Pagina 0 – Dan Simmons, Drood

Il 9 giugno 1865 un treno della Folkestone Express, che operava le tratte da Londra verso il sud, è diretto a Dover. Nei pressi di Staplehurst il convoglio attraversa un ponte che è in fase di ristrutturazione e mancano alcuni binari. Il treno deraglia e la prima classe, trainata dalla locomotiva, riesce a ‘saltare‘ il piccolo strapiombo adagiandosi goffamente sull’altra riva della gola; le carrozze di coda – riservate ovviamente ai passeggeri di terza classe – si sfracellano al suolo. Charles Dickens, che viaggiava in compagnia della sua concubina l’attrice Ellen Ternan, è tra quelli che anno raggiunto – non senza spavento – la sponda opposta dello strapiombo. Il piccolo e vecchio romanziere vittoriano è vivo per miracolo. Ora corre, verso il fiume in fondo alla valle, per raggiungere i vagoni precipitati e portare i soccorsi che può ai feriti. Ma con lui si aggira tra cadaveri e mutilati, arti recisi e corpi sventrati un personaggio strano, oscuro, mortifero, Drood.

Il Mistero di Edwin Drood, l’ultimo romanzo di Charles Dickens, era su quel treno con l’autore quando il convoglio si schianta al suolo. In seguito Dickens racconterà agli amici di aver recuperato il manoscritto incompleto inerpicandosi all’interno della ferraglia contorta del vagone in cui erano stati riposti i suoi bagagli: ovviamente è molto più probabile che il manoscritto fosse nella tasca del burbero autore vittoriano, e che con lui, dunque, si fosse salvato. Ma l’incidente di Staplehurs cambia la vita di Dickens. L’esimio non sarà più lo stesso, verrà perseguitato da incubi e fantasmi tanto da dedicarsi a pratiche mesmeriche di ipnosi e tranche.

Dan Simmons, noto per i suoi romanzi di fantascienza e fantasy, racconta in quasi 650 pagine – un po’ troppe forse – la Londra vittoriana dei bassi fondi, delle canaglie, degli stupratori delle fumerie d’oppio, degli immigrati cinesi e di Drood. Dickens è ossessionato dalla visione di quel personaggio, che sulle vittime di Staplehurst aveva effetti mortali: chiunque avvicinasse moriva all’istante. Ma Drood a un certo punto scompare e non se ne ha più traccia. L’esimio autore vittoriano decide allora di rintracciarlo, a tutti i costi, nei bassifondi di Londra e l’intreccio di questa indagine, annodato a quello delle vicende del suo amico ed editore Wilkie Collins, la voce narrante, si sviluppa tra Antico Egitto, Londra e storie di omicidi efferati.

Il romanzo di Dan Simmons, letto da un satanista, potrebbe diventare pericoloso: i particolari con cui descrive Drood mentre applica le proprie pratiche assassine il modo in cui riporta in vita mummie, il modo in cui si rifugia nei bassifondi della capitale britannica sfruttando fumerie d’oppio cinesi nascoste nelle catacombe del primo cristianesimo e molto realistico. La storia, lenta e piena di particolari sulla vita di Dickens, Collins e tutti quelli che hanno a che fare con questi è meticolosamente ricostruita con l’aiuto di riferimenti storici e antologici degni del più scaltro filologo. Nel 200 anniversario della nascita di Dickens sono molti i testi che si dovrebbero leggere e decine le edizioni speciali illustrate e le pubblicazioni di inediti sull’autore vittoriano, ma il volume di Dan Simmons da l’opportunità al lettore di addentrarsi nella vita cittadina di Londra Vittoriana con una prospettiva ‘cinematografica’ che dai romanzi di Dickens, com è ovvio, non traspare.

Nel 1870 Dickens muore lasciando incompiuto il suo ultimo romanzo, The Mystery of Edwin Drood, proprio nel bel mezzo delle indagini sulla scomparsa del protagonista. Molti autori dei tempi moderni si sono divertiti a continuare il romanzo dickensiano mettendo mano al manoscritto originale e scrivendone una conclusione: un giornalista americano del New York Times di nome Henry Morford proprio qualche anno dopo la morte dell’Esimio fece un sacco di soldi pubblicando la conclusione del romanzo che a sua detta Dickens gli avrebbe rivelato durante una tournè di letture negli Stati uniti qualche mese prima della sua morte; la coppia del misfatto, Fruttero e Lucentini con “La verità sul caso D.” allestiscono una sorta di ‘all star‘ degli investigatori privati della letteratura di ogni tempo e paese per cercare il povero Edwin Drood – Hercule Poirot, Christopher Marlowe, Maigret, Auguste Dupin e Holmes, Sherlock Holmes. CHissà, forse Drood era soltanto uscito a comperare le sigarette.

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