di recente. Senza stare a scomodare quel genio di Marra che ha convinto (immaginiamo con uno sforzo sovrumano) la nota economista Sara Tommasi  a spogliarsi come forma di protesta verso il sistema bancario italiano, si può tranquillamente affermare che in tempi di crisi economica siano proprio gli istituti di credito a rappresentare insieme ai politici il bersaglio preferito dei cittadini. Le principali banche europee se la passano molto male, stritolate dai debiti  e legate a doppio filo alle erogazioni a tasso agevolato di mamma BCE, che manco a dirlo non vengono replicate al comune cittadino nel caso debba rivolgersi loro per un mutuo sulla prima casa. A maggior ragione in tempi di crisi e di recessione, è auspicabile interrogarsi circa il peccato originale del sistema creditizio su cui si fonda il sistema capitalistico: il concetto di interesse, da cui discerne necessariamente il costo del denaro.

Gia dai primi anni 30 in Danimarca ci si interrogava sull’eticita’ del sistema bancario tradizionale che tendeva, e tende tutt’ora, ad essere penalizzante per quel risparmiatore medio che di norma percepisce degli interessi per i risparmi depositati sensibilmente inferiori a quelli che l’istituto di credito richiede sui prestiti erogati. Non e’ certo una novita’ quindi considerare il costo del denaro come causa dell’aumento di disuguaglianza tra i risparmiatori, dove chi gia’ dispone di ingenti somme depositate in banca viene facilitato nell’accesso al credito a scapito dei piccoli-medi risparmiatori.

Da circa 40 anni in Svezia e’ attiva la JAK Medlesmbank , una banca cooperativa molto particolare. Si tratta di una banca che dal 1973 concede ai propri 38.000 soci prestiti senza interesse (ma a prezzo di costo) e che e’ riuscita ad importare valori alti come la mutualita’, solidarieta’ e l’equita’ in un settore, quello economico, che tradizionalmente ne ha meno.

Il meccanismo funziona in modo analogo a quando ci si rivolge ad un famigliare per un prestito: quando i genitori aiutano i propri figli finanziariamente, di norma non calcolano alcun interesse sulla soma prestata. Il sistema JAK funziona esattamente cosi’. Per ogni socio/correntista che apre un conto presso JAK la somma depositata rimane costante, non vengono pagati interessi dei risparmiatori ne’ eventuali redditi dei proprietari. Allo stesso modo,quando un prestito viene erogato, la banca non calcola alcun interesse sulla restituzione della somma, ma solamente una commissione fissa (2,5% circa) che serve a pagare i costi di gestione della banca stessa, principalmente gli stipendi dei dipendenti.

Il sistema JAK e’ completamente indipendente dal costo del denaro, che e’ sempre pari a 0, e le risorse provengono unicamente dai soci. E’ stato introdotto quindi un meccanismo chiamato “post-risparmio”, per fare in modo che la banca disponga della liquidita’ necessaria ad effettuare i prestiti a tutti i soci senza dover “acquistare del denaro” dalle altre banche, inclusa la Banca Centrale Svedese:

ogni Euro depositato in JAK corrisponde, su cadenza mensile, alla somma corrispondente in “punti risparmio”. Ad ogni socio che riceve un prestito da JAK viene quindi richiesto, oltre a restituire gli ammortamenti mensili dell’intero importo e la commissione della banca, l’impegno a depositare sul proprio conto un importo pari alla somma ricevuta (per riportare la somma dei punti risparmio in equilibrio) , scaglionata su tutto il periodo di restituzione. Al termine di tale periodo la somma di post-risparmio depositata rientra immediatamente a completa disposizione del socio/correntista, che potrà disporne come crede.

"post-risparmio"

Il meccanismo del post-risparmio

Se da un lato ciò rende complesso chiedere a prestito ingenti somme di denaro a causa del sistema “post-risparmio”, il sistema JAK si rivela estremamente conveniente sui piccoli/medi importi. I soci non solo non pagano alcun interesse ma possono anche essere aiutati dai membri della comunità, i quali possono decidere di donare o cedere i propri punti risparmio ad altri soci. Proprio come in famiglia.

In Europa oltre alla JAK Medlesmbank è attiva una banca cooperativa che adotta gli stessi principi in Germania. E in Italia?

In Italia circa il 25% delle famiglie risulta indebitato con un istituto bancario. Nel caso di famiglie giovani, addirittura, il 50% reddito viene destinato a ripagare i debiti contratti in precedenza mentre il 90% della popolazione paga in media più interessi di quanti ne riceva.

Combattere l’indebitamento derivante dagli interessi sul denaro sembrerebbe quindi auspicabile anche nel nostro paese. Questo è proprio quello per cui si adopera l’Associazione Culturale JAK Bank Italia, nata nel 2008 con la finalità di fondare una banca JAK in grado di contribuire a migliorare la qualità della vita attraverso una gestione responsabile del denaro.

I ragazzi dell’Associazione fanno sul serio e hanno iniziato ad intraprendere i primi passi concreti verso la creazione di una vera e propria Banca Popolare JAK nel nostro paese, gestita da persone che mettono a disposizione di altre persone i propri risparmi; una banca “non-profit”, con i suoi soci come azionisti i cui “dividendi” saranno la possibilità di prendere un prestito a basso costo.

A novembre 2011 alcuni membri dell’Associazione hanno dato il via al Comitato Promotore Banca Popolare JAK Italia, con tanto di relazione tecnica.

Se volete testare con mano come funziona, provate qui la simulazione.

Nel frattempo, facciamo il tifo per loro.

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