Art Around: arte pubblica nel Nord Milano

ART AROUND – IMMAGINI PER LO SPAZIO PUBBLICO
24 aprile – 10 maggio 2012

Oltre alle innumerevoli fabbriche, stabilimenti, laboratori, magazzini e imprese che popolano il territorio delo Nord Milano e si espandono senza pietà fino alla Brianza, questo territorio è in perenne fermento. Le tante e diverse attività culturali che animano il territorio metropolitano del capoluogo lombardo, sono spesso troppo poco conosciute. Vuoi per mancanza di risorse finanziarie, vuoi per la debolezza delle istituzioni coinvolte oltre che per il totale abbandono da parte delle forze politiche. Chi potrebbe e dovrebbe battersi per questi territori è tendenzialmente un abilissimo oratore, incantatore di parole senza riuscire MAI a concludere alcun che. Tuttavia, da parte di chi nella “Milano grande città” ci ha sempre sperato e creduto, non mancano idee, ambizione e voglia di lavorare.

Art Around Immagini per lo spazio pubblico, un articolato progetto promosso dal Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, ne è un esempio calzante.

Un percorso sviluppatosi nell’arco di un anno, dalla primavera 2011 alla primavera 2012,  che ha visto un’istituzione pubblica quale il Museo di Fotografia Contemporanea lavorare in stretto contatto con otto giovani artisti. A ciascuno di questi è stato affidato un luogo, un contesto, con cui relazionarsi e nel quale realizzare un progetto site-specific. Questi otto luoghi si caratterizzano per essere centri di produzione culturale di recente formazione nel territorio – sono nati tutti negli ultimi dieci anni – si caratterizzano per qualità architettoniche, storia e saperi.
La scelta dei partecipanti è stata frutto di un processo di selezione avviato all’inizio del 2011, che ha visto coinvolte circa venti scuole, accademie, università di indirizzo fotografico in tutta Italia. Queste hanno suggerito circa un centinaio di possibili candidati, tra cui una giuria apposita ne ha selezionati otto.

Gli otto protagonisti di Art Around

Daniele Ansidei e Nicola Nunziata lavorano entrambi a Cinisello Balsamo, rispettivamente su il Nuovo Centro Culturale ilPertini la cui apertura è prevista dopo l’estate, e la sede dell’università Bicocca di Villa Forno. Fabrizio Bellomo accetta coraggiosamente la sfida di relazionassi con l’articolata e complessa area del Parco Archeologico Industriale ex-Breda di Sesto San Giovanni. Simona Di Meo si confronta con la programmazione e la vita – non priva di turbolenze, anche molto recenti – dell’HangarBicocca. Matteo Girola è affascinato dai ritmi di un teatro come gli Arcimboldi di Milano, immerso nel quartiere Bicocca e animato da attendance molto diversificata.

Rachele Maistrello sceglie di operare nei 640 ettari di vegetazione che costituiscono il Parco Nord Milano, un vasto parco metropolitano che comprende i comuni di Bresso, Cinisello Balsamo, Cormano, Cusano Milanino, Milano e Sesto San Giovanni. Alessandro Sambini lavora nel Centro Sperimentale di Cinematografia, oggi ospitato negli spazi della ex-Manifattura Tabacchi in viale Fulvio Testi a Milano. Giulia Ticozzi sceglie il contesto della biblioteca Tilane di Paderno Dugnano. Questi gli attori di Art Around, un percorso concepito e realizzato per essere molto più che un progetto artistico: avventura, dialogo, processo, confronto oltre che un’occasione di crescita e maturazione.

Da diversi anni ormai il Museo di Fotografia Contemporanea è conosciuto per il suo operare per e con il pubblico e i cittadini. Anche in questo caso, Art Around Immagini nello spazio pubblico mette in relazione artisti e luoghi tra loro estranei, dotati ognuno di un proprio pubblico, in un territorio in costante trasformazione. Troppo spesso si sente parlare di arte pubblica a sproposito, indicando con questo termine installazioni, opere giganti poste in mezzo alle piazze delle grandi città o nelle stazioni della metropolitana di qualche metropoli. “Cantieri creativi” e progetti calati dall’alto dove artisti, videomakers, performers sono chiamati a realizzare delle “cose”, compiere azioni, che tuttavia si dimostrano prive di fondamento e rischiano di sembrare inutili forzature di un processo creativo potenzialmente molto più articolato. Matteo Balduzzi, curatore presso il Museo fin dalla sua nascita, ha ideato e curato questo nuovo progetto come è nel suo stile, cercando il dialogo con gli abitanti delle città e i pubblici dei luoghi coinvolti, suggerendo modalità di lavoro  in grado di portare l’arte al di fuori dei suoi spazi, dei suoi referenti tradizionali. Per davvero.

Simona Di Meo ha lavorato con il giornale Zona9 invitando gli abitanti del quartiere Bicocca a portare all’artista le proprie fotografie di famiglia

Pochissimi tra gli artisti di Art Around avevano lavorato con i giornali. Mensili, quindicinali di quartiere o locali consentono informano e raccontano un progetto artistico per chi lo speciale di nudo.net non sa manco cosa sia, per coloro i quali l’Hangar non è mai esistito,  e Artshow, Exibart e Artribune sono nuovi modelli di jeans della Diesel. Alcuni tra gli artisti non hanno mai fatto arte pubblica; qualcuno è alla sua prima mostra. In certi casi si è trattato di una vera e propria scoperta della pratica relazionale, di una modalità di lavoro che è stata loro suggerita e non imposta e soprattutto del valore del tempo.
In un progetto che vuole essere davvero pubblico, e quindi condiviso, radicato nel territorio, rispettoso dell’identità di un luogo e delle persone che abitualmente lo vivono, il tempo è una componente fondamentale e imprescindibile. Ho parlato prima di processi e di percorsi: è proprio così.
Art Around è durato un anno, un arco di tempo in cui gli artisti hanno avuto modo di prendere confidenza con i luoghi loro assegnati e iniziare a elaborare idee, modificarle, aggiustarle, chiedere consigli. Per agevolare questa modalità di lavoro, il progetto ha visto alternarsi mesi di ricerca e studio individual dei singoli, a periodi di residenza a Milano in cui i giovani artisti, ospiti delle residenze di Careof in Via Farini, hanno partecipato a seminari sulle tecniche di stampa, videoproiezione e stampa su grandi formati, conferenze, convegni pubblici e incontri a porte chiuse con altri protagonisti del mondo dell’arte e della fotografia.
Uno degli assiomi principali che fin dall’inizio hanno caratterizzato il progetto è stato dare ad artisti che si affacciano ora al mondo del lavoro e che ricevono ora i primi riconoscimenti, la possibilità di lavorare in totale libertà e autonomia creativa ma con il supporto curatoriale, tecnologico, logistico di un’istituzione.

Un lungo percorso in cui il Museo ha seguito e accompagnato gli artisti dal processo creativo alla realizzazione delle installazioni, facendo sforzi enormi non solo a livello di risorse umane ma anche in termini economici. Il risultato? Per darvi un’idea chiara di un anno di lavoro potrei stare qui a parlarvi per pagine e pagine. Posso riassumere dicendo che questi otto risultati hanno preso direzioni diversissime, seppur partendo da una matrice comune fotografica e di affezione alla visione, ad una cultura visiva che sempre più caratterizza le esperienze del nostro presente. Le installazioni mettono in relazione otto luoghi con caratteristiche e programmazioni diverse ma simbolicamente uniti dall’essere centri produttivi di cultura. L’energia che si sparge nel Nord Milano in questi giorni fa riflettere sul potenziale effettivo che l’area metropolitana milanese porta in sé e sull’effettiva ignoranza e noncuranza da parte dei vertici politici e delle amministrazioni comunali.

Tra il 24 aprile e il 5 maggio 2012 si inaugurano i progetti site-specific pensati e realizzati dagli otto giovani artisti di Art Around nel territorio del Nord Milano.
Art Around è ideato e curato da Matteo Balduzzi, con la collaborazione di Chiara Buzzi. Il racconto dell’intero processo e alcune immagini delle singole installazioni sono presentati in una mostra di documentazione negli spazi del Museo di Fotografia Contemporanea a Cinisello Balsamo, a partire dal 5 maggio 2012.
artaround.mufoco.org

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3 thoughts on “Art Around: arte pubblica nel Nord Milano

  1. Citando il seguente passo dell’articolo “Troppo spesso si sente parlare di arte pubblica a sproposito, indicando con questo termine installazioni […] “Cantieri creativi” e progetti calati dall’alto dove artisti, videomakers, performers sono chiamati a realizzare delle “cose”, compiere azioni […] [che] si dimostrano prive di fondamento e rischiano di sembrare inutili forzature di un processo creativo potenzialmente molto più articolato”, mi rammarico in primis per l’invettiva gratuita e la mancanza di rispetto avanzata nei confronti degli artisti coinvolti nei progetti sul quale si vuole puntare il dito e in secundis per il riferimento negativo a The Urban Observatory. Su tale piattaforma si cerca di non imporre – come in questo post mi pare sia invece presente purtroppo – una personale opinione su cosa sia o non sia arte pubblica (o altri termini e concetti) bensì si cerca di offrire un ampio ventaglio sulla produzione culturale e progettuale che coinvolge, riattiva e rigenera gli spazi parti e collettivi delle città. Non voglio proteggere il mio blog ma mantenere un rapporto di rispetto, in primo luogo verso professionisti che creano e producono arte e cultura per la gente (e talvolta con la gente) senza la pretesa di imporre progetti dall’alto. Nonostante il passaggio sopraccitato trovo che sia un buon articolo ed un’ottima segnalazione.

    • Ciao Evelyn,

      grazie per aver commentato al mio post e mi scuso per la lentezza della risposta. Forse il mio link è “posizionato” in modo sbagliato e sembra voler dare una connotazione negativa al link indicato, quello appunto di The Urban Observatory. L’ho citato non come esempio negativo ma perchè appunto è possibile venire a conoscenza non solo di molti progetti – validi e non- di arte pubblica ma soprattutto di processi, idee, spazi, azioni, situazioni che possono definirsi arte pubblica o che in qualche modo si sviluppano con dinamiche affini.
      Valuterò eventualmente se cambiare la posizione del tuo link, ma in ogni caso se sei d’accordo, mi piacerebbe poter citare The Urban Observatory.
      Il mio articolo, è vero, esprime un punto di vista molto personale e volutamente un po’ esagerato e di parte. Se leggi un po’ il nostro blog, questo è proprio ciò che ci caratterizza.
      Mi farebbe piacere se avessi voglia di segnalare iniziative o progetti che ti sembrano interessanti anche sul nostro blog e sei libera di attingere riferimenti o link ai miei/nostri contenuti.
      Mi spiace ancora per il fraintendimento ad ogni modo complimenti e buona scrittura.
      A presto

      Margot

      • Ciao Margot, mi rincuora che si sia trattato semplicemente di un qui pro quo e nonostante abbia colto lo spirito critico del vostro blog mi pareva fosse più una mitraglietta sparata in aria senza troppo controllo. Talvolta sono più pungenti alcune critiche puntuali e meno generali ma io personalmente apprezzo tutto ciò che è considerazione critica costruttiva.
        Per il link a The Urban Observatory lascia pure, se riesci a posizionarlo in altra maniera o a rendere più chiaro il pensiero tra ciò che ritieni vera arte pubblica e ciò che è opinabile, penso sia meglio sia per i vostri lettori che per la mia piattaforma. Valuterai tu ovviamente 😉
        Se mi capita qualche progetto che potrebbe di essere di vostro interesse ve lo segnalerò con piacere.
        A presto e buon lavoro anche a voi

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